Pirelli: a Shanghai l’incognita dell’evoluzione del nuovo asfalto

Mar 10, 2026

Luca Manacorda

Il Mondiale di Formula 1 approda allo Shanghai International Circuit per il secondo appuntamento della stagione, il GP Cina, che coinciderà con il primo weekend Sprint dell’anno. Sabato si correrà infatti la prima delle sei gare veloci previste dal calendario 2026, un formato che imporrà alle squadre di trovare immediatamente il giusto compromesso di assetto con una sola sessione di prove libere a disposizione.

Per affrontare i 5,451 chilometri del tracciato cinese, Pirelli ha confermato la selezione di mescole utilizzata nelle ultime due edizioni: C2 (Hard), C3 (Medium) e C4 (Soft). Questa scelta è dettata dalla natura eterogenea del circuito, la cui forma richiama l’ideogramma shang (“verso l’alto”), caratterizzato da una combinazione di tratti estremamente lenti e rettilinei dove la velocità massima e l’efficienza del recupero energetico saranno cruciali per le nuove Power Unit.

Evoluzione dell’asfalto: il fattore “invecchiamento”

Uno dei temi tecnici più rilevanti riguarda il manto stradale. Completamente riasfaltata nell’agosto 2024, la pista di Shanghai ha mostrato nel 2025 un’aderenza molto elevata ma, al contempo, ha generato un marcato fenomeno di graining, specialmente sull’asse anteriore durante la gara Sprint. La superficie allora molto liscia aveva reso le coperture anteriori il vero fattore limitante della prestazione.

Pirelli GP Cina 2026

A distanza di un anno, i tecnici Pirelli si attendono un asfalto leggermente più invecchiato. Sebbene la superficie rimanga più regolare rispetto alla media degli altri circuiti, l’aderenza naturale del bitume potrebbe essere inferiore, riducendo potenzialmente l’intensità del graining rispetto alla passata stagione. Un’ipotesi che dovrà trovare conferma fin dai primi run del venerdì. Interessante sarà anche valutare la stabilità in frenata: le simulazioni indicano tempi sul giro vicini a quelli del 2025 grazie all’efficienza delle zone Straight Mode, ma resta l’incognita dei bloccaggi in ingresso curva, simili a quelli visti durante i test pre-stagionali a Sakhir.

Strategie e statistiche: il precedente del 2025

L’edizione 2025 ha visto trionfare la strategia a una singola sosta. La maggior parte dei piloti scelse di partire con le Medium, effettuando il pit-stop tra il 14° e il 15° giro per montare le Hard, che garantirono una costanza di rendimento eccellente fino alla bandiera a scacchi. La mescola Soft, pur essendo la più rapida in qualifica, non trovò impiego nella gara domenicale a causa dell’alto degrado. Il Gran Premio si concluse con la vittoria di Oscar Piastri, seguito dal compagno di squadra Lando Norris e da George Russell.

Pirelli GP Cina

Per quanto riguarda i premi, il poleman della Sprint Qualifying riceverà il nuovo Pirelli Sprint Qualifying Award. Il trofeo, completamente rinnovato nel design, presenta una base in cui è incastonato un casco decorato con i colori della bandiera cinese, sormontato da una riproduzione del pneumatico Soft utilizzato in SQ3.

In chiusura, Pirelli Design ha voluto celebrare la cultura locale con un’edizione speciale del Podium Cap. Realizzato in collaborazione con Denis Dekovic, il cappellino destinato ai primi tre classificati è tinto in giallo imperiale, colore che nella tradizione cinese simboleggia potere e prestigio. La visiera è arricchita da grafiche dedicate all’Anno del Cavallo, unendo la tecnologia della Formula 1 alle simbologie storiche del Paese ospitante.

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