Mick Schumacher sceglie la IndyCar: ufficiale l’accordo con Rahal per il 2026

Nov 24, 2025

Matteo Pittaccio

Come da previsione, Mick Schumacher sbarca in IndyCar a tempo pieno a partire dalla stagione 2026 dopo aver salutato Alpine e, almeno momentaneamente, il FIA WEC. L’ex pilota di Formula 1 ha trovato la sua nuova casa negli Stati Uniti, assicurandosi un sedile con il team Rahal Letterman Lanigan Racing (RLL) per correre tutta la stagione con la Dallara-Honda #47 (numero a cui è legato), ovali e 500 Miglia di Indianapolis compresi. Schumacher ha così scalzato Devlin DeFrancesco, con cui il team RLL aveva un contratto valido fino al prossimo anno.

La possibilità di accogliere il tedesco classe 1997 ha, tuttavia, rappresentato un’occasione imperdibile per la squadra guidata da Jay Frye, considerando l’esperienza di Schumacher nelle monoposto e, più in generale, nel motorsport. L’inserimento di Schumacher, unito all’arrivo di Gavin Ward (ex Red Bull F1, Penske e Arrow McLaren), dà modo alla squadra di stabilire un programma che possa riportare il team di Bobby Rahal ai vertici della categoria dopo anni difficili. 

L’ACCORDO CON RLL: UN SEDILE GIÀ PRONTO 

Il trasferimento di Schumacher al Rahal Letterman Lanigan Racing è la conseguenza diretta di un profondo interesse reciproco. A ottobre, Schumacher ha completato un test cruciale nel circuito stradale di Indianapolis, un’esperienza che si è rivelata decisiva per la definizione dei piani futuri. 

Ecco il primo commento di Mick in seguito all’annuncio: “avendo un background sia in Formula 1 sia nelle competizioni endurance, e avendo gareggiato in diverse serie automobilistiche nel corso degli anni, possiedo intuizioni e conoscenze che sono certo contribuiranno a una grande collaborazione. RLL mi ha già preparato estremamente bene durante i test, e sono sicuro che insieme potremo costruire molto.

Sono stato anche subito entusiasta dell’auto e del modo americano di vivere il motorsport, che appare più orientato a una guida pura e diretta, ed è proprio questo l’aspetto che attendo con maggiore impazienza. E naturalmente sono curioso di nuove esperienze e sempre interessato ad ampliare i miei orizzonti. Per me qui inizia un nuovo viaggio. Non vedo l’ora che la stagione cominci.

Dopo l’eccellente test di fine settembre, il team RLL ha subito valutato le possibilità di coinvolgere immediatamente Schumacher, mettendo a disposizione del tedesco il sedile appartenente in origine a DeFrancesco. L’avventura nel WEC con Alpine è stata comunque soddisfacente secondo le parole del figlio d’arte, ma la necessità di sentirsi al centro di un progetto e, al contempo, correre in una categoria a ruote scoperte non basata sulla condivisione di una macchina hanno prevalso sull’impegno ufficiale con Alpine. A questi fattori, Schumacher ha aggiunto anche il tempo effettivo alla guida, preferendo un calendario più fitto come quello della IndyCar (17 gare) agli otto appuntamenti del WEC. 

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L’ADDIO AD ALPINE: VIA LIBERA PER LE MONOPOSTO 

La notizia del passaggio in IndyCar è stata anticipata dalla conferma della separazione tra Schumacher e l’Alpine Endurance Team. Dopo due stagioni trascorse nel FIA WEC l’avventura di Mick nelle gare di durata si è conclusa, anche se il progetto McLaren LMDh potrebbe risultare interessante in ottica futura, considerando soprattutto che proprio il team RLL abbia da poco annunciato la partnership con Woking.

Questa decisione era ampiamente prevista e riflette il desiderio costante del figlio del sette volte Campione del Mondo di Formula 1 di tornare a competere nelle monoposto. Con la porta della F1 chiusa per il 2026, l’IndyCar è emersa come l’opzione più logica e stimolante. 

LA NUOVA SFIDA OLTREOCEANO 

Il passaggio in IndyCar rappresenta un capitolo completamente nuovo per Schumacher. Dovrà adattarsi a una serie nota per la sua competitività, alle gare su circuiti stradali, cittadini e, soprattutto, agli iconici ovali, che richiedono un approccio specifico e fuori dal comune. Il tutto seguendo un calendario che, specialmente dalla Indy500 in poi, compatta una decina di gare in pochi mesi. Come promesso dopo il test di Indianapolis, Schumacher ha preferito approcciare la serie a stelle e strisce senza vie di mezzo, scegliendo un impegno a tempo pieno e, di conseguenza, includendo anche la mitica 500 Miglia 

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