Tra i temi caldi del media day di Austin non poteva che esserci lo scontro – pur senza conseguenze – che ha visto protagonisti Lando Norris e Oscar Piastri a Singapore. Un episodio che McLaren ha voluto analizzare con attenzione, preferendo rimandare qualsiasi valutazione agli incontri che hanno preceduto il fine settimana statunitense, arrivando ad un’inevitabile conclusione: questa volta Norris è colpevole. E non mancheranno le conseguenze.
Riavvolgendo il nastro, a Marina Bay l’inglese si è reso protagonista di un’ottima partenza, al punto da affiancare la Red Bull di Verstappen – scattato dalla seconda piazzola – nell’imbuto di curva 3. Il contatto con la monoposto dell’olandese è stato quasi inevitabile e Lando è “rimbalzato” contro la MCL39 del coinquilino di box Piastri, incolpevole spettatore alle spalle dei due. Nonostante le lamentele dell’australiano via radio (e anche qualche muso lungo di troppo), la priorità della scuderia è rimasta il titolo costruttori festeggiato proprio all’esito del GP di Singapore. A latere della corsa, tuttavia, il Team Principal Andrea Stella aveva assicurato che l’episodio non sarebbe passato inosservato e che, anzi, sarebbe stato esaminato prima del successivo weekend di gara, in Texas.
NORRIS: “LA SQUADRA MI HA RITENUTO RESPONSABILE, CI SARANNO RIPERCUSSIONI”
Detto fatto. “Ci sono state delle discussioni, era inevitabile”, ha spiegato Norris nel paddock di Austin. “La squadra mi ha ritenuto responsabile di quanto accaduto, cosa che ritengo comunque giusta, e ci sono stati buoni progressi nell’analizzare le ripercussioni che l’episodio avrà su di me”. Ripercussioni, dunque. Quali? Non è dato saperlo, dato che anche il TP Stella ha semplicemente ribadito che “il team ha esaminato l’accaduto e stabilito che Lando fosse il responsabile del contatto. È arrivato lungo in curva 3 e così ha toccato Verstappen, finendo poi contro Oscar. Ovviamente siamo certi non ci fosse alcuna malizia dietro a questa manovra, ma entrambi i piloti hanno accettato la nostra revisione e ora cercheremo di affrontare il resto della stagione come dopo quanto accaduto in Canada, ovvero più uniti e più forti come squadra”.

Insomma, nessun particolare dettaglio, anche se Norris non si è certo risparmiato nei mea culpa durante il media day statunitense. “L’ultima cosa che voglio è che succedano episodi del genere, in grado di dare luogo a discussioni dopo la corsa – ha spiegato l’inglese – so che quando accade metto a rischio prima di tutto la mia corsa, ma anche quella del pilota con cui entro in contatto, che sia Oscar o chiunque altro. Quindi è chiaramente qualcosa che voglio evitare. Tenermi fuori dai guai è sempre stato uno dei miei punti di forza da quando sono in Formula Uno e non intendo certo cambiare approccio. Al contempo penso che, come squadra, abbiamo sempre lavorato affinché tra piloti potessimo fidarci l’un dell’altro e credo che questo aspetto sia uno dei motivi per cui siamo così forti. Quando a lottare per la vittoria sono due piloti dello stesso team penso sia naturale che si arrivi a momenti più complicati. Ma, al contempo, penso che il motivo per cui siamo riusciti a gestire bene la situazione sia grazie al grande lavoro di Andrea e Zak”. Tradotto: viva le Papaya Rules.
NORRIS, PAPAYA RULES? “GIUSTO CHE I PILOTI POSSANO METTERLE IN DISCUSSIONE”
Ma ora viene il bello. Le famose regole di ingaggio coniate dal duo Stella – Brown arrivano ora alla prova del nove, ovvero la sfida mondiale tra i due piloti della McLaren, che non potranno più pensare ad altro che non sia la classifica iridata. “La gente pensa che tra di noi ci siano un sacco di regole – ha cercato di chiarire Norris – eppure vi assicuro che non è così. Sono pochissime e molto semplici. Alla gente piace parlare dicendo il contrario ma sono semplici principi che tutti condividiamo ma che, come spesso sottolinea Andrea, ognuno ha il diritto di mettere in discussione”. Ovvero? “Noi non ci limiteremo ad accettare passivamente quello che la squadra vuole o ritiene corretto, non è nella natura di un pilota. Sia io che Oscar mettiamo sempre in discussione ciò che non va”.

PIASTRI: “QUANDO SI COMMETTONO CERTI ERRORI È NATURALE CI SIANO DELLE CONSEGUENZE”
Riassumendo, i piloti sono “liberi” di contestare quel che non va nelle papaya rules ma dopo Marina Bay su Norris pende – volendo mutuare un efficace paragone calcistico – un bel cartellino giallo. Notizia che non dispiacerà certo ad Oscar Piastri, che ad Austin ha ribadito come “Lando si sia assunto la responsabilità di quanto accaduto e la squadra ne ha preso atto. Credo che fosse abbastanza palese e non era certo ciò che io e il team volevamo”. “Non voglio dire fosse qualcosa di intenzionale – chiarisce poi l’australiano – ma è giusto sapere che quando si commettono certi errori seguono determinate conseguenze”. Da ultimo il pilota della McLaren ha voluto commentare la scelta del team di non scambiare le posizioni dopo il contatto tra le due monoposto: “Era una situazione molto difficile da analizzare, così come capire se scambiare le posizioni fosse la cosa giusta da fare. Dopo la gara ci siamo seduto e ne abbiamo parlato confrontandoci, senza alcuna fretta. Non si può dire che invertire me e Lando fosse la scelta giusta, ma in ogni caso la responsabilità è ricaduta su di lui”.



