Ferrari solo quinta forza, Aston Martin può essere una vera rivale?

Ago 29, 2025

Andrea Vergani

Non era un segreto che il weekend di Zandvoort sarebbe stata una prova difficile per la Ferrari e i suoi piloti: FP1 e FP2 ne hanno dato prova, con difficoltà in una tipologia di curva che ha spesso creato grattacapi a Leclerc e Hamilton. La Rossa non si è trovata a competere con i primi inseguitori del duo papaya e ha giocato il ruolo di quinta forza nel venerdì olandese. Senza pioggia ci si aspettava una SF-25 più forte di così e almeno in lotta con Russell e Verstappen per l’ultimo gradino del podio, ma serviranno passi in avanti sostanziali nella notte per avvicinarsi. Davanti le McLaren comandano, con Piastri a inseguire Norris ma più vicino – per ora – rispetto agli anni scorsi, nei quali il distacco in qualifica ha sempre superato il mezzo secondo; preoccupa maggiormente il distacco nelle rispettive simulazioni di gara, dove l’inglese è imprendibile per gli altri e anche per il compagno di squadra. Nella battaglia per la seconda forza troviamo inaspettatamente Aston Martin, davanti a Mercedes e Red Bull, su un tracciato che per caratteristiche si adatta molto bene ai punti di forza della AMR25, proprio come lo era stato Budapest il mese scorso: “Siamo vicini agli altri top team quindi Mercedes, Ferrari e Red Bull, possiamo provare a batterli” ha dichiarato Fernando Alonso.

Ferrari fatica in appoggio: quattro decimi persi solamente in curva 8, settore centrale da incubo

I ferraristi perdono più di metà del tempo nei 25 secondi del settore centrale, dove Norris e Alonso transitano in 25.6 e Piastri, Russell e Verstappen fanno 25.7, ma c’è di più: solamente Haas, Racing Bulls e Williams fanno peggio in quel tratto di pista. La combinazione di curva 9 e 10 è fatale per la SF-25, vettura che non gode di un anteriore abbastanza forte da potersi inserire con tanta velocità nelle curve a media velocità e con un ampio raggio di percorrenza – specialmente la “Bocht 9” dove Hamilton e Leclerc perdono più di quattro decimi dalla MCL39 di Lando Norris! Non siamo andati male nella maggior parte delle curve, ma in due abbiamo perso quasi 8 decimi, il che è completamente folle”, ha ammesso Leclerc dopo la sessione. Il passo gara non è stato negativo quanto la simulazione di qualifica nonostante pochi giri da parte di entrambi i piloti Ferrari che rendono difficile qualsiasi analisi; sono state provate le mescole C2 e C4 come Mercedes e Red Bull, con quest’ultima leggermente davanti ma anch’essa con pochi giri a referto. Hamilton ha confermato i progressi tra FP1 ed FP2 e un feeling migliore nei long run: Abbiamo fatto progressi incoraggianti tra le due sessioni dopo non essere stati nella finestra ideale di performance in FP1. Sul passo gara la prestazione è sembrata più costante”. Con le previsioni meteo in miglioramento è più probabile una gara asciutta domenica, ma c’è una forte possibilità di un ‘reset’ del tracciato dopo una pioggia nella mattinata di domenica.

Nel confronto tra i due piloti Ferrari è evidente una maggiore difficoltà di Charles Leclerc nelle curve a più ampio raggio: in particolare, alla Tarzan, Hamilton porta più velocità nella seconda parte dell’ingresso e riesce a sfruttare una trazione migliore, cosa che succede in maniera più evidente in curva 10 dove il sette volte campione del mondo guadagna un decimo e mezzo specialmente dal cordolo in poi. Il monegasco recupera un po’ di tempo nel terzo settore e in curve più corte: nella prima parte di stagione il trend ha seguito la direzione opposta ma, analizzando le stagioni passate di entrambi i piloti, è questa la situazione che ci si aspettava a inizio anno. Tra i due piloti non c’è stata una grande differenza in termini di tempo sul giro significativa, con piccole differenze come sottolineato sopra: l’ideal time di Hamilton è stato qualche decimo migliore di quello di Leclerc. Il primo passo fatto tra le due sessioni dovrà essere ripetuto nella notte per rientrare nella lotta per il podio ma sarà difficile perché Zandvoort è il layout perfetto per evidenziare le carenze della SF-25: le doti di efficienza della monoposto e le altezze per cui sono state progettate le ultime vetture non sono fattori positivi nel circuito olandese.

McLaren sembra imprendibile nonostante i gap non siano abissali, Aston Martin è da seconda forza?

Nelle classifiche finali sorprende la posizione di Fernando Alonso che è riuscito a separare il duo McLaren battendo Piastri di due millesimi sul tempo finale: dopo un ottimo weekend in Ungheria, Aston Martin trova un altro tracciato da alto carico che soddisfa la AMR25. Balza all’occhio una differenza di due decimi tra Norris e Alonso nei tratti sopra i 250 km/h che potrebbe indicare un utilizzo più aggressivo della Power Unit da parte degli ingegneri di Silverstone, non insolito nei venerdì degli ultimi anni. Ad ogni modo non sarebbe una sorpresa vedere Alonso e Stroll (che dovrà trovare fiducia nella monoposto dopo l’incidente a inizio FP2) nella lotta con Red Bull, Mercedes e Ferrari. Aston Martin è molto fiduciosa nella sua monoposto qui dopo i recenti aggiornamenti all’ala anteriore; in più i due piloti hanno fatto un lavoro di confronto tra le specifiche vecchie dei fondi in FP1. 

Così come la Rossa, anche Red Bull e Mercedes hanno iniziato a ritrovare la strada dopo una FP1 complicata ma non si sono avvicinate ai tempi di McLaren in nessun frangente: Russell ha guadagnato su Verstappen in curva 1, 10 e nella chicane – tre delle curve più lente di tutto il tracciato – mentre l’olandese ha recuperato tempo nelle curve ad alta velocità. Entrambi accusano un grande delta in curva uno rispetto ad Alonso, che fa +5 km/h all’apex, ed è lì la differenza con la seconda posizione. Nelle simulazioni di gara si è confermato un gap grande tra McLaren e gli altri, ma non oltre le aspettative: l’ottimo long run di Norris ha staccato gli inseguitori di 3/4 decimi e sorprendentemente il più lento dei top è stato Oscar Piastri con la stessa mescola del compagno di squadra. I pochi giri effettuati da Red Bull, Aston Martin e Ferrari complicano le analisi ma appare evidente come queste tre e Mercedes possano giocarsi il podio partendo da una buona posizione in griglia. Sarà il sabato a decidere le gerarchie in vista della gara di domenica.

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