Ferrari e McLaren non si fermano: a Zandvoort nuove evoluzioni aerodinamiche

Ago 21, 2026

Giuliano Duchessa

La Formula 1 riparte da Zandvoort e lo sviluppo non si è fermato durante la pausa estiva. Ferrari e McLaren portano in Olanda ulteriori novità aerodinamiche, con interventi concentrati soprattutto nella zona inferiore e al posteriore delle rispettive monoposto.

A Maranello si continua a lavorare attorno al fondo della SF-26. Ferrari porta una nuova evoluzione del floor, senza cambiare il concetto generale ma cercando maggiore qualità e stabilità del carico.

Una delle modifiche più interessanti riguarda i tiranti di sostegno del floor board. Ferrari ne ha modificato l’angolo di attacco, abbassandone la posizione. Nella nuova configurazione dovrebbero interferire meno con i flussi d’aria che attraversano la zona tra sospensione e sidepod, un’area particolarmente sensibile per l’alimentazione del fondo e del retrotreno.

 

 

È un dettaglio che racconta quanto sia esasperato il lavoro aerodinamico su queste monoposto. Anche un elemento strutturale necessario a controllare le deformazioni del fondo rappresenta un’interferenza che i tecnici cercano di ridurre al minimo.

Il concetto guarda anche al futuro. Sulla 679 del 2027 i tecnici Ferrari sperano infatti di poter eliminare completamente questi tiranti di sostegno, ottenendo una zona aerodinamicamente più pulita e maggiore libertà nella gestione dei flussi.

Zandvoort sarà un banco di prova interessante: banking e curve in appoggio metteranno alla prova la stabilità della piattaforma e la capacità del fondo di lavorare nella corretta finestra.

McLaren: diffusore rivisto, più carico locale e mini FTM evoluto

Anche McLaren continua a sviluppare la MCL40 attraverso una serie di interventi coordinati sul retrotreno. Il diffusore è stato aggiornato con nuovi elementi, insieme ai brake duct posteriori, con l’obiettivo di migliorare l’estrazione del flusso proveniente dal fondo e controllare meglio le turbolenze generate dalle ruote.

Interessante anche il lavoro sull’ala posteriore. Sono state modificate le nervature delle paratie, ora caratterizzate da un disegno più muscoloso e pronunciato, pensato per indirizzare maggiormente i flussi verso l’alto. Abbinato agli interventi su diffusore e brake duct, il nuovo disegno dovrebbe permettere di produrre leggermente più downforce locale al posteriore.

McLaren ha inoltre ritoccato il suo mini FTM, cercando di aumentarne leggermente l’effetto. Non è un cambio di concetto, ma un affinamento del sistema già utilizzato sulla vettura per accentuarne il funzionamento in SM – Straight Mode, cercando di ridurre ulteriormente la resistenza alle alte velocità senza compromettere il carico necessario nelle curve.

La logica del pacchetto è abbastanza chiara: generare qualcosa in più in termini di downforce locale quando serve, compensandolo con una maggiore efficienza sul dritto. Un equilibrio particolarmente interessante a Zandvoort, circuito che richiede molto carico ma nel quale l’efficienza aerodinamica continua ad avere un peso importante.

Ferrari e McLaren seguono quindi programmi differenti ma accomunati dalla ricerca di guadagni sempre più raffinati. Ferrari prova soprattutto a ripulire il percorso dei flussi tra sospensione, sidepod e fondo; McLaren interviene sull’intero retrotreno, cercando contemporaneamente più carico e un mini FTM leggermente più efficace.

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