Kimi, orgoglio italiano: “Ricorda Michael e Lewis” secondo Bono

Mar 15, 2026

Andrea Vergani

Andrea Kimi Antonelli ce l’ha fatta: l’Italia torna sul gradino più alto del podio di una gara della massima serie automobilistica dopo un digiuno durato quasi vent’anni, spezzato con l’ottima prestazione del bolognese a Shanghai. Al ventiseiesimo Gran Premio in carriera, Kimi è riuscito a mettere tutto insieme – sfruttando la superiorità della W17 rispetto alla concorrenza – per battere Russell e portarsi a quattro lunghezze in classifica. Antonelli non è stato il più veloce tra i due nel corso del weekend, ma ha saputo sfruttare bene le occasioni per sconfiggere il primo rivale che in questo momento della carriera è più costante nelle prestazioni. Per scardinare le certezze dell’inglese sono importanti anche queste tipologie di prestazioni, ma nelle prossime gare sarà da confermare il trend in crescendo che è partito dalla fine dell’estate scorsa. Le Ferrari hanno solamente potuto guardare mentre le Frecce d’Argento si allontanavano giro dopo giro; la netta superiorità di motore consente ai piloti di Toto Wolff di gestire bene le coperture, annullando un possibile vantaggio della SF-26.

Antonelli cresce, Russell è l’obiettivo. “Kimi è come Michael e Lewis” dice Bono!

Kimi Antonelli sta maturando nella situazione più difficile possibile: con la monoposto migliore, ogni errore è evidenziato e può costare punti importanti o vittorie di tappa. In questo contesto, la mente gioca un ruolo ancora più fondamentale e sarà cruciale per il pilota Mercedes sfruttare il primo successo in carriera come rampa di lancio per entrare nella cerchia dei più forti. Al momento a quella cerchia appartiene, senza dubbio, George Russell – grazie a due stagioni eccellenti nel 2024 e 2025 – che lo portano a lottare per il titolo Mondiale nel miglior momento possibile. La differenza di esperienza tra i due si è vista nella Sprint Race del sabato, quando una manovra oltre il limite di Kimi gli ha impedito di finire davanti ai ferraristi e insidiare il compagno. Tuttavia, la risposta è stata la migliore possibile: Pole Position, vittoria e giro veloce, arrivate in un fine settimana dove il compagno forse aveva qualcosina in più in tasca. Forse la prima vittoria è arrivata prima di quanto ci aspettassimo. L’anno scorso sapevamo che sarebbe stato difficile, e adesso nella seconda gara l’ha fatto. Ha controllato da davanti, ha guidato molto bene oggi, forse è davanti alla traiettoria che avevo in mente, ha ammesso Toto Wolff dopo la gara.

Quando ho conosciuto piloti come Michael e Lewis, ho realizzato che c’è chi ha quello step in più di uno o due decimi, e Kimi ce l’ha. Si vede nei dati, ci sono le telemetrie di bilanciamento che analizziamo e pensi ‘Non so come faccia a guidare una vettura così neutrale, ma tenendo le temperature sotto controllo con la vettura pronta a ruotare sul proprio asse’. Tornano sempre con un feedback che ti fa pensare che siano capaci di adattarsi a molte cose, raramente dicono che bisogna stravolgere tutto, ma che possono adattarsi alle necessità”, ha rivelato ‘Bono’. Da Budapest dell’anno scorso, il ritardo nei confronti del compagno di box è diminuito moltissimo e ogni fine settimana si vedono passi avanti di un prodotto non ancora completo. Da qui a Giugno ci saranno poche occasioni per avere maggiori indicazioni, ma l’impressione è che in questo inizio di stagione Russell è capace di gestire meglio lo stato di carica della batteria sul giro secco. Il vantaggio a Melbourne e nella Sprint Qualifying cinese è nato proprio sull’allungo più importante, dove c’è stata una differenza fondamentale tra i due.

Quello che appare evidente dall’analisi della gara di ieri è un lieve vantaggio di Russell nel passo gara complessivo nei 56 giri, ma le situazioni di gara non hanno giocato a suo favore. “Sono state solo le Ferrari a renderci la vita molto difficile, ancora una volta. Poi, anche il momento in cui è entrata in pista la Safety Car è stato un po’ sfortunato, e il fatto di essere uscito dietro a Colapinto e Ocon ha compromesso le mie possibilità”, ha sottolineato. Complessivamente, la differenza tra i due è stata di appena un decimo nel primo e secondo stint, ma anche in questa nuova generazione la ‘track position’ gioca sempre un ruolo cruciale quando i distacchi sono così contenuti e la buona partenza è stata cruciale. Si era visto in Australia, con Kimi più veloce del compagno ma sconfitto, e questa volta la situazione si è invertita. La lotta in pista tra le Ferrari è stato un altro fattore che ha giocato nelle mani del pilota bolognese: lo spunto migliore dopo la Safety Car grazie a un warm-up più rapido ha messo i ferraristi davanti a Russell, in gestione come il compagno ad inizio stint, che tra il giro 23 e 29 ha perso più di quattro secondi per via della bagarre davanti. “Onestamente credo che sarebbe stato molto difficile sfidare Kimi, ma ovviamente il tempo che ho perso dietro le Ferrari mi ha semplicemente tolto ogni possibilità”.

Il vantaggio su Ferrari permette ai piloti Mercedes di essere imperfetti, questo è importante per Kimi

Le prime due gare hanno dato un quadro piuttosto chiaro sulla superiorità del pacchetto W17 rispetto ai primi inseguitori: nel GP di Cina il vantaggio su Ferrari è stato intorno ai sei decimi, indice anche di un buon lavoro tra il sabato e la domenica per aumentare il distacco rispetto a quanto visto nella Sprint Race. In ciascuna delle tre gare disputate le partenze degli uomini in Rosso hanno messo in difficoltà Antonelli e Russell, ma il vantaggio sostanziale delle Frecce d’Argento non rende eccessivamente difficile la rimonta. Questo può essere un vantaggio per Kimi perché gli errori nelle prime fasi non segnano in negativo la gara: lo è stato in Australia e nella Sprint, dove c’era il potenziale per finire in seconda posizione nonostante la partenza difficile. Il passo gara dell’italiano è spesso al livello del compagno di squadra, che alla domenica può essere messo più in difficoltà. Tra Melbourne e Shanghai, Mercedes ha fatto i primi passi avanti nelle partenze: il tempo medio da 0 a 150 km/h dei due piloti si è abbassato di più di mezzo secondo, dimezzando lo svantaggio da Ferrari, ed è possibile immaginare ulteriori passi in avanti in questo senso.

Anche all’interno dello stint, i piloti della Stella possono permettersi una maggiore libertà nella gestione degli pneumatici nonostante lo svantaggio in area aerodinamica e telaistica rispetto alla SF-26. Il vantaggio motoristico – stimato da una squadra rivale intorno ai 15 cv nelle qualifiche di sabato – insieme al buon bilanciamento in curva della W17, un permette ai piloti di mantenere le coperture in vita per tutto lo stint. Sulla mescola più dura, nei primi giri il vantaggio sui ferraristi si è avvicinato ai tre decimi a giro e nel finale di gara è arrivato a raddoppiare. Come anticipato anche nelle settimane che hanno preceduto la stagione, in questa prima metà di campionato un vantaggio di Power Unit può garantire benefici a 360° e ne stiamo vedendo la prova. Nella giornata di sabato, Autoracer ha confermato che Ferrari è al lavoro sull’attuale unità per stabilizzare il rapporto di compressione del motore ad un livello più alto in modo da avvicinarsi alle prestazioni della PU di Brixworth. Sarà fondamentale la decisione riguardo al primo periodo di valutazione ADUO dopo la cancellazione dei GP di Bahrain e Arabia Saudita. 

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