FIA: il bilancio finanziario 2024 sorride a Ben Sulayem, ma non basta

Dic 15, 2024

Loris Preziosa

Per la Federazione Internazionale non è senz’altro il migliore dei periodi in termini di reputazione per il proprio operato. Da alcune decisioni poco condivise nel paddock fra attori protagonisti e addetti ai lavori, a mosse poco chiare sotto l’occhio degli stessi. La FIA sta attraversando un momento storico in cui si trova non proprio sotto una buona luce. In questo scenario però, la Federazione ha reso noto il proprio bilancio legato alla gestione finanziaria del 2024, dove i riscontri sono risultati invece positivi. Una nota dolce messa in luce dal comunicato ufficiale, che evidenzia i numeri dell’inversione di tendenza rispetto a quanto stava accadendo da diversi anni a questa parte.

FIA: “siamo passati da una perdita di 24 milioni di Euro nel 2021 ad un guadagno di 2,2 milioni nel 2024”

In occasione dell’Assemblea Generale della FIA andata in scena a Kigali, in Ruanda, dove peraltro si è tenuta la tradizionale cerimonia di premiazione annuale, la Federazione ha reso noti i bilanci sulla propria situazione finanziaria. Un resoconto di fine anno che, utilizzando le parole della stessa Federazione, ha evidenziato “una significativa riduzione dei costi operativi della FIA, determinata da un aumento dei ricavi e dei risparmi.” Una situazione che, quantomeno sul fronte finanziario, sorride all’organizzazione capitanata da Mohammed Ben Sulayem. “Il miglioramento della situazione operativa, confermato durante entrambe le riunioni del Consiglio mondiale a Kigali, mostra un ritorno alla redditività nonostante una serie di nuove iniziative,” recita il comunicato ufficiale rilasciato dalla Federazione.

“La FIA prevede un risultato operativo di 2,2 milioni di euro nel 2024, un miglioramento notevole se si considera che nel 2021 si attestava su -24,0 milioni di euro. Il risultato operativo previsto sarebbe il migliore degli ultimi sette anni e il primo positivo dal 2018.” Un ritorno al segno ‘+’ le cui radici sono da relegare, secondo la FIA, a modifiche importanti nel sistema di gestione finanziaria. “Questa inversione di tendenza sottolinea i progressi compiuti nel portare una solida governance finanziaria ed efficienze alla federazione. Sono state introdotte diverse misure per semplificare le procedure contabili e di rendicontazione della FIA per creare un modello finanziario sostenibile. Questo risultato è il prodotto di una riforma di vasta portata della FIA introdotta dal Presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem. Ciò ha incluso un audit finanziario completamente indipendente della FIA.”

FIA Ben Sulayem

Ben Sulayem: “abbiamo stabilizzato la salute finanziaria della FIA”

Un quadro di questo tipo non può che sorridere al Presidente Ben Sulayem, in un periodo storico in cui la sua figura è oggetto di critiche per mosse che hanno fatto sorgere numerosi punti interrogativi sul suo operato. “Questo risultato è il risultato del nostro impegno nella riforma dell’organizzazione nei settori della governance e della finanza,” ha commentato il numero uno della Federazione Internazionale. “La nuova dirigenza della FIA ha ereditato una situazione finanziaria che non era sostenibile nel 2022. Abbiamo lavorato duramente per ridurre un deficit considerevole e abbiamo stabilizzato la salute finanziaria complessiva della federazione. Abbiamo implementato misure di contenimento dei costi e strategie di generazione delle entrate per mettere la FIA su una base finanziaria più sostenibile per soddisfare il nostro scopo primario di supportare i nostri club membri.”

Tensioni FIA-F1 poco salutari; un aiuto arriva da Cadillac

Quanto tracciato dal bilancio finanziario del 2024 rappresenta una boccata d’aria per un Presidente continuamente sotto i riflettori per episodi tutt’altro che ben visti dagli attori protagonisti e non del motorsport. Al centro c’è senz’altro l’ambizione di Ben Sulayem di accentrare la propria posizione in termini di potere, tramite una riduzione della sfera d’azione del comitato etico. Un aspetto che va a braccetto con il braccio di ferro fra F1 e Federazione, che anche quest’anno è stato una costante in più occasioni; in particolar modo coi piloti. Le tensioni a livello ‘dirigenziale’ sono rientrate dopo che le scontro si era creato specialmente sull’ingresso dell’undicesimo team in griglia e sulla figura di Andretti. L’uscita di scena di Michael Andretti, l’ingresso di General Motors e Cadillac come undicesimo team ufficiale hanno appianato una parte di queste divergenze, con i rapporti traa Ben Sulayem e Domenicali che sono rientrati nella norma, con una collaborazione che è andata a migliorare negli ultimi mesi tra le due massime autorità della F1.

FIA Ben Sulayem Domenicali

Sui piloti invece continua lo scontro. Una delle ultime in termini di tempo è quella legata alla richiesta di chiarezza da parte della GPDA, l’associazione dei piloti, sulla destinazione dei soldi delle multe o di un polso meno pesante sulla tematica della moderatezza del linguaggio. Quesiti che hanno ricevuto una risposta a muso duro da parte di Ben Sulayem, che ha sostanzialmente replicato: “che i piloti pensino a guidare”. Lo stesso leitmotiv si è replicato in seguito all’auspicio esplicitato da George Russell, in qualità di Presidente dell’associazione, che avevamo espresso la necessità di avere commissari sportivi permanenti. Anche in questo caso il Presidente FIA non è andato incontro ai piloti, sottolineando che, sebbene possa essere un’idea positiva, mancano le finanze per metterla in atto, invitando forse con fare provocatorio gli stessi piloti o gli stessi team a pagare. Il numero uno della FIA è stato protagonista anche del licenziamento di non poche figure chiave all’interno dell’organizzazione, l’ultimo è stato l’ex direttore di gara della F1, Niels Wittich. Un taglio di testa mal digerito da parte degli stessi piloti, che poco dopo aver chiesto chiarezza si sono visti inspiegabilmente un nuovo direttore di gara a tre GP dalla fine della stagione. Un quadro generale che denota un atteggiamento tutt’altro che salutare per entrambe le parti, la FIA da un lato, la F1 dall’altro. Quello che sta per cominciare sarà un anno chiave, che condurrà verso il congresso mondiale FIA del prossimo novembre, quando Ben Sulayem cercherà la riconferma nel ruolo di Presidente.

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