Scordatevi Monaco: non saranno le sole posizioni in griglia a decidere le sorti del GP di Barcellona. Le condizioni attese per la gara catalana promettono infatti uno scenario molto diverso, con temperature elevatissime, asfalto particolarmente abrasivo e degrado gomme che potrebbe trasformare la strategia nell’arma decisiva della domenica.
Secondo le indicazioni emerse tra venerdì e sabato, Pirelli ha escluso la possibilità di una sola sosta. La vera partita si giocherà allora tra chi sceglierà due pit stop e chi proverà a rischiare con una tattica a tre soste, potenzialmente più veloce sulla carta ma anche molto più esposta al traffico.
Pirelli: almeno due soste, ma la terza è un’opzione concreta
A delineare il quadro è stato il responsabile motorsport Pirelli, Dario Marrafuschi. “Si prevedono almeno due soste. Le scuderie potrebbero partire facendo i primi due stint con Medium e Hard, valutando poi, in base all’efficacia riscontrata in pista, se concludere la gara con la mescola gialla o quella bianca”, ha spiegato al termine delle qualifiche.
Il fornitore italiano ritiene particolarmente interessante la C2 Hard, una gomma che molti team hanno conservato in doppia dotazione proprio in vista della gara. “Va tenuto in considerazione che la maggior parte dei team ha conservato due set di C2 già da ieri, una mescola che sembra particolarmente efficace sulle vetture con maggiore deportanza, ma con un degrado solo leggermente inferiore rispetto alle altre due”, ha aggiunto Marrafuschi.

Le opzioni strategiche previste da Pirelli per il GP di Barcellona
Le strategie suggerite da Pirelli prevedono principalmente due soste, con finestre comprese tra il giro 15 e il 25 per il primo pit stop e tra il giro 38 e il 51 per il secondo. La soluzione più conservativa resta Medium-Hard-Hard, ma sono possibili anche Medium-Hard-Medium oppure Soft-Medium-Hard.
Dai dati diffusi da Pirelli emerge inoltre che la differenza prestazionale tra le mescole al via è limitata: per raggiungere i 150 km/h la Medium concede circa 1,8 metri rispetto alla Soft, mentre la Hard ne perde circa 2,8. Un vantaggio troppo ridotto per rendere obbligatoria la gomma rossa in partenza.
GP Barcellona, le opzioni di Ferrari e Mercedes: Hamilton partenza cruciale
La disponibilità di pneumatici potrebbe influenzare notevolmente le scelte strategiche. Piastri, Norris, Russell, Antonelli, Hadjar, Leclerc e Hamilton dispongono tutti di due set nuovi di Hard e una Medium nuova, una combinazione che apre diverse possibilità nella seconda metà di gara.

Situazione diversa invece per Max Verstappen, unico tra i top team ad avere una sola Hard disponibile ma due set nuovi di Medium. Un dettaglio che potrebbe spingerlo verso una strategia differente rispetto a Mercedes e Ferrari. Per Hamilton la tattica più naturale sembra essere la classica Medium-Hard-Hard. La SF-26 dovrà soprattutto gestire il degrado del posteriore e sfruttare al massimo l’aria pulita qualora Lewis dovesse riuscire a portarsi in testa al via, elemento che potrebbe fare una differenza enorme con temperature dell’asfalto superiori ai 50 gradi.
GP Barcellona, Tre soste possibili, attenzione ad Antonelli e partenza
L’aspetto più interessante è che, secondo le simulazioni, una strategia a tre soste potrebbe addirittura risultare più rapida di una a due nonostante i 22 secondi persi mediamente in corsia box. Il motivo è semplice: il degrado è molto elevato e utilizzare pneumatici più freschi per gran parte della gara consentirebbe di mantenere un ritmo nettamente superiore.
La soluzione teorica sarebbe Soft-Medium-Soft-Soft oppure altre varianti con tre stint aggressivi. Tuttavia esiste un problema enorme: il traffico. Ogni sosta aggiuntiva aumenta infatti il rischio di rientrare in mezzo a vetture più lente, compromettendo il vantaggio ottenuto con le gomme nuove. Per questo motivo difficilmente qualcuno sceglierà una tattica del genere fin dalla partenza.
Se c’è una squadra che potrebbe prenderla in considerazione è Mercedes. Russell e Antonelli partono infatti nelle posizioni di vertice e potrebbero avere la possibilità di gestire il ritmo senza restare intrappolati nel gruppo.

Un elemento da osservare riguarda proprio il confronto interno Mercedes. George Russell potrebbe aver privilegiato un assetto più orientato alla qualifica, sacrificando qualcosa nella gestione del posteriore sul lungo periodo. Un retrotreno più carico può infatti garantire prestazione sul giro secco ma aumentare il rischio di overheating in gara.
La qualifica meno brillante di Andrea Kimi Antonelli potrebbe invece nascondere una scelta diversa. L’italiano potrebbe aver puntato su una vettura più equilibrata e gentile con gli pneumatici, accettando di perdere qualcosa sul giro secco per avere un vantaggio nella gestione del degrado durante i 66 giri. In questo scenario non sarebbe sorprendente vedere il pilota Mercedes tentare una strategia differente rispetto a Russell e Hamilton, magari con una sequenza Soft-Hard-Medium per sfruttare la flessibilità offerta dal suo parco gomme.
Prima ancora delle soste, però, la gara potrebbe essere decisa nei primi metri. La Ferrari ha tradizionalmente mostrato ottime partenze e Hamilton sa bene che superare Russell al via potrebbe valere molto più di una posizione. Restare davanti significa avere aria pulita, ridurre il surriscaldamento del posteriore e controllare meglio il degrado.
Se invece il sette volte campione del mondo dovesse restare alle spalle della Mercedes, il rischio sarebbe quello di consumare maggiormente gli pneumatici inseguendo una vettura dotata di una power unit più efficace sul rettilineo. Per questo motivo il Gran Premio di Barcellona potrebbe trasformarsi in una partita a scacchi lunga 66 giri: partenza, gestione gomme e strategia saranno strettamente collegate e, più che la velocità pura, potrebbero essere proprio i box a decidere il vincitore.



