La FIA ha definito ufficialmente le zone del circuito di Monza nelle quali sarà possibile utilizzare la modalità Straight Line.
Saranno complessivamente quattro i tratti nei quali le monoposto potranno utilizzare la configurazione prevista per i rettilinei. La prima zona SLM interesserà il rettilineo principale, mentre una seconda sarà collocata nel tratto che porta verso la Variante della Roggia. Una terza zona inizierà dopo Lesmo 2 e proseguirà fino all’approccio della Variante Ascari, mentre l’ultima interesserà il lungo tratto che conduce verso la Parabolica.
La configurazione definitiva presenta però alcune differenze rispetto alla mappatura “indicativa” e comunicata alle squadre a inizio stagione, utilizzata dai team come riferimento per preparare in anticipo simulazioni e configurazioni aerodinamiche specifiche per ogni circuito.
Zone “ad ali aperte” oggetto di cambiamenti prima della pausa estiva
Prima della pubblicazione definitiva, infatti, alcuni tratti sono stati oggetto di discussione tra FIA e squadre, principalmente per considerazioni legate alla sicurezza. La modifica più significativa ha riguardato Curva Grande.
Nella configurazione inizialmente prevista, la modalità Straight Line avrebbe potuto essere utilizzata lungo tutto il curvone Biassono, permettendo quindi alle vetture di affrontare la lunga piega verso destra con le ali in configurazione aperta. Nella versione definitiva si è invece scelto un approccio più conservativo, riducendo l’estensione della zona. La modalità SLM sarà disponibile soltanto nel tratto sostanzialmente rettilineo che precede la frenata della Variante della Roggia.

L’ intero tratto che porta dalla prima variante alla seconda variante (Roggia) è circa 1,1km che potevano essere effettuati per buona parte in “modalità straight”. Tuttavia, le ragioni prevalentemente legate alla sicurezza hanno portato a mantenere le ali aperte nei circa 560 m finali, completamente rettilinei che portano alla violenta frenata della seconda variante.
Una Monza diversa dal passato?
La presenza di quattro zone Straight Line contribuisce inoltre a cambiare parzialmente il tradizionale compromesso aerodinamico richiesto dal circuito italiano.
Storicamente Monza ha rappresentato l’esempio più estremo nella ricerca della minima resistenza aerodinamica. Ali posteriori molto scariche e, in alcuni casi, specifiche sviluppate esclusivamente per il Gran Premio d’Italia hanno caratterizzato per decenni le monoposto sul circuito brianzolo.
Con le vetture 2026 e la possibilità di utilizzare la modalità Straight Line in quattro differenti sezioni del giro, il quadro è differente. La capacità di ridurre la resistenza sui rettilinei permette infatti di affrontare il compromesso tra efficienza e carico aerodinamico in maniera meno estrema rispetto al passato.

Vedremo comunque qualche team “osare” di più sulle ali ma non Ferrari: SF-26 con “aggiustamenti” per Monza
Diversi team hanno comunque lavorato su configurazioni aerodinamiche dedicate a Monza, intervenendo in particolare sulle ali per adattare la vettura alle caratteristiche uniche del circuito.
Non tutte le squadre, però, hanno seguito la stessa strada. Ferrari, che per l’occasione sarà tinta a tema F310 del 1996 per una dedica a Micheal Schumacher, non vedrà una vera ala posteriore completamente nuova e sviluppata esclusivamente per Monza: il team italiano per la gara di casa ha lavorato perlopiù su più aree sparse per ridurre il drag creando una sorta di “mini-pacchetto” Monza.

A Maranello si è scelto di lavorare attraverso interventi più contenuti sulla configurazione aerodinamica della SF-26, legati principalmente alla riduzione della resistenza togliendo il superfluo su alcune zone della vettura. Nessun pacchetto estremo, come avveniva tradizionalmente per questo appuntamento. La stessa scuderia italiana è stata una di quelle a effettuare un filming day di 200 km proprio sul circuito italiano in primavera, raccogliendo alcuni dati – superr limitati – relativamente all’utilizzo dell’energia e su come lavorare sull’assetto monzese con queste vetture.



