Tra Las Vegas e il GP del Qatar si passa da un estremo all’altro dello spettro in termini di caratteristiche aerodinamiche richieste per il fine settimana. Per Lando Norris sarà la prima occasione per aggiudicarsi il titolo piloti: all’inglese basterà conquistare due punti in più di Verstappen e Piastri per mettere le mani sul premio finale con una gara di anticipo. La doppia squalifica di Las Vegas, approfondita su Autoracer qualche giorno fa, ha reso la questione più complicata del previsto e presenza della Sprint Race mette a disposizione più punti ai suoi inseguitori. Tuttavia, saranno sufficienti tre podi nelle ultime tre gare per avere la certezza di essere incoronato Campione del Mondo ad Abu Dhabi. Piastri è riuscito a guadagnare 24 punti in due weekend sul compagno solamente nella doppietta Jeddah – Miami, mentre Verstappen lo ha fatto a Zandvoort – Monza e Monza – Baku. Dalla tappa brianzola, Red Bull ha fatto un salto in avanti importante e si è promossa a prima forza nella performance e nei risultati: chi sarà il favorito in Qatar?
GP Qatar: compromesso opposto a Las Vegas, torneranno le ali da medio/alto carico
A partire dall’introduzione degli aggiornamenti nel GP d’Italia, la RB21 ha fatto un passo in avanti significativo a media e bassa velocità, ma questo weekend sarà fondamentale la prestazione in curve a media e alta velocità. Il tracciato qatariota presenta solamente una curva sotto i 150 km/h, dalle caratteristiche generali del circuito – confrontate con Las Vegas – emerge come si passerà da un estremo all’altro: a Las Vegas solo una curva superava i 150 km/h di velocità minima e i rettilinei occupavano una grande fetta del circuito, il GP del Qatar si trova sull’altro estremo. La velocità massima raggiunta passerà dai 350 ai 320 km/h, e comporterà una migrazione verso assetti da medio/alto carico aerodinamico per essere competitivi nelle curve sopra i 180 km/h che sono il 60% del totale. Il compromesso richiesto non sarà particolarmente stringente, proprio perché la velocità è quasi sempre compresa tra i 150 e 300 km/h e l’asfalto liscio permetterà agli ingegneri di adottare altezze e rigidezze aggressive.

Osservata speciale da questo punto di vista è ovviamente McLaren: in un momento così cruciale del campionato, lasciare inespresso parte del potenziale può essere molto costoso. Il passo in avanti di Red Bull costringe gli ingegneri di Woking a spingersi al limite in termini di impostazioni e a Las Vegas il conto è stato salatissimo. L’esperienza della Sprint, dove McLaren è solita spingersi oltre il limite che sarebbe concesso alla domenica, sarà utile per tarare l’aggressività dell’assetto per qualifiche e gara. Inoltre, il GP del Qatar sarà una tappa più adatta alle caratteristiche di McLaren: le curve in appoggio a media velocità e i diversi tratti sopra i 180 km/h sono il principale punto di forza della MCL39 e anche l’assenza di lunghi rettilinei sarà un fattore positivo. Dall’altra parte, Red Bull non ha mai faticato nel veloce durante quest’anno e a Suzuka e Silverstone è stata molto competitiva: è probabile che la sfida tra Verstappen e il duo papaya si giochi sui dettagli per tutto il weekend.

Più indietro, con il doppio podio Mercedes ha costruito un grande margine su Red Bull e Ferrari nel campionato costruttori, ma le ultime due gare potrebbero mettere in maggiore difficoltà la W16 come avevano fatto Austin e Città del Messico. Quest’anno le prestazioni tra circuiti front e rear limited sono state molto diverse, e le tante sezioni in appoggio metteranno alla prova la monoposto di Brackley. Dall’altra parte Ferrari trova un tracciato che può essere in linea con alcune delle caratteristiche positive della monoposto. Con l’introduzione della nuova sospensione posteriore è evidente che la SF-25 sia diventata una vettura ancora più rigida, migliorando le prestazioni in tracciati convenzionali – come si è visto a Monza, Texas e Messico – mentre i picchi nei tracciati cittadini sono stati tagliati e con questi, probabilmente, le possibilità di vincere un Gran Premio. In Qatar le buone doti aerodinamiche della monoposto italiana possono venire fuori e, se si dovessero confermare le difficoltà di Piastri, un podio può essere non lontano dalle potenzialità in questo weekend.
GP Qatar: Pirelli opta per la gamma più dura, saranno imposte le due soste
In virtù delle grandi forze laterali a cui saranno sottoposti gli pneumatici nel corso del weekend, Pirelli ha scelto di portare a Doha la gamma più rigida a disposizione. Quest’anno il trio C1 – C2 – C3 è stato utilizzato solamente a Sakhir, Suzuka e Silverstone; addirittura sono presenti più sezioni ad alta velocità rispetto a quest’ultime due. È anche per questo che il fornitore unico ha dovuto imporre un numero massimo di giri per ciascun treno di gomme nel weekend: la limitazione imposta somiglia a quella del 2023 (quando furono imposti 18 giri e tre soste) per evitare che le squadre utilizzino gli pneumatici oltre alla loro vita utile, rischiando di stressare eccessivamente la costruzione. Questo vincolo toglierà indubbiamente il vantaggio McLaren in quest’area, ma è da sottolineare come Red Bull da Monza abbia fatto passi da gigante in questo aspetto e – migliorando il bilanciamento nel medio/lento, e allargando la finestra operativa – sia ormai una vettura che in molte occasioni riesce a fare funzionare bene gli pneumatici anche in stint lunghi.

L’evoluzione dell’asfalto giocherà un ruolo fondamentale nell’economia del weekend. Con il passare dei giri sarà rimosso lo strato di sabbia che si accumula sul circuito per via del vento. Le temperature attese sono in linea con quelle della passate stagione, ovvero intorno ai 18/20°C ambientali e pochi gradi in più in pista, e la grande umidità impatterà più sui piloti che dovranno spingere al massimo per tutti i 57 giri domenicali viste le limitazioni sulla durata degli stint. Con tutti i giri da qualifica, sarà importante proprio la posizione di partenza guadagnata al sabato anche per via delle limitate opportunità di sorpasso in pista: il DRS sarà attivabile solo sul rettilineo principale, l’unico tratto in cui si superano i 300 km/h.



