Come se non bastassero le critiche legate ai nuovi regolamenti, l’avvio della stagione di F1 2026 sta portando con sé un’ombra sempre più densa e preoccupante: la tossicità di una parte del tifo sui social media. Quella che doveva essere una festa per il ritorno alla competitività della Alpine – con la scuderia francese quinta tra i Costruttori dopo l’ultimo posto del 2025 – si è trasformata in una “tempesta perfetta” che vede coinvolto, suo malgrado, Franco Colapinto. Il pilota argentino è finito al centro di due episodi controversi a Shanghai e Suzuka che hanno scatenato una spirale di odio a cui si sono aggiunte alcune teorie del complotto, costringendo il team di Enstone a pubblicare un durissimo comunicato ufficiale in difesa dei propri piloti e della propria integrità.
Da Shanghai a Suzuka: l’escalation della violenza verbale
Tutto è iniziato in Cina, quando un errore di valutazione di Esteban Ocon ha portato a una collisione con Colapinto. Nonostante il francese si fosse assunto immediatamente la colpa, scusandosi sia privatamente che pubblicamente, una frangia estrema di tifosi ha bersagliato Ocon sui social media con insulti feroci e minacce di morte. La gravità della situazione è emersa solo alla vigilia del GP del Giappone, quando Ocon ha rivelato di aver ricevuto persino una lettera di supporto dal Presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, intenzionato a dare un segnale forte contro il cyberbullismo. Il pilota ha commentato duramente l’accaduto spiegando che: “Qualsiasi tipo di abuso online non dovrebbe essere tollerato affatto e dovrebbe avere grandi conseguenze. Non dovrebbe esserci posto per i ‘leoni da tastiera’ nel nostro sport“.
Contact between Ocon and Colapinto 😮
Here’s the replay of the contact between them at the first corner ⏯️👇#F1 #ChineseGP pic.twitter.com/4I0hh0TVai
— Formula 1 (@F1) March 15, 2026
La tensione è poi esplosa nuovamente a Suzuka dopo il terribile incidente di Oliver Bearman. Il pilota inglese della Haas è stato protagonista di un impatto da 50G contro le barriere, un urto violentissimo che lo ha costretto a scendere dalla vettura zoppicando a causa di una forte contusione al ginocchio. Sebbene la FIA abbia scagionato Colapinto, spiegando che l’incidente è stato causato dal pericoloso delta di velocità generato dalle nuove regole sul recupero energetico, il web si è scagliato contro il pilota Alpine. Il management di Colapinto, la Bullet Sports Management, è dovuto intervenire con fermezza sottolineando che: “Franco non ha colpe. È stata una conseguenza delle nuove regole sulla gestione dell’energia, come confermato dalla FIA. Nonostante questo, sta ricevendo critiche e odio ingiustificati”.
Il comunicato Alpine: “Nessun sabotaggio, parità assoluta tra i piloti”
Oltre al tema del bullismo, l’Alpine ha dovuto affrontare una piaga interna ancora più insidiosa: i sospetti di sabotaggio sollevati da alcuni fan argentini, convinti che la squadra stia favorendo Pierre Gasly a discapito di Colapinto: il primo ha fin qui raccolto 15 punti, contro il singolo punto ottenuto dal compagno di squadra. In un lungo e dettagliato comunicato, il team francese ha voluto fare chiarezza, condannando fermamente ogni forma di odio: “Il team condanna i messaggi d’odio rivolti a Franco dopo il Giappone, allo stesso modo in cui condanna le minacce rivolte a Esteban Ocon dopo la Cina. Gli abusi di ogni tipo verso i piloti sono inaccettabili“.

Entrando nel merito tecnico della presunta disparità tra le vetture, la scuderia di Enstone è stata categorica, spiegando che l’obiettivo del team è mettere in pista le due auto più veloci possibili per raccogliere punti nel mondiale. La nota ufficiale chiarisce che: “Qualsiasi domanda su sabotaggi o sulla mancata parità tecnica è completamente infondata. Pierre e Franco hanno corso con lo stesso equipaggiamento, salvo piccole componenti a basso impatto prestazionale in Cina dovute al cambio dei componenti della trasmissione”. Il team ha inoltre sottolineato l’eccezionale rapporto lavorativo tra i due piloti, descrivendo come Gasly e Colapinto passino ore insieme al simulatore e negli uffici degli ingegneri per scambiarsi dati e trucchi di guida: “La trasparenza è totale, non ci sono segreti o informazioni nascoste. Pierre è un esempio per Franco e lavorano uniti per la crescita del team”.
Il precedente di Doohan e l’ombra del passato
Purtroppo, il coinvolgimento della fanbase argentina in episodi di questo tipo non è una novità assoluta per il paddock. Già all’inizio del 2025, un clima simile aveva avvolto Jack Doohan. L’australiano, che inizialmente aveva vinto il ballottaggio interno con Colapinto per il sedile da titolare in Alpine, era stato oggetto di una campagna d’odio senza precedenti, condita da minacce di morte così gravi da essere state raccontate persino nella celebre docuserie Netflix “Drive to Survive”. La situazione si era poi paradossalmente sbloccata quando Colapinto aveva preso il posto di Doohan a partire dal GP dell’Emilia Romagna, ma il precedente ha lasciato una cicatrice profonda nel team.
Ora l’Alpine utilizzerà la sosta forzata della F1 nel mese di aprile per analizzare i progressi della A526, ma soprattutto per cercare di riportare il dibattito su binari civili. Come ricordato nel comunicato, lo sport deve unire e non distruggere: “Franco è entusiasta di tornare in Argentina durante questa pausa per abbracciare la passione dei suoi fan, ma speriamo che quel piccolo ma rumoroso gruppo di persone che causa problemi capisca che non è questo lo spirito della competizione“.



