La Mercedes arriva in Austria con una domanda ancora senza risposta. Perché la W17 continua a soffrire blackout elettrici che nei test al banco dinamico non si erano mai manifestati?
Dopo il ritiro di Andrea Kimi Antonelli a Barcellona, James Allison ha ammesso che il team sta effettivamente lavorando per risolvere l’origine del problema con i prossimi moduli elettrici. Una situazione che preoccupava perché i ripetuti guasti dei motorizzati non sembravano seguire uno schema così preciso.
La teoria delle alte temperature convince solo fino a un certo punto. In Spagna il caldo era effettivamente estremo, ma quando George Russell si fermò in Canada le condizioni erano decisamente più fresche. Difficile quindi attribuire tutto a una semplice questione termica.

C’è anche la possibilità che il problema sia legato alle sollecitazioni subite dal sistema elettrico in condizioni reali di gara. L’Energy Store e i relativi collegamenti lavorano in un ambiente estremamente aggressivo dal punto di vista delle vibrazioni. Cordoli affrontati con decisione, compressioni e continui carichi verticali potrebbero generare stress che al banco prova non erano emersi.
L’ipotesi è che non sia il componente in sé a essere difettoso, ma che determinate condizioni possano innescare micro-sconnessioni o anomalie elettriche capaci di provocare improvvisi blackout osservati nelle prime gare. È una spiegazione che spiegherebbe anche perché il problema si presenti in modo apparentemente casuale e senza possibilità di essere gestito, né prima né dopo il guasto. Questo sta anche mettendo i piloti in una condizioni di potenziale penalità nel medio termine.
Il Red Bull Ring sarà un test importante. Sulla carta sarebbe uno dei circuiti migliori per la Mercedes.
Le lunghe accelerazioni e le velocità massime elevate dovrebbero esaltare la eccellente trazione della W17, che dovrebbe restare probabilmente il riferimento nei primi due settori insieme alla RB22.
La Ferrari, invece, dovrebbe dire la sua nei curvoni in appoggio nell’ultimo settore. I curvoni veloci e i cordoli aggressivi richiedono una piattaforma aerodinamica stabile e una vettura prevedibile con alto carico o nei cambi di direzione. Caratteristiche che negli ultimi appuntamenti hanno rappresentato uno dei punti forti della SF-26 specialmente in gara.

A rendere il quadro più interessante ci sarà anche la prima evoluzione della power unit Ferrari consentita dal regolamento ADUO. Il guadagno previsto è limitato ma su una pista corta come Spielberg anche pochi cavalli possono contribuire a ridurre il distacco da Mercedes e Red Bull.
Resta invece più difficile leggere la McLaren. La MCL40 non sembra eccellere in un singolo settore del tracciato, ma continua a essere decente praticamente ovunque. È probabilmente la monoposto più enigmatica del campionato: non al top in un punto specifico, per ora solo sufficiente in ogni condizione.
Se l’affidabilità non entrerà in gioco, Mercedes parte sulla carta con grandi favori. Ma dopo quanto visto nelle prime gare, per la squadra di Allison il problema non è tanto essere la più veloce. È riuscire a sfruttare fino alla bandiera a scacchi tutto il potenziale che la W17 sembra avere.



