FIA: Mohammed Ben Sulayem rieletto presidente per un secondo mandato

Dic 12, 2025

Luca Manacorda

La Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) ha confermato oggi la rielezione di Mohammed Ben Sulayem alla presidenza dell’organizzazione, al termine del voto tenutosi durante l’Assemblea Generale a Tashkent, in Uzbekistan. La sua lista è stata approvata dai membri, permettendogli di iniziare il secondo mandato di quattro anni dopo la prima elezione nel 2021.

Un quadriennio di riforme e risanamento finanziario

Nel periodo appena concluso, la FIA ha attraversato una fase di rinnovamento strutturale che ha riguardato governance, operatività e gestione finanziaria. L’organizzazione, che nel 2021 registrava una perdita di 24 milioni di euro, ha chiuso il 2024 con un risultato operativo positivo di 4,7 milioni, il migliore dell’ultimo decennio. La previsione per il 2025 indica un ulteriore dato positivo, pari a 4,4 milioni di euro.

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Questo percorso ha permesso di aumentare in modo significativo gli investimenti di lungo periodo nei confronti dei club membri e dei programmi strategici globali, consolidando il ruolo della FIA come autorità internazionale nel motorsport e nella mobilità sostenibile.

Le riforme istituzionali

La rielezione si inserisce in un ciclo di trasformazioni interne avviate negli ultimi quattro anni: maggiore disciplina di bilancio, processi di audit esterni rafforzati, modernizzazione delle strutture di governance e standard più elevati di trasparenza e responsabilità. Parallelamente, la FIA ha sviluppato una struttura commerciale dedicata, ampliato le attività regionali e intensificato la collaborazione con partner internazionali in materia di sicurezza, mobilità sostenibile e futuro dei trasporti.

Le parole di Mohammed Ben Sulayem

Nel suo discorso di ringraziamento, il presidente ha dichiarato: “Grazie a tutti i nostri membri FIA per aver votato in numeri così significativi e per aver riposto nuovamente la vostra fiducia in me. Abbiamo superato molti ostacoli ma oggi, insieme, siamo più forti che mai. È davvero un onore essere Presidente della FIA, e mi impegno a continuare a lavorare per la FIA, per il motorsport, per la mobilità e per i nostri Club membri in ogni regione del mondo“.

FIA Ben Sulayem

La FIA ha sottolineato che la votazione si è svolta in conformità con lo statuto federale, attraverso un processo robusto e trasparente», a tutela dell’integrità del sistema democratico interno e della rappresentanza dei membri provenienti da tutto il mondo.

Chi è Mohammed Ben Sulayem

Nato a Dubai nel 1961, Mohammed Ben Sulayem è una delle figure più influenti del motorsport mondiale. Ex pilota di rally, vanta 14 titoli nel Campionato del Medio Oriente (MERC), che lo hanno reso uno dei piloti più vincenti nella storia della disciplina a livello regionale. Dopo il ritiro dalle competizioni, ha ricoperto incarichi di primo piano nella gestione sportiva, fino a diventare vicepresidente FIA per lo Sport prima della sua elezione a Presidente nel 2021. Oltre al suo ruolo istituzionale, Ben Sulayem è stato tra i principali promotori della crescita del motorsport nel mondo arabo, sostenendo programmi di formazione per giovani piloti, lo sviluppo delle infrastrutture sportive e l’internazionalizzazione degli eventi.

FIA Ben Sulayem

Da quando è salito in carica, non sono mancati i contrasti con i piloti, in particolare per il pugno duro imposto con il Codice Etico della FIA che punisce severamente chi utilizza un linguaggio colorito. Ricordiamo ad esempio Max Verstappen, condannato a svolgere dei lavori socialmente utili in Ruanda dopo aver pronunciato in conferenza stampa al GP Singapore 2024 “la macchina era fottuta“. Da parte di Lewis Hamilton era arrivata un’accusa di razzismo dopo che Ben Sulayem aveva dichiarato: “Noi non siamo rapper, eppure quante volte al minuto i piloti dicono parolacce?“. In una successiva intervista, l’attuale pilota della Ferrari aveva spiegato: “Penso che queste siano le parole sbagliate, c’è un elemento razziale in tutto questo“.

In questi anni le tensioni non sono state solo con i protagonisti della F1, ma ad esempio anche con quelli del Mondiale Rally WRC, dopo che Adrien Fourmaux aveva ricevuto una multa di 10.000 euro (più 20.000 sospesi) per aver usato il termine “fucked up” in un’intervista concessa al canale ufficiale del campionato al termine di una prova speciale del Rally Svezia 2025. In reazione a questa punizione, tutti i piloti del WRC avevano evitato di rilasciare dichiarazioni al termine delle prove del successivo Rally Kenya.

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