L’entusiasmante stagione di Formula 1 nella lotta al vertice ha regalato agli appassionati una battaglia a tre nel GP di Abu Dhabi per il titolo Mondiale. Verstappen cerca di eguagliare il record di cinque titoli consecutivi di Schumacher al termine di una stagione quasi perfetta, Norris e Piastri inseguono la prima gloria per entrare nella storia dello sport. Red Bull si era posta come obiettivo quello di arrivare a Barcellona non lontani dal duo papaya, per poi recuperare, ma l’estate difficile ha rimandato la rimonta e l’ha resa ancora più incredibile. Dall’altra parte, McLaren ha sprecato due enormi occasioni per togliere dai giochi Max Verstappen: la squalifica di Las Vegas e la strategia errata in Qatar hanno permesso all’olandese di guadagnare 29 punti su Piastri e 37 punti su Norris negli ultimi due weekend. Tuttavia, le combinazioni che assegneranno il titolo mettono in primo piano anche chi arriva ad Abu Dhabi senza un obiettivo da raggiungere: Mercedes e Ferrari potranno essere un fattore e inserirsi nella lotta McLaren – Red Bull?
GP Abu Dhabi: McLaren e Red Bull davanti, ma Mercedes e Ferrari possono avvicinarsi?
Tra Verstappen e il duo papaya la sfida si rinnova anche negli Emirati: il circuito di Yas Marina differisce significativamente per caratteristiche dalla tappa di Lusail, da cui Verstappen è uscito vincitore ma dove McLaren ha mostrato un vantaggio prestazionale nell’ordine di un paio di decimi su Red Bull. Questo weekend torneranno ad assumere un ruolo cruciale le curve a media e bassa velocità, grande punto di forza della RB21 a partire dall’introduzione degli aggiornamenti di Monza. “Abbiamo sicuramente lavorato per migliorare ad alta velocità e allo stesso tempo penso che quello che abbiamo visto è che la Red Bull potrebbe essere andata quasi nella direzione opposta, compromettendo forse alcuni dei punti di forza nel veloce per guadagnare più potenziale nella bassa velocità”, ha analizzato Andrea Stella settimana scorsa. Se il tracciato favorisce maggiormente le caratteristiche della vettura di Milton Keynes, il momento di forma è dalla parte della MCL39: quattro delle ultime cinque Pole Position sono state conquistate dal duo papaya, ma sono state convertite solamente due volte. Grazie al passo in avanti fatto in autunno, Red Bull è migliorata soprattutto nella gestione in gara e si è avvicinata; poi la differenza in esecuzione tra Verstappen e la coppia Norris – Piastri ha permesso di vincere più tappe del previsto. I dati mostrano che sul giro secco il campione del mondo in carica quest’anno guadagna un decimo sul duo papaya solamente in termini di esecuzione.

Per garantire il quinto Mondiale consecutivo di Verstappen, serviranno una o due non – McLaren tra lui e Norris, ma Mercedes o Ferrari hanno il potenziale per avvicinarsi e sfruttare eventuali errori del trio di testa? La somiglianza del circuito con le caratteristiche aerodinamiche di Interlagos è uno degli aspetti a favore di W16 e SF-25, che in Brasile hanno mostrato un buon potenziale lungo tutto il fine settimana. Tuttavia, ad Abu Dhabi è presente una componente laterale rispetto al circuito brasiliano che in Qatar ha messo in difficoltà Mercedes e soprattutto Ferrari. Nella Formula 1 odierna, dove tutti i dettagli contano, non si può escludere che questo avrà un effetto non trascurabile. In particolare, Ferrari ha sofferto nelle ultime due uscite rispetto alle attese: è stato sorprendente vedere una SF-25 migliore in circuiti ‘veri’ in cui sono richiesti compromessi d’assetto come Austin, Messico e Interlagos, mentre a Las Vegas e Qatar la Rossa si è sciolta. Ad Abu Dhabi questo trend può avere conferma, ma il potenziale del pacchetto non è complessivamente al livello dei primi tre e sarà difficile intromettersi nella lotta per il podio.
GP Abu Dhabi: Pirelli conferma le scelte del 2024, e ci sono delle modifiche al circuito
Ad Abu Dhabi torna il range C3 – C4 – C5, visto anche nella scorsa edizione in cui le squadre hanno principalmente optato per la gara ad una sosta con medie e hard. Già l’anno scorso l’impatto del graining (e in generale il degrado) era stato minore del previsto, con scarso effetto sulle prestazioni già a partire dal venerdì. Quest’anno il fornitore unico si aspetta che questo fenomeno sia ancora meno presente, permettendo agli strateghi di valutare persino la soft come mescola da gara. Nel corso del fine settimana è attesa una discreta evoluzione di pista, data sia dal calo delle temperature tra sessione pomeridiana e serale, ma anche dall’aumento di grip grazie alla presenza di categorie minori. La FIA ha segnalato dei cambiamenti nell’asfalto: tra curva 1 e curva 4 la pista è stata riasfaltata, e all’uscita di curva 6 è stata inserita una patch per rimuovere un dosso.
Infine, anche le pressioni di partenza sono un fattore da non trascurare: negli ultimi due anni Ferrari è spesso andata in crisi quando le pressioni minime erano più alte della media, e a Las Vegas e Doha uno dei fattori per la mancanza di competitività è indubbiamente legato alle imposizioni di Pirelli. “Non siamo mai riusciti a centrare la finestra della macchina. Abbiamo sofferto molto le pressioni alte che sono state prescritte questo weekend”, ha ammesso Vasseur dopo la gara di domenica. Per il GP di Abu Dhabi le minime scenderanno a 23.5 psi all’anteriore e 21.5 psi al posteriore, una riduzione significativa rispetto a Lusail (29.0 ant, 24.5 post) e in Nevada (28.0 ant, 26.0 post), e più in linea con quanto visto a Sao Paolo (25.0, 23.0), Messico (23.5, 21.0) e Austin (24.0, 22.0).



