Il Gran Premio di Abu Dhabi è tempo anche di bilanci. Fino a poco tempo fa apriva anche il periodo delle vacanze ma quest’anno sarà molto particolare e tra meno di un mese team e piloti saranno nuovamente in pista, questo implica che il lavoro in fabbrica non si fermerà ed anzi, entra ora in un momento cruciale. Lewis Hamilton dal paddock negli emirati arabi ha parlato di questo suo primo anno in Ferrari, senza chiaramente eventi molto positivi da poter raccontare, ma guardando con fiducia al prossimo ciclo regolamentare. A chi si chiede se il sette volte campione del mondo stia mollando, le risposte su questo titolo mondiale ancora da assegnare chiariscono molto.
L’analisi di Lewis Hamilton sul primo anno in Ferrari
A livello sportivo, il pilota inglese non indica alcun momento positivo di questa stagione, andando più su quelli emotivi che hanno caratterizzato il suo passaggio in Ferrari “Il primo giorno in fabbrica, con la mia famiglia, la prima volta in pista a Fiorano, l’incontro con tutto il team. Porterò con me lo spirito e la passione di questa squadra. E’ un ambiente piacevole dove lavorare” E’ evidente da parecchio tempo oramai che le speranze e l’attenzione di Hamilton, ma di tutta Ferrari, sia rivolta al prossimo anno. Nonostante questo, parlando di questa stagione, il sette volte campione del mondo conferma di aver visto alcuni, lenti, progressi. Ancora non necessari ad un perfetto ambientamento e a rendere questa storia vincente. Una cosa che però ha voluto chiarire è quanto detto in merito allo stop agli sviluppi. “Io sono stato parte di questa scelta, ho spinto per fermare lo sviluppo anche perché non eravamo in lotta per il mondiale. Ero convinto 100% di questa scelta e continuo a supportarla. Per me, e per l’esperienza che ho e per come vedo il team, non penso che questo abbia avuto un effetto psicologico sulla squadra”.

L’ex Mercedes dice che tutti erano consapevoli che sarebbero andati a perdere performance e che sarebbe quindi stato difficile il finale di stagione. “Non sapevamo dove saremmo finiti. Lo potevamo immaginare. Ma è peggio di quanto pensassi” ammette Hamilton, viste le recenti difficoltà. Come disse Vasseur però, dovendo rifare la scelta, probabilmente tutti la confermerebbero ancora oggi ed è lo stesso Lewis a spiegare il perché. “Non possiamo rimanere indietro gli altri sullo sviluppo dell’auto 2026. La curva di apprendimento è troppo ripida”. Nel commentare le difficoltà passate e cosa ha appreso in questo suo primo anno in Ferrari, Hamilton punta tutto sul’aspetto mentale e sulle motivazioni “Sono rimasto sorpreso da quanto io sia resiliente. Se posso passare da stagione così, non c’è niente che non posso affrontare da qui in avanti”. L’inglese ha anche detto che, se di quest’anno ricorderà le sue prime volte “ce ne sono ancora tante altre da vivere”.
Il giudizio di Hamilton sulle regole 2022 e la preparazione verso il 2026
Un altro segreto, che tale non è, è il pensiero di Lewis Hamilton nei confronti di queste generazione di auto. Le difficoltà avute nei suoi 3 anni finali in Mercedes e in questo primo anno in Ferrari hanno in comune che l’inglese è riuscito solamente a sprazzi ad avere fiducia nel proprio mezzo e guidare come ha mostrato di essere in grado di fare. Il resto delle gare in questi anni sono stati un accumulo di problemi, spesso ricorrenti. Nel corso della sua carriera, Hamilton ha affrontato diversi cambi regolamentari ed ha un’idea ben precisa di quanto ha vissuto fino ad oggi. “Nel 2009, in McLaren, ricordo che al primo giorno mi dissero che le auto avrebbero perso 50% del carico e quindi loro costruirono un auto per recuperare il carico perso. Ero incredulo e chiesi se fosse normale una cosa del genere, ed erano tutti tranquilli. Poi però siamo andati in pista e… non avevamo affatto carico ed eravamo lontanissimi. Quell’esperienza mi è servita molta”.

Il secondo cambio regolamentare è stato quello del 2014, con il suo passaggio in Mercedes e l’inizio dell’era Power Unit con il dominio del team di Toto Wolff, descritto come un periodo entusiasmante. Si arriva poi al 2017 “Le auto erano più grandi e larghe ed erano più robuste ed il carico aerodinamico era incredibile”. Si arriva quindi infine al 2022 e quindi a quest’oggi: W13, W14, W15 ed infine SF-25. 4 auto, 2 team diversi ma Lewis Hamilton non ha dubbi “E’ probabilmente la peggiore generazione di auto. Non mi mancherà nulla”. Sicuramente non una sorpresa sentire queste parole. “Sto pregando che il prossimo non sia peggiore”. A proposito di 2026, mai più di oggi si può dire che il futuro è oggi. “Dopo il Gran Premio ci saranno i test e poi sarò in fabbrica per lavorare al simulatore. Non ci sarà tempo di recuperare. Inizierò l’allenamento già prima di Natale. Sarà la sosta invernale più breve di sempre”. Per Hamilton non solo lavoro fisico e al simulatore, ma anche con la squadra. Non ha mai fatto mistero, anche dopo le parole di Elkann, che all’interno di Ferrari ci siano cambiamenti da fare per riuscire a tornare ad alti livelli e avere possibilità di vincere.

“Mi siederò e discuterò internamente con la mia squadra, sul come poter migliorare alcune cose, anche sui trasporti, su come poter essere più efficienti e poi parlerò anche con il resto della squadra”. Si è spesso ironizzato o si è criticato Hamilton per le questioni dossier, ma l’approccio dell’ex Mercedes in questi mesi non è cambiato ed è convinto che sia necessario fare dei cambiamenti, analizzando tutti gli aspetti che lo circondano e che sono fondamentali per la prestazione. “Devo decidere l’approccio che avrò quando parlerò con chi di dovere per apportare cambiamenti che sono necessari. Ragionerò anche sulle persone che mi circondano, se qualcuno andrebbe spostato in una posizione diversa per poter lavorare meglio, come utilizziamo le persone che ci sono, e tutte queste cose che sono parte del mio spazio personale. Dobbiamo ottimizzare il lavoro di squadra, non può andare avanti come quest’anno“ ha affermato, rispondendo ad alcune domande che chiedevano se i cambiamenti erano necessari. Hamilton non esclude se stesso dalle discussioni, avendo appuntato ogni sensazioni nel corso del weekend, così da poter imparare e migliorare sulle decisioni fatte e che potrà fare in futuro.

In merito al prossimo anno, una volta essersi augurato che sarà meglio di questo e di queste auto, Hamilton non vuole andare oltre “Sarà molto diverso ma è difficile prevedere cosa succederà. Non voglio dire troppe cose negative, non so se piacerà ma magari sorprenderà tutti. Magari sarà più facile sorpassare e ce ne saranno di più. Avremo meno carico, più coppia (motore), avremo più grap magari di quanto ci aspettiamo”. Un aspetto critico sottolineato da Lewis sarà senza dubbio il correre sotto la pioggia “Penso sarà peggio di quanto lo è adesso”. Per il resto ci sono troppe variabili che è impossibile dare un giudizio in questo momento, cambieranno troppo cose: dall’uso dei motori agli stili di guida. “E’ una sfida enorme, ma è anche ciò che il nostro sport appresentare. Dobbiamo metterci costantemente alla prova. Se facessimo sempre la stessa cosa, sarebbe facile”.
Consigli a Norris, Piastri e Verstappen? Hamilton: “Sono miei rivali, gli direi bugie”
Se Ferrari arriva ad Abu Dhabi senza particolari ambizioni, non si può dire lo stesso per chi si sta giocando il titolo mondiale: il primo nel caso di Lando Norris ed Oscar Piastri, il quinto invece per Max Verstappen. Riguardo la situazione dei tre piloti, Lewis Hamilton non ha alcun dubbio sulle differenze e su chi possa avere un piccolo vantaggio. “E’ sempre molto più semplice essere il cacciatore. Se sei davanti e qualcuno ti sta raggiungendo, è difficile difendersi. E’ più semplice quando risali ed hai poi qualcuno davanti che puoi usare come riferimento. Chi è davanti non ha nulla da guadagnare ma tutto da perdere. Chi è dietro ha tutto da guadagnare e nulla da perdere”.

Vista la sua carriera vincente, a Lewis è stato chiesto un ricordo del suo primo titolo mondiale. “E’ stato molto tempo fa, difficile. Sicuramente ero nervoso”. Più difficile è stato però il secondo titolo, nel 2014, quando “qualcuno ha provato a cambiare le regole ma per fortuna non ha funzionato. Lì è stato snervante”. A parere dell’inglese però i piloti di oggi, o almeno questi in lotta per il titolo, sembrano molto più tranquilli. A questo punto è stato chiesto ad un sette volte campione del mondo di dire quale consiglio darebbe a Norris, Piastri o Verstappen. “Nessuno! Sono miei rivali. Probabilmente gli direi una bugia. Non faccio il tifo per nessuno se non me stesso e il mio team”



