Se c’è un team che ha davvero sorpreso in questi primi giorni di test nel gruppo di metà classifica, questo è sicuramente la Haas di Ayao Komatsu. La scuderia americana è stata terza per chilometraggio totale a Barcellona e anche nei primi due giorni di test ufficiali in Bahrain, ha completato il proprio programma senza problemi. Esteban Ocon ha commentato le sfide che attendono i piloti, con particolare attenzione alle nuove dinamiche della guida, a partire dalla gestione dell’energia elettrica e alla frenata.
Ocon: “È una guida diversa ma ci sarà più facilità a superare gli altri in gara”
Il francese è soddisfatto di queste nuove vetture, essendo anche per lui il primo vero cambio regolamentare lato Power Unit: “Mi piace molto la sfida, perché ogni volta che sono venuto in Formula 1 non c’è stato un vero cambiamento di regole per me, quindi è molto interessante. C’è tanto lavoro da fare, certo. È una guida diversa rispetto a venti anni fa”. L’ex Alpine ha inoltre dichiarato apertamente la facilità nei sorpassi, chiarendo quindi i dubbi che si erano creati negli scorsi mesi riguardo a questo aspetto: “c’è facilità nel superare gli altri in gara, facilità nella gestione del boost e tutto il resto, quindi siamo contenti se la macchina ha più passo in gara.”
Dopo ogni cambiamento regolamentare estremo, soprattutto per quanto riguarda l’unità motrice, nei primi test stagionali c’è sempre una certa apprensione che qualcosa possa andare storto. Un chiaro esempio è l’inizio dell’era ibrida nel 2014, quando i chilometraggi nei test erano molto ridotti. In questo senso, le nuove Power Unit hanno invece mostrato una buona affidabilità, in particolare quella Ferrari, che finora non ha registrato alcuna anomalia: “È stata una bella sorpresa, perché al primo giorno a Barcellona ho fatto 150 giri. Non avevo mai fatto nulla del genere. Era davvero incredibile, perché se pensi al 2014, con le nuove regole, era molto difficile per tutti, e allora abbiamo fatto tutto senza problemi. Anche qui è lo stesso: il motore Ferrari è incredibile per affidabilità”

Ocon: “C’è tanto da guadagnare o perdere con la gestione dell’energia elettrica. Lavoriamo costantemente con gli ingegneri Ferrari”
Proprio per una PU completamente rivista, gli ingegneri e i piloti acquisiscono sempre più confidenza con i nuovi sistemi giro dopo giro, soprattutto per quanto riguarda lo stile di guida che il pilota deve adottare per ottimizzare l’uso e la rigenerazione dell’energia elettrica: “Adesso stiamo trovando qualche decimo in più o in meno, ma ogni volta che usciamo in pista impariamo qualcosa di nuovo e miglioriamo. Si può migliorare molto, perché siamo ancora all’inizio di questa nuova regola. Da Barcellona abbiamo già fatto grandi progressi. È una macchina completamente diversa da guidare rispetto a Barcellona, quindi alla fine di questi test spero sarà ancora più diversa, ancora molto meglio. C’è tanto da guadagnare o perdere con la gestione dell’energia, capire dove metterla e lo facciamo tutto con gli ingegneri Ferrari.”
Inoltre, nelle ventiquattro gare stagionali un ruolo decisivo lo giocherà anche il layout delle piste, non solo per le caratteristiche tecniche delle monoposto, ma anche per le differenze nella gestione dell’energia, che varia sensibilmente da circuito a circuito: “Barcellona non è la pista migliore da un punto di vista energetico, mentre qui in Bahrain è più facile ricaricare la batteria. In Spagna era molto più complicato. Comunque, è uguale per tutti, a parte per alcuni team che non hanno fatto lo shakedown, mentre noi abbiamo questa esperienza, abbiamo fatto bei giri lì”.

Ocon: “Mettere la prima marcia invece della terza mi sembra innaturale, ma se è il modo più veloce, allora lo si fa. Le sensazioni in frenata si percepiscono soprattutto nella parte finale, quando si inizia a sterzare. A breve porteremo un pacchetto di aggiornamenti. Penso che i quattro team più forti saranno gli stessi dell’anno scorso.”
Da un punto di vista di guida, come già detto, i piloti dovranno riadattarsi al meglio perché la differenza che si può fare è rilevante: “Il pilota potrà fare di più la differenza. Con il feedback sarà molto importante capire dove spingere e dove invece non è la priorità. Ma quando sei fuori in pista non puoi più cambiare nulla, quindi bisogna fare attenzione”. Già in questi primi giorni, Ocon ha sottolineato come la scelta della marcia avrà un ruolo importante. Al pilota può sembrare innaturale preferire marce più basse, ma questo permette di mantenere i giri del motore più alti e ricaricare la batteria più rapidamente: “Alla fine è sempre una macchina da corsa, quindi questo è positivo. È sempre bello guidare queste Formula 1, mi piace davvero. La sensazione quando metti il gas a fondo è incredibile. È più difficile guidare adesso perché lo stile cambia rispetto a kart o altre categorie. Non sempre è ottimale inserire la prima dove prima si metteva la terza, per esempio, per ricaricare la batteria. Questo rende le cose un po’ più difficili, ma se gli ingegneri ti dicono che guadagni due decimi facendo così, allora lo fai.”
Molto è cambiato anche dal punto di vista della frenata. Le gomme sono più strette, l’effetto del freno motore è maggiore a causa dell’MGU-K più potente e i freni posteriori sono meno efficienti rispetto agli anni scorsi. Questo ha portato a vedere dei bloccaggi importanti all’anteriore ma soprattutto al posteriore, che hanno portato a dei testacoda. Ocon conferma queste difficoltà già a inizio frenata, affermando però di come lo stile diverso sia soprattutto nella seconda parte: “Ieri era difficile frenare perché arrivi molto veloce in curva, la velocità in rettilineo è molto più alta che prima. Il bite iniziale in frenata è più o meno sempre lo stesso, ma è quando devi iniziare a girare lo sterzo che diventa un po’ più difficile. Qui in Bahrain anche il grip non è ancora al massimo, abbiamo un nuovo pacchetto che arriverà tra poco, ma è ancora la macchina del launch e manca un po’ di grip davanti anche a causa di temperature e raffiche di vento”
Infine, secondo il francese la top 4 dello scorso anno includerà sempre gli stessi team dell’anno passato, mentre nel midfield ci sono ancora diverse incognite: “È ancora presto per dirlo. È il primo giorno di test ufficiali. Si vede un po’ chi è davanti e chi è dietro, ma cambierà velocemente. Alcune squadre hanno già portato nuove parti dai primi giorni di test tra Barcellona e adesso, e le cose cambieranno ancora a Melbourne. È troppo presto per dirlo, ma penso che il top 4 delle squadre sarà ancora lì davanti”



