Dopo il difficile fine settimana di Silverstone, McLaren si prepara ad affrontare il Gran Premio del Belgio, con l’obiettivo di migliorare il rendimento dell’ultimo appuntamento in attesa poi degli importanti aggiornamenti in arrivo. Sullo storico tracciato di Spa-Francorchamps però la squadra di Woking porterà già alcune novità tecniche, tra cui una nuova ala posteriore, mentre il pacchetto di aggiornamenti più consistente è atteso per il successivo appuntamento in Ungheria.
Spa, banco di prova per energia e power unit
Il circuito delle Ardenne rappresenterà una delle sfide tecniche più impegnative della stagione. Le lunghissime accelerazioni e i rettilinei ancora più estesi rispetto a Silverstone renderanno fondamentale la gestione dell’energia della power unit, con il rischio di esaurire la disponibilità elettrica durante il giro che, in ottica gara, potrebbe favorire numerosi sorpassi, seppur non quelli a cui la F1 ambisce.
Anche sul fronte aerodinamico Spa offrirà spunti interessanti. Se tradizionalmente il tracciato belga ha sempre richiesto configurazioni a basso carico aerodinamico, l’introduzione dell’aerodinamica attiva andrà un po’ a modificare questo approccio delle squadre. Le 4 zone di Straight Line Mode, come stiamo vedendo anche sulle altre piste, stanno limitando il numero di specifiche di ali ‘specifiche’ per livelli di carico.

A complicare ulteriormente il weekend resta l’incognita meteo. Come da tradizione, la pioggia potrebbe fare la sua comparsa sulle Ardenne e regalare quella che sarebbe la prima vera gara bagnata della stagione, offrendo un importante banco di prova per le monoposto di nuova generazione.
Novità in arrivo: nuova ala posteriore e la power unit ‘aggiornata’
In attesa del grosso pacchetto di aggiornamenti, previsto in Ungheria, ossia tra una settimana, McLaren prosegue anche qui nell’introduzione di alcuni nuovi componenti. La novità più attesa è la nuova ala posteriore che dovrebbe debuttare sulla MCL40.
Una novità importante sarà però l’utilizzo della terza unità endotermica (ICE) della stagione, fornita da Mercedes. Questo era diventato un po’ un caso, ma era previsto il suo arrivo a stretto giro di posta, seppur ciò non toglie delle piccole frizioni Mercedes-McLaren su quanto sta avvenendo in termini di fornitura ed utilizzo della Power Unit, che differisce molto dal team di Woking a quello di Brackley. Si tratta della stessa specifica introdotta inizialmente dal team ufficiale in Austria e successivamente resa disponibile anche alle squadre clienti a Silverstone, con alcune modifiche studiate principalmente per incrementare l’affidabilità.
Houldey: “Spa sarà una delle sfide più dure della stagione”
Il Technical Director, Applied Engineering, Neil Houldey, ha spiegato come la preparazione del team sia stata particolarmente intensa proprio per affrontare le caratteristiche uniche del circuito belga.“Abbiamo preparato il weekend attraverso un intenso lavoro al simulatore, perché sappiamo che Spa sarà una delle piste più impegnative dell’anno dal punto di vista della gestione dell’energia.”
L’ingegnere britannico ha confermato l’introduzione della nuova ala posteriore, pur invitando alla prudenza sulle aspettative. “Arriviamo in Belgio con una nuova ala posteriore, un aggiornamento già previsto nel percorso di sviluppo della vettura. Siamo convinti che possa regalarci un piccolo incremento di prestazione, ma siamo anche consapevoli che, dopo le difficoltà emerse a Silverstone soprattutto sul fronte della performance pura, non ci aspettiamo un cambiamento radicale della nostra competitività.”

Secondo Houldey, il Belgio rappresenterà uno degli esami più severi dell’intero campionato. “Spa sarà una delle piste più critiche dell’anno per la gestione energetica. È uno dei circuiti che mette maggiormente sotto pressione la power unit e ci aspettiamo di vedere un utilizzo molto marcato del ‘super clip’, che metterà alla prova sia la vettura sia i piloti.”
Infine, uno sguardo anche alle possibili condizioni atmosferiche. “Le previsioni restano molto incerte. Se dovesse piovere sarebbe certamente una difficoltà aggiuntiva, ma anche una grande opportunità: potremmo finalmente vedere il comportamento della MCL40 sul bagnato e raccogliere dati preziosi in condizioni di bassa aderenza che potrebbero tornarci utili per il resto della stagione.”



