Hamilton, l’intesa con Santi e la rinascita: “Ora ho la squadra giusta intorno a me”

Giu 14, 2026

Luca Manacorda

Non è un caso che la svolta di Lewis Hamilton con la Ferrari sia prepotentemente emersa dopo che il britannico ha confermato di essere riuscito ad apportare quei cambiamenti alla Scuderia di Maranello chiesti a gran voce per tutto il 2025. Dal sorprendente feeling nato con il suo nuovo ingegnere di pista Carlo Santi alla capacità di spronare il team ad eccellere sull’innovazione per poter lanciare la sfida alla Mercedes, il sette volte iridato ha raccontato come abbia letteralmente preso in mano la Scuderia di Maranello, avviando un percorso di rinascita culminato fin qui con la trionfale domenica al Circuit de Catalunya.

La sfida dell’età e l’innovazione in casa Ferrari: “Gareggio con i diciannovenni, ma mi sento alla grande”

Mi sento benissimo fisicamente. Sapete, gareggio con dei diciannovenni che stanno facendo cose straordinarie, ma io mi sento alla grande – ha commentato Hamilton con chiaro riferimento a Kimi Antonelli – È ancora molto presto nella stagione. I ragazzi a Maranello hanno ascoltato davvero e hanno lavorato sodo per aggiungere prestazioni e portare innovazione“.

Hamilton Ferrari

Il successo di Barcellona è arrivato in un weekend dove ha esordito il secondo pacchetto di aggiornamenti della Ferrari. Secondo Hamilton questo grande sforzo sulle novità sta esattamente assecondando quello che aveva chiesto: “Quest’anno ruota tutto intorno all’innovazione. Abbiamo introdotto quella soluzione sullo scarico posteriore, poi l’ala posteriore, la ‘Macarena’. Questo è esattamente ciò che chiedevo l’anno scorso: dicevo che questo team deve essere leader in questo campo, e hanno dimostrato che possono esserlo e che lo saranno. Abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi. Questo non significa affatto che succederà sempre, sia chiaro. Abbiamo una montagna ripidissima da scalare davanti a noi per cercare di fare quello che la Mercedes ha fatto finora per tutto l’anno“.

La lotta contro la negatività e il reset mentale dopo le difficoltà

Sollecitato sulle critiche del 2025 e sulla forza mentale necessaria per non farsi travolgere dai dubbi, il britannico ha risposto con grande onestà, svelando come ha superato i momenti più bui: “Beh, sono solo un essere umano. Ci sono momenti in cui vedo certe cose e, di sicuro, ci sono stati momenti in cui ho permesso a tutto questo di colpirmi e di penetrare nel profondo. Ma poi ho attraversato una fase in cui mi sono letteralmente sconnesso da quel ‘Matrix’. Ho trascorso molto tempo con la famiglia e con gli amici, persone reali che mi conoscono, che non hanno mai dubitato di me e che mi sono rimaste vicine per tutta la vita“.

Hamilton (Ferrari

Già nelle prime dichiarazioni di inizio anno, Hamilton aveva spiegato di aver messo le basi per la nuova stagione partendo da un intenso allenamento invernale: “Dal giorno di Natale, sono partito per una missione. L’allenamento che ho fatto è stato il più duro che abbia mai sperimentato in vita mia, anche perché all’inizio dello scorso anno mi ero infortunato proprio qui a Barcellona e mi sono portato dietro quel problema per mesi – ha raccontato – La cosa che so è che non devi mai metterti in discussione, non devi mai dubitare di te stesso. Devi continuare a credere in te stesso nel profondo, ed è questo che sono riuscito a reimpiantare nella mia mentalità. Ho ricostruito la mia mente, per riportarmi esattamente dove ero prima“.

La fiducia del team e i benefici dei cambiamenti ottenuti

Hamilton ha poi respinto l’idea di aver dovuto “ricordare” alla scuderia il proprio valore attraverso questa vittoria, esaltando invece il supporto incondizionato ricevuto dagli uomini in rosso: “Non sento davvero di aver dovuto ricordare qualcosa alla squadra. Sono stati gentili con me. Quando torni nel garage dopo una gara difficile ti dicono semplicemente: ‘Non preoccuparti, andrà meglio la prossima volta’. Sono stati incredibilmente di supporto in tutto questo percorso. Ma è chiaro che risultati come questo cambiano ogni cosa e, se mai ci fosse stata una mancanza di fiducia, la ripristinano completamente”.

Credit: Mateusz Mróz

Il sette volte iridato ritiene di aver messo tutte le cose a posto, motivo per cui ora i risultati iniziano ad arrivare: “Spero che questa sia stata una gara convincente, ma credo che stia maturando già da qualche Gran Premio. Le modifiche che avevo chiesto e per cui ho spinto durante tutto lo scorso anno sono state fatte, e ora ho la squadra giusta intorno a me, ho la macchina giusta sotto di me, e posso finalmente iniziare a fare quello che so fare meglio“.

L’intesa con Carlo Santi

Sul podio di Barcellona assieme a Hamilton è salito Carlo Santi, il suo ingegnere di pista ribattezzato il Peter ‘Bono’ Bonnigton italiano dal pilota della Ferrari. Dopo le difficoltà del 2025 nel rapporto professionale con Riccardo Adami, il britannico ha trovato una figura perfetta per questo delicato ruolo: “È stato fantastico averlo lassù sul podio con me. È subentrato quest’anno, tuffandosi in questa avventura insieme a me. Non ci conoscevamo, non ci eravamo mai parlati prima e non sapevo nulla di lui. Ci siamo incontrati e penso che siamo entrati subito in sintonia. È fantastico riuscire a creare una connessione con un ingegnere diverso rispetto a quello che ho avuto per così tanto tempo“.

La coppia con Santi funziona anche se i due caratterialmente sono agli antipodi e secondo Hamilton il loro rapporto sta portando benefici a entrambi: “È stato magnifico condividere l’esperienza del podio con lui, anche perché è un tipo davvero molto, molto silenzioso. Si capisce che fa fatica a esprimere le proprie emozioni, sorride e basta, mentre io lo stringevo in questi grandi abbracci tirandolo a me e dicendogli grazie. Mi piace pensare che questo traguardo abbia riacceso in lui l’amore per il ruolo di ingegnere, esattamente come ha fatto per me nel ruolo di pilota“.

Il sogno dell’ottavo titolo mondiale e il lavoro ancora da fare

Infine, commentando le parole di Toto Wolff che si è detto spaventato dalla sua fame in ottica mondiale, Hamilton ha frenato gli entusiasmi a lungo termine, preferendo concentrarsi sul lavoro immediato: “Onestamente, per come è iniziato l’anno, non ho pensato a un ottavo titolo. Naturalmente l’obiettivo per cui abbiamo lavorato era riuscire a vincere, ma sono sempre stato consapevole del fatto che ci vuole tempo. La Mercedes è uscita dai blocchi con una vettura strabiliante e un passo eccezionale, ed entrambi i loro piloti stanno facendo un lavoro superbo“.

Nel confronto con le W17 il focus è sempre quello, il deficit di motore che tarpa le ali alla SF-26: “Sappiamo di avere questo deficit di potenza a livello di motore: ci saranno piste con rettilinei lunghissimi dove questo ci renderà le cose ancora più difficili. Alla base abbiamo però un’ottima macchina e se continuiamo ad aggiungere prestazioni e a percorrere le curve più velocemente, forse potremo ridurre questo svantaggio fino a quando avremo colmato il gap di potenza. Al momento è davvero difficile pensare a lungo termine, credo sia giusto affrontare una gara alla volta“.

mercedes barcellona antonelli russell

Quel che è certo è che Hamilton proseguirà a stimolare la Ferrari a migliorare in questo suo nuovo ruolo di ‘condottiero’ del team: “La prossima settimana sarò in fabbrica: faremo un debriefing completo, parleremo con gli aerodinamici per analizzare tutte le novità che sono in cantiere, quando arriveranno e che effetto avranno, pronti a correggere la rotta in qualsiasi direzione io senta che la macchina abbia bisogno di andare. Continueremo a spingere e a godercela: dobbiamo anche divertirci con tutto questo“.

Autore

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST