Pirelli: la sorpresa Leclerc nella Sprint. Gara verso la singola sosta, come può essere usata la Soft da Ferrari

Ago 22, 2026

Paolo D’Alessandro, Mattia De filippi

La Sprint del sabato ha permesso a Pirelli di raccogliere informazioni preziose in vista della gara di domani. Il confronto diretto tra Medium e Soft ha confermato un comportamento particolarmente interessante della mescola più morbida, mentre la Hard resta una scelta valida in vista della lunga distanza, aumentando le possibilità strategiche. Dario Marrafuschi, Head of Motorsport Pirelli, ha sottolineato come i dati raccolti nella Sprint abbiano sostanzialmente confermato le indicazioni della vigilia: Abbiamo ottenuto buoni dati dalla Sprint. Naturalmente la Medium è stata la scelta preferita per la Sprint, ma abbiamo visto anche un comportamento molto buono della Soft. In termini di prestazione e degrado, è stata in linea con la Medium”.

Il dato più interessante riguarda proprio la Soft, che ha mostrato un degrado molto più contenuto rispetto alle aspettative iniziali, visibile soprattutto grazie a Charles Leclerc (insieme a lui anche Bearman l’ha usata).In termini di prestazione ci aspettiamo circa mezzo secondo di vantaggio della Soft rispetto alla Medium, ha spiegato Marrafuschi. Per quanto riguarda invece la Hard, i dati diretti sono più limitati, ma le previsioni Pirelli indicano un divario di circa sette decimi rispetto alla Medium.

La Medium e la Soft sono abbastanza simili in termini di degrado. La Hard è ovviamente molto più consistente”. Una situazione che apre a diverse possibilità strategiche e, soprattutto, rende tutte e tre le mescole utilizzabili in gara. Abbiamo visto che tutti e tre i compound sono una scelta valida per la gara di domani, ha confermato il responsabile Pirelli.

Strategia: la sosta unica resta favorita. Pericolo traffico per le due soste. E strategia Soft-Media?

Nonostante la differenza teorica tra una e due soste sia contenuta, le caratteristiche del circuito di Zandvoort spingono Pirelli verso una strategia più conservativa. Il problema principale è infatti rappresentato dal traffico che potrebbe essere incontrato dopo un secondo pit stop. Mettendo insieme tutti i dati relativi a prestazione e usura, pensiamo che la strategia a una sosta sarà quella da scegliere, perché su questo circuito è piuttosto difficile superare e con due soste si potrebbe incorrere nel problema del traffico, ha spiegato Marrafuschi.

Sul piano puramente matematico, però, il margine è ridotto: “In termini di numeri puri, la due soste sarebbe soltanto tre secondi più lenta sull’intera distanza di gara. Siamo vicini”.

La soluzione più veloce secondo le simulazioni Pirelli è la Medium-Hard, con una finestra per il pit stop compresa indicativamente tra il 27° e il 33° giro. Poco più lenta, circa un secondo sul totale, sarebbe invece la Soft-Hard.

Diversi team hanno due set di Hard disponibili. Mettendo insieme i dati sull’usura con quelli relativi alla Hard, hai una sorta di garanzia di poter effettuare uno stint lungo senza doverti preoccupare troppo dell’usura”. ha spiegato Marrafuschi, interrogato anche sulla possibilità di poter fare uno stop anticipato, in caso di Safety Car, ed andare fino in fondo con la Hard. Una possibilità, che non desterebbe preoccupazione, seppur non una scelta molto consigliata.

Pirelli ha comunque individuato anche alcune alternative a due soste. La prima prevede Medium-Hard-Soft, con finestre di pit stop tra il 24° e il 30° giro e tra il 46° e il 52°. La seconda è invece Soft-Medium-Medium, con soste indicative tra il 21° e il 27° e tra il 45° e il 51° giro.

Marrafuschi ha però chiarito che Pirelli non considera queste opzioni come le più convenienti. Ancora meno interessante appare la strategia Soft-Medium: Francamente, è circa sette secondi più lenta. È la peggiore del pacchetto. Non la raccomanderemmo dal punto di vista della prestazione, anche se la consideriamo possibile”.

Graining, pressioni e il tema delle temperature e del giro di preparazione: era necessario?

Sul fronte del comportamento degli pneumatici, Pirelli non ha riscontrato criticità particolari nonostante le caratteristiche dell’asfalto di Zandvoort e la presenza di sabbia e sporco che possono influenzare il comportamento delle gomme.I compound stanno funzionando correttamente. Non vediamo problemi di graining. Nonostante le caratteristiche dell’asfalto, la sua rugosità non sta portando a graining, ha spiegato Marrafuschi. L’usura osservata viene quindi considerata normale.

Un altro elemento positivo emerso nel weekend riguarda la messa in temperature delle gomme. Inizialmente, considerate le basse temperature e il giro breve di Zandvoort, Pirelli si aspettava che i team avrebbero avuto bisogno del giro di preparazione oltre all’out lap. La situazione è però cambiata durante la sessione: Inizialmente, considerando il giro breve e le basse temperature, i team erano preparati a effettuare un giro di preparazione durante le qualifiche. Poi è stato chiaro che anche un singolo giro di spinta era sufficiente” tanto è vero che, come sottolinea Marrafuschi, la pole è arrivata al primo giro spinto.

Il meteo ha contribuito a modificare l’approccio, con la previsione della pioggia che ha spinto i piloti a evitare rischi e a completare immediatamente il giro cronometrato. Gli pneumatici hanno reagito correttamente. Non abbiamo ricevuto lamentele sul fatto che le gomme non fossero pronte per la qualifica con un solo giro di preparazione”.

Pirelli ha inoltre confermato che non c’è stato bisogno di intervenire sulle scelte fatte a monte del weekend, senza modifiche alle prescrizioni sulle pressioni. Analizziamo sempre i dati durante il weekend Sprint. Facciamo una prima analisi il venerdì e poi una revisione dopo la Sprint. Tutto è in linea con le nostre stime, quindi non cambieremo nessuna prescrizione per il resto del weekend”, ha chiarito Marrafuschi.

La sorpresa (a metà) della Soft nella Sprint con Leclerc

La vera sorpresa del fine settimana resta quindi il comportamento della Soft, inizialmente considerata più esposta al degrado rispetto alla Medium.È stata una bella sorpresa, perché mi aspettavo più degrado sulla Soft. Invece è stata davvero in linea, con lo stesso degrado della Medium, ha ammesso Marrafuschi. A contribuire potrebbe essere stato anche il range di temperature relativamente basso:Forse in queste condizioni più fredde è per questo che la Soft ha funzionato meglio del previsto”.

Il quadro che emerge alla vigilia del Gran Premio è quindi particolarmente aperto: la Medium-Hard rappresenta la scelta di riferimento secondo le simulazioni Pirelli, ma la Soft ha dimostrato di poter essere molto più competitiva e consistente del previsto, mentre la Hard offre ai team una soluzione affidabile per gli stint più lunghi. Il traffico sarà determinante, anche nel dettare quale strategia adottare (singola o doppia sosta) e nel decidere anche il timing esatto dei pit stop. C’è ampia scelta e ci si aspetta una gara che, almeno a livello strategico, potrebbe rivelarsi piuttosto interessante.

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