Hamilton: “La SF-26 ha il mio DNA. Partenze? Non penso siano pericolose”

Feb 18, 2026

Loris Preziosa

Questa mattina in Bahrain si è inaugurata l’ultima tre giorni di attività in pista, fondamentale per le squadre per raccogliere gli ultimi dati sulle vetture e spingere maggiormente sul pedale dell’acceleratore, al fine di cercare le prime risposte sul fronte prestazionale. Dopo i primi chilometri in pista, la Ferrari, in mattinata impegnata con Charles Leclerc, ha già fatto parlare di sé portando in pista una soluzione aerodinamica innovativa al posteriore. Della SF-26 ha invece parlato nel vero senso della parola Lewis Hamilton, che in conferenza stampa ha espresso sensazioni positive. Secondo il britannico, si tratta di una vettura più affine alle sue esigenze di pilota perché figlia di uno sviluppo vissuto da protagonista. Fra i temi toccati, anche quello di attualità legato alle partenze.

Hamilton: “la SF-26 ha mio DNA, mi ci sento più legato rispetto all’anno scorso”

Nella prima mattinata di lavoro è stato Charles Leclerc a prendere il volante della SF-26. Il monegasco ha completato nella prima parte di giornata un totale di 70 giri siglando il miglior tempo, ma a colpire è stata un’appendice aerodinamica montata sulla SF-26 nella zona immediatamente successiva agli scarichi. Lewis Hamilton, in pista nel pomeriggio, ha invece dedicato il suo tempo alle attività media, presenziando alla conferenza stampa piloti di metà giornata. Il britannico ha subito offerto un’immagine positiva delle sensazioni provate finora al volante della nuova nata di Maranello. “Sono davvero entusiasta delle prestazioni della vettura finora”, ha dichiarato alla stampa. “Lavorare con la nuova generazione di monoposto è un’esperienza molto diversa. Stiamo cercando di capire tutto da zero e sul momento.” Una vettura che sembra essere nata sotto una stella migliore rispetto a quanto era accaduto dodici mesi fa. “L’anno scorso ho dovuto correre con un’auto le cui fondamenta ho ereditato da qualcun altro. Ma la vettura di quest’anno è un modello che ho sviluppato personalmente al simulatore negli ultimi 8-10 mesi. Ha letteralmente il mio DNA, quindi mi sento molto più legato a questa vettura.”

Il sette volte campione del mondo si è detto in fiducia a 360 gradi, evidenziando di aver voltato pagina dopo un 2025 dominato dalle ombre. “Cerco sempre di iniziare una stagione con fiducia, ma ovviamente ci si trova ad affrontare varie sfide lungo il percorso. L’anno scorso è alle spalle. Ho dedicato molto tempo durante questo inverno a ricostruirmi, riconcentrarmi, a migliorare fisicamente e mentalmente. Personalmente, mi sento davvero nel miglior momento in cui mi potessi trovare da molto tempo, grazie alla riorganizzazione del mio team.”

Poca preoccupazione per le partenze: “procedura più lunga, ma non pericolosa”

Hamilton si è espresso anche su uno dei temi più caldi del momento, ovvero quello delle partenze. Dopo le prime prove infatti, alcune squadre hanno mosso alcune critiche sulle nuove procedure, più complesse per via delle nuove PU e definite da alcuni anche ‘pericolose’. Il pilota della Ferrari non si è però detto di simile avviso, forse anche perché coscienzioso di avere fra le mani una vettura che potrebbe non soffrire questa problematica. “Sicuramente non è pericoloso perché è solo una procedura diversa” ha affermato. “È soltanto una procedura più lunga rispetto al passato. Probabilmente ora quando si accendono le 5 luci, saremo lì un po’ più a lungo, ma si può prendere comunque prendere il via senza che il turbo si attivi. Forse probabilmente si andrà in antistallo un paio di volte ed è un qualcosa che potenzialmente potrebbe accadere a qualcuno, ma non penso sia pericoloso.”

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