McLaren: Piastri diplomatico ma arrabbiato, è ora di cambiare approccio?

Ott 6, 2025

Jacopo Moretti

La McLaren festeggia. Il titolo costruttori è suo, il decimo della sua storia, il secondo consecutivo. Un risultato straordinario, conquistato con ben sei corse d’anticipo, eppure nel box papaya c’è qualche sorriso a metà: Piastri è nervoso, la sua leadership nel mondiale si è assottigliata di nuovo – seppur di poche lunghezze – ma soprattutto si è sentito “tradito” dallo stesso team che qualche gara fa (a Monza) gli aveva chiesto di cedere il passo al compagno Norris per ristabilire l’ordine alterato da un errore al pit stop.

IL CONTATTO TRA LE DUE MCLAREN AL VIA E LA RABBIA DI PIASTRI VIA RADIO

Ricostruendo l’episodio, al via del GP di Singapore la McLaren dell’australiano viene affiancata dall’altra MCL39, quella di Norris, che affonda la staccata in curva uno arrivando leggermente lungo (e con tanta velocità) in percorrenza di curva due finendo per colpire chi lo precedeva (la Red Bull di Verstappen) e rimbalzando proprio contro il coinquilino di box. “Non è così che ci si comporta all’interno di un team”, si è subito aperto via radio Piastri, visibilmente nervoso per l’attacco – con tanto di contatto – subito da Lando. E poi ancora, al termine della gara, il numero 81 non ha risposto al team radio di Zak Brown che lo invitava a festeggiare per la conquista del titolo costruttori.

Una corsa difficile – spiega poi l’australiano ai microfoni di Sky Sport dopo il GP – non ho ancora visto il replay del contatto, l’ho solamente vissuto da dentro la macchina per cui riguarderò bene quanto successo, in generale è stata una grande serata per il team”. Insomma, un Piastri in versione “diplomatico”, che preferisce non amplificare le polemiche con i media preferendo discutere dell’episodio a porte chiuse nel briefing con la squadra. Volendo azzardare un pronostico, dopo Marina Bay è lecito attendersi un Oscar meno “uomo squadra”, dato che ora l’australiano sa che per vincere il titolo è necessaria una certa dose di cattiveria che, finora, aveva evitato di sfoderare.

È LA FINE DELLE PAPAYA RULES? PIASTRI: “NON PENSO FOSSE INTENZIONALE, MA IL CONTATTO C’È STATO”

Ovviamente non è il risultato che volevo – ha proseguito poi Oscar – ma il traguardo di oggi è il culmine di tanto duro lavoro da parte della squadra, per cui non può che essere motivo di orgoglio anche per me”. Già, la squadra. D’ora in poi è inevitabile che la McLaren dovrà essere molto accorta nella gestione dei suoi piloti, con il contatto di Singapore che ha rappresentato una sorta di violazione delle dinamiche di squadra studiate da Stella e riassumibili nelle ormai celebri papaya rules. Certo, il TP davanti ai microfoni si è detto felice di “vedere due piloti aggressivi”, ma è mancato davvero poco a che almeno una delle due MCL39 riportasse danni più seri e non vi sono dubbi che questo sarà uno dei temi “caldi” delle riunioni che seguiranno al GP. “Penso che la situazione al primo giro sia una di quelle che possono verificarsi in una gara così serrata – ha spiegato il TP – esamineremo la situazione insieme ai nostri piloti, avremo delle conversazioni costruttive come quelle che abbiamo avuto, ad esempio, dopo il Canada [dove Norris è entrato in collisione con Piastri e si è ritirato dalla gara] e questa revisione ci ha dato l’opportunità, dopo il Canada, di tornare ancora più uniti e forti come squadra”.

Io e Lando abbiamo sempre corso in modo duro, ma corretto – ha aggiunto poi Piastri – non penso che ci fosse intenzione nel contatto al via da parte sua, eppure c’è stato”. Tradotto: forse siamo arrivati a quello stress che i tifosi – magari non vestiti d’arancio papaya – attendevano, la fine di quel “la squadra viene prima di tutto” ripetuto come un mantra dai vertici della squadra inglese. “Ovviamente ci sono state alcune situazioni difficili per tutta la squadra. Abbiamo discusso di una serie di aspetti. Le cose avrebbero potuto andare meglio in certi momenti? Sì. In definitiva, è un processo di apprendimento per tutta la squadra. Sono molto, molto felice che le intenzioni siano davvero buone, se questo ha senso. Non ho assolutamente alcuna preoccupazione al riguardo. Ovviamente, quest’anno ci sono state alcune situazioni difficili. Questa è un’altra di quelle“. Intendiamoci, la rabbia di Piastri era giustificata se si considera che Stella aveva più volte ribadito che ai due piloti non era permesso entrare in contatto tra loro. Il contatto c’è stato e il team non ha fatto nulla, non esattamente lo stesso approccio seguito al pit stop lento di Norris a Monza. Da Austin le cose potrebbero cambiare?

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