Le squadre stanno iniziando a presentare quelle che saranno le proprie monoposto di debutto a questo nuovo ciclo regolamentare. Una vera e propria rivoluzione che lascia ancora molte incognite ai team. Oggi è il turno della Haas che toglie il velo (digitale) alla VF-26 che guideranno Esteban Ocon e Ollie Bearman. Il team guidato da Ayao Komatsu riprende con ritrovata ambizione, cercando un ulteriore passo in avanti. Nei vari comunicati ufficiali diramati dalla squadra americana, spazio anche ad Andrea De Zordo, Direttore Tecnico della Haas, che ha spiegato gli step evolutivi della nuova monoposto ed ha parlato di questo “monumentale” cambio regolamentare
Un processo iniziato nel 2024 ma che “è solo all’inizio”
Lo sviluppo che ha portato al frutto che vediamo oggi, ossia la VF-26, è stato definito come una maratona. “Il processo è iniziato in realtà nella seconda metà del 2024. Un piccolo gruppo di lavoro ha esaminato il concept della nuova vettura ed è rimasto così fino al lancio della VF-25.” spiega Andrea De Zordo, entrando nelle dinamiche organizzative della Haas in questi ultimi due anni, dove parallelamente si sono dovuti sviluppare due diverse monoposto. “La suddivisione delle risorse ha continuato ad aumentare verso l’auto 2026 con un passaggio completo poi dopo la pausa estiva del 2025. Un piccolo gruppo ha continuato a lavorare sulla VF-25 fino a tardi a causa della lotta serrata in campionato. E’ stata una sfida da gestire. Si trattava di decidere i punti principali su cui concentrarsi nei due anni, senza perdere troppo tempo in quella che sapevamo sarebbe stata una stagione importante”.

Come ogni viaggio, ci sono delle tappe fondamentali. “E’ una maratona e quando pensiamo di essere alla fine, sospetto che sarà solo l’inizio” ha ammesso il direttore tecnico italiano. Il test di un telaio ‘fittizio’ è stato definito come la prima pietra miliare di questo progetto a cui poi è seguita l‘omologazione del telaio vero e proprio, che scenderà in pista poi a Barcellona. “Dovevamo lavorare con rapidità ed eravamo preoccupati che se avessimo dovuto sistemare qualcosa, ci sarebbe stato molto lavoro extra. Per fortuna tutto è andato bene e questo è stato il nostro primo traguardo“ ha affermato De Zordo. “Il secondo traguardo è stato l’omologazione dell’ala anteriore, la definizione del suo meccanismo e il test per dimostrare che ciò che pensavamo fosse corretto.” L’italiano ha spiegato che negli studi al simulatore appare evidente come cambierà la ricerca del tempo in pista rispetto a come si era abituati fino a poche settimana fa. I giri al simulatore sono stati un’importante fase di analisi nel confermare di aver intrapreso la strada giusta. “Infine, l’accensione!”
In questo lungo percorso, De Zordo è rimasto impressionato positivamente dal lavoro svolto dalla squadra e dalla loro etica e determinazione mostrata. “Lavorano duramente, giornate lunghissime, anche di notte e non lo fanno perché glielo chiedo io ma perché lo vogliono. E’ un grande segno di maturità e spirito di squadra. Penso e spero che tutti siano orgogliosi del risultato”.
Cambiamenti ed evoluzioni delle nuove monoposto
Il progetto Haas è sempre più ambizioso e la stretta collaborazione con Toyota porta a cercare di alzare l’asticella sempre di più. Non si tira indietro nemmeno lo stesso De Zordo in questa presentazione ufficiale “Non si tratta di finire una gara perché non siamo qui per partecipare ma per sfidare. Lavoriamo per produrre la migliore vettura possibile ed essere il più competitivi possibili. Cercheremo di sviluppare già in vista del primo round (Australia)” ha annunciato il Direttore Tecnico che però avvisa subito e pone un freno a possibili obiettivi prefissati o previsioni azzardata “Ci sono troppe incognite per indovinare dove si troverà qualcuno. E’ molto imprevedibile ma inizieremo a scoprire molto nel corso del prossimo mese”.

C’è curiosità anche all’interno degli stessi team “per scoprire se qualcuno avrà inventato qualcosa di nuovo”. Sarà un inizio frenetico dove lo sviluppo, come detto da più voci autorevoli tra le varie squadra, sarà importante e frenetico. Importanti sono i guadagni che si possono ottenere un con un regolamento così diverso. “Mi aspetto una rapida evoluzione sia sull’aerodinamica che sul motore, ma quale sarà non posso dirlo”. Senza troppi giri di parole l’italiano ha definito ‘monumentale’ questo cambiamento regolamentare, che interesserà praticamente ogni area della monoposto e non solo. “Le modifiche più visibili saranno l’aspetto dell’ala anteriore e posteriore, l’aggiunta di una ‘tavola’ sulla fiancata prima del fondo che prima non c’era e le auto saranno leggermente più piccole”. A quello si aggiungerà ovviamente il debutto dell’aerodinamica attiva, con un uso completamente diverso dal noto ‘DRS’. Il cambiamento più grosso però sarà quello meno visibile di tutti “E’ la diversa ripartizione dell’energia per la Power Unit, tra motore a combustione interna e parte elettrica. E’ un cambiamento monumentale che avrà un impatto sul nostro modo di correre”.

“I nuovi regolamenti cambieranno l’equilibrio tra aerodinamica e gestione dell’energia” spiega ancora De Zordo focalizzandosi poi principalmente su come la Power Unit avrà un impatto più rilevante, almeno inizialmente. “Non è necessariamente che c’è più da guadagnare, ma c’è molto più da perdere se non si corre bene, essendo tutto così nuovo. Capire come funziona e come massimizzarlo sarà probabilmente la parte più importante. Quando, dopo un certo periodi, piloti, team e fornitori di Power Unit avranno imparato di più su questo nuovo modo di gareggiare, le prestazioni lato energetico convergeranno. Tornerà quindi ad essere l’aerodinamica il principale fattore di differenziazione ma credo che inizialmente la gestione del lato energetico sarà fondamentale quest’anno”.



