Hamilton sull’ADUO: “A Ferrari servono 8-10 mesi per colmare il divario. Mondiale? Più facile inseguire che difendere”

Giu 8, 2026

Jacopo Moretti

Sono bastate poche ore a confermare quanto rivelato da AutoRacer: il punto di riferimento per l’ADUO, il sistema studiato dalla FIA per permettere ai motoristi di chiudere il gap prestazionale, non sarà il motore Mercedes, bensì Red Bull. A farlo è stato Lewis Hamilton, che al termine del GP di Monaco, ha spiegato come il propulsore sviluppato in collaborazione con Ford è stato individuato dalla FIA come il più potente. Un esito che rappresenta una svolta significativa, considerando come la power unit Mercedes fosse stata indicata da buona parte degli addetti ai lavori come il riferimento tecnico della nuova generazione di motori.

Credo che sia arrivata la notizia per cui Red Bull ha il motore più potente“, ha rivelato il pilota della Ferrari a Sky UK. “Poi c’è Mercedes e dopo noi, più indietro. Quindi avremo a disposizione dei gettoni per cercare di sviluppare la nostra power unit e colmare il divario“. Tradotto, il reparto Red Bull Powetrains – al primo anno da motorista – non potrà intervenire sulla propria PU mentre Mercedes avrebbe ottenuto concessioni ADUO per il 2%, accedendo così ad una omologa rivista sia per il 2026 che per il 2027. E la Ferrari? Per la scuderia di Maranello il ritardo parrebbe essere nell’ordine del 4%, con dunque la possibilità di introdurre due omologhe già nel 2026 oltre a maggiori risorse da spendere rispetto ai diretti rivali. “Non è comunque qualcosa che possiamo fare semplicemente la prossima settimana – spiega Hamilton – ci vorranno dagli 8 ai 10 mesi per colmare il divario“.

Hamilton ci crede: “Inseguire è più difficile che difendere. Antonelli è straordinario, ma posso raggiungerlo”

Hamilton

FP1 Monaco – Ferrari, Lewis Hamilton – Martina Bonaita

Guardando poi al secondo posto di Monaco, Hamilton ha bissato il miglior risultato da quando è in Ferrari, sognando di raggiungere presto la prima vittoria: “più vicini di così è difficile, anche se 66 punti di distacco da Kimi sono davvero tanti. Non riesco ancora a credere di essere in lotta per il campionato, senza la mia squadra non sarebbe mai stato possibile. E voglio ringraziare anche Fred. L’anno scorso è stato molto difficile per entrambi. Abbiamo preso scelte importanti e ora stiamo iniziando a vedere i frutti del nostro lavoro“. E allora Lewis ci crede: “Siamo ancora nelle prime fasi del campionato e credo che nella vita sia più facile inseguire che difendere. In questo momento Mercedes è velocissima ma noi continueremo a spingere. Non ho dubbi che prima o poi li raggiungeremo. Vedere un ragazzo [Antonelli ndr.] che si esprime a questo livello mi spinge a voler fare sempre meglio. Ha soltanto 19 anni, pensate cosa potrà fare in futuro“.

Un ultimo commento, infine, sulla penalità ricevuta per aver violato il limite di velocità in pit lane. “Non stavo andando troppo forte – giura Lewis – conosco questa pit lane da anni e ho inserito il limitatore immediatamente. Credo, piuttosto, che sia dipeso dalla riga che si percorre entrando, che è comunque la stessa che si una da anni. Per questo sono rimasto davvero sorpreso quando mi hanno comunicato della penalità, perchè ero sicuro di non essere oltre il limite. Oggi è successo a tanti piloti che probabilmente non stavano davvero andando troppo forte e ricevere questo tipo di penalità può davvero rovinare una gara. Specie su una pista così corta“.

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