Il weekend del GP Belgio arriva dopo una sosta inusuale per l’attuale F1, con due domeniche consecutive senza gran premi. La Ferrari ha sfruttato questo periodo per ottimizzare l’introduzione della nuova sospensione posteriore, pronta per il debutto dopo il test svolto nel filming day disputato la scorsa settimana al Mugello. Dei lavori in corso all’interno del Cavallino Rampante ha parlato a lungo Lewis Hamilton, presente nella conferenza stampa del giovedì a Spa-Francorchamps, con importanti rivelazioni soprattutto sugli sviluppi in ottica futura.
Hamilton: “Il ritmo degli aggiornamenti non è stato quello che mi aspettavo”
Dunque nel venerdì di Spa, particolare in quando questo weekend si seguirà il format della Sprint – esordirà finalmente la nuova sospensione posteriore che dovrebbe garantire un ulteriore passo in avanti alla Ferrari SF-25 dopo i recenti progressi legati all’introduzione del fondo avvenuta in Austria: “Domani proveremo le sospensioni e sono sicuro che impareremo qualcosa – ha detto Hamilton – Cercheremo di capire come perfezionarle e di trarre vantaggio dalle prestazioni. Al simulatore non c’è differenza. Ma sono sicuro che, su circuiti diversi, ci saranno dei vantaggi“.

Sul tema degli aggiornamenti, Hamilton ha mosso qualche critica verso la Ferrari: “Per me la cosa positiva è arrivare al filming day, quando vedi che stanno arrivando nuovi pezzi e vedi che stiamo ottenendo sviluppi. Questo perché, in generale, abbiamo avuto un pavimento migliorato in Bahrain, poi è passato un bel po’ di tempo prima che ottenessimo un altro sviluppo, in Austria. Quindi, in termini di ritmo, non è stato necessariamente quello che mi aspettavo. Se guardiamo alcune delle altre squadre, portano piccoli pezzi ogni singolo fine settimana, come spesso fa la Red Bull, o la Mercedes che porta pezzi più grandi lungo il percorso“.
Il lavoro per migliorare l’organizzazione Ferrari
Durante l’anno, Hamilton ha più volte parlato della sua volontà di plasmare la squadra per garantirsi le condizioni per poter lottare concretamente per il titolo a partire dalla prossima stagione. A Spa, il sette volte iridato è sceso nel dettaglio del suo lavoro dietro le quinte, in particolare in queste due settimane senza gran premi: “Ho passato del tempo in fabbrica, un paio di giorni a settimana e naturalmente ripassavamo la situazione della gara precedente, le cose che dovevamo cambiare. Ho partecipato a molte riunioni, a molti incontri con i responsabili del team. Ho incontrato John [Elkann, presidente della Ferrari], Benedetto [Vigna, CEO della Ferrari] e Fred [Vasseur, team boss] in diverse riunioni. Mi sono seduto con il responsabile dello sviluppo della nostra vettura, Loic [Serra], ma anche con i responsabili di diversi reparti, parlando del motore per il prossimo anno, delle sospensioni anteriori e delle sospensioni posteriori per il prossimo anno, dei problemi che ho con questa vettura“.

In questo suo lavoro dietro le quinte, Hamilton ha anche redatto dei documenti con le linee guida per la squadra: “Dopo le prime gare, ho preparato un documento completo per la squadra. Poi, durante questa pausa, ne ho inviati altri due. Voglio affrontare questi aspetti, alcuni degli aggiustamenti strutturali che dobbiamo apportare come squadra per migliorare, in tutte le aree che vogliamo migliorare, e poi l’altro documento riguardava davvero la vettura. I problemi attuali che ho con questa vettura, alcune cose che voglio portare su quella del prossimo anno, e altre su cui bisogna lavorare per il prossimo anno. Abbiamo fatto lo sviluppo. Abbiamo provato la vettura 2026 per la prima volta e abbiamo iniziato a lavorarci. Arrivano 30 ingegneri, ti siedi e fai il debriefing con ognuno di loro“.
Riuscire dove hanno fallito altri campioni del mondo
La motivazione dietro questo lavoro è che, secondo Hamilton, la Ferrari ha il potenziale per tornare al vertice della F1, ma non tutto è sistemato alla perfezione per competere per i massimi obbiettivi: “Il motivo è che vedo un enorme potenziale in questa squadra. È un’organizzazione enorme, con molte parti in movimento, e non tutte lavorano al massimo delle loro possibilità. In definitiva, è per questo che la squadra non ha avuto il successo che credo meriti. Quindi sento che sia mio compito sfidare ogni aspetto, sfidare tutti i membri della squadra, in particolare i vertici che prendono le decisioni“.

Secondo il britannico, proprio queste lacune sono alla base del motivo per cui, prima di lui, altri campioni del mondo non sono riusciti a riportare il titolo mondiale a Maranello: “Se si guarda alla squadra negli ultimi 20 anni, si vede che ha avuto piloti straordinari: Kimi, Fernando, Sebastian, tutti campioni del mondo, tuttavia, non hanno vinto un Mondiale. Mi rifiuto che sia così per me, quindi sto facendo uno sforzo in più. Ovviamente sono stato molto fortunato ad aver avuto esperienze in altri due grandi team. E anche se le cose saranno sicuramente diverse, perché c’è una cultura diversa e tutto il resto, penso che a volte se si segue la stessa strada, si ottengono gli stessi risultati. Quindi sto mettendo alla prova certe cose“.
Le risposte che ha ottenuto dagli uomini della Ferrari a questa sua iniziativa sono state positive: “Sono stati incredibilmente reattivi. Siamo migliorati in tantissimi ambiti, attraverso il marketing, attraverso tutto ciò che forniamo costantemente agli sponsor. Riguardo il modo in cui gli ingegneri continuano a lavorare, c’è molto lavoro e miglioramenti da fare, ma sono molto reattivi. Credo che in definitiva, l’obiettivo sia solo quello di creare alleati all’interno dell’organizzazione e motivarli, spingendoli a dire ‘Sono qui per vincere’, e non ho tutto il tempo. Credo davvero nel potenziale di questa squadra. Credo davvero che possano vincere diversi campionati del mondo in futuro, hanno già un’eredità straordinaria, ma durante il mio periodo in F1, questo è il mio unico obiettivo” ha concluso Hamilton.



