Vasseur rimanda gli ordini di scuderia e sullo sviluppo “Ferrari non così diversa da McLaren, continueremo fino a fine stagione”

Ago 21, 2026

Paolo D’Alessandro

Prima della ripresa ufficiale di questo campionato, con lo scattare del semaforo verde per le prove libere di Zandvoort, Frederic Vasseur ha fatto un punto della situazione ai microfoni di Sky Sport, in una lunga intervista che ha ripreso punti sul campionato in corso, sul futuro es sui suoi piloti. Il Team Principal invita la Ferrari a mantenere un approccio pragmatico nella seconda parte della stagione, evitando di lasciarsi condizionare dalla classifica mondiale. Vasseur guarda soprattutto al lavoro sulla SF-26, agli sviluppi e ai prossimi appuntamenti, a partire da Zandvoort e Monza.

Hamilton, nessuna fretta sul futuro

Sul futuro di Lewis Hamilton, Vasseur ha chiarito che non ci sono imminenti novità contrattuali da annunciare: “C’è un contratto già in vigore, abbiamo tempo per discutere del futuro all’inizio dell’anno prossimo, però non è un argomento per oggi.” La priorità della Ferrari resta quindi il presente, anche considerando una classifica ancora estremamente corta e un campionato tutt’altro che deciso. Mancano ancora 11 gare o addirittura 12, con alcune Sprint. Quindi si parla di oltre 300 punti. Credo che la cosa migliore da fare sia concentrarci su quello che facciamo, ora su Zandvoort, ora sul nostro sviluppo. Cerchiamo di sviluppare la macchina, di svolgere un buon lavoro, una buona esecuzione e poi il campionato lo guarderemo più avanti.”

Vasseur ha ricordato quanto possa essere rischioso trarre conclusioni premature: “Stavo guardando Sky questo pomeriggio con le gare del 2024 e c’era Red Bull in testa a questo punto della stagione. Alla fine siamo stati noi in lotta mentre la Red Bull non era più in corsa. Questo significa che sarebbe un errore pensare al campionato.”

Ordini di scuderia: “È ancora troppo presto”

Lo stesso approccio vale per l’eventuale necessità di stabilire gerarchie interne tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Vasseur non ritiene ancora arrivato il momento di prendere decisioni di questo tipo. “A questo punto della stagione c’era Piastri in testa per la McLaren e alla fine è stato campione. Credo che sia una fase ancora molto prematura per prendere queste decisioni. Basta una vittoria per cambiare tutto in ogni team.”

La Ferrari continuerà quindi a concentrarsi sul proprio percorso, rimandando eventuali scelte a quando la situazione sarà più definita: “Concentriamoci su noi stessi, cerchiamo di continuare a spingere nella direzione giusta e poi, se a un certo punto la decisione sarà palese, prenderemo questa decisione. Però per il momento è fin troppo presto.”

Zandvoort e Monza, prestazioni ancora difficili da prevedere

Il team principal Ferrari ha sottolineato quanto sia complicato prevedere il livello competitivo della SF-26 in questa fase del regolamento. “Siamo al primo anno dell’omologazione di queste vetture e questa stagione sarà un po’ strana.”

La Ferrari, secondo Vasseur, ha ottenuto risultati migliori del previsto in alcuni appuntamenti, come Spa e Silverstone, proprio perché l’equilibrio prestazionale dipende da numerosi fattori: Ci aspettavamo di non essere assolutamente competitivi a Spa e a Silverstone e voi mi avete consegnato il premio al miglior attore per quel motivo. Però era vero, era quello che ci aspettavamo e quello che ci aspettavamo anche dai nostri avversari.”

Anche le caratteristiche delle gomme e delle curve giocano un ruolo importante nella competitività delle vetture: “Abbiamo vari parametri sulla vettura. Le mescole, le caratteristiche delle curve che vanno prese in considerazione. Siamo ancora in una fase preliminare per queste vetture.” Il riferimento più recente è Budapest, dove entrambe le Ferrari avevano mostrato un potenziale competitivo: “Se guardiamo a Budapest, l’ultima gara, Lewis era in prima fila prima della penalità, Charles era terzo e questo significa che siamo in lotta e sarà così fino a fine stagione.”

Ferrari pronta a continuare lo sviluppo

Vasseur non vede il programma di sviluppo Ferrari come un possibile limite rispetto alle strategie adottate dagli avversari. La Scuderia ha scelto di introdurre piccoli aggiornamenti con maggiore frequenza, mentre altri team preferiscono pacchetti più consistenti. Penso che anche noi spingeremo e continueremo a farlo fino alla fine della stagione. Rispetto a McLaren, ad esempio, ci sono due strategie diverse. Noi portiamo dei piccoli passi a ogni gara, mentre McLaren porta dei pacchetti più estesi a ogni tot gara. Però in termini di costi e di potenziale credo che sia piuttosto simile alla fine.”

Finora, secondo il team principal, il metodo ha funzionato: “Ogni volta che abbiamo prodotto qualcosa ha funzionato e questo è cruciale per il resto della stagione.”

L’evoluzione della SF-26 – Illustrazione di Rosario Giuliana

Con l’avanzare del campionato, però, trovare prestazione diventerà progressivamente più complesso. All’inizio si trovano dei grossi passi avanti a livello di prestazione ed è vero che se trovi tanti punti di carico in più per l’aerodinamica ci saranno ovviamente delle prestazioni, mentre a un certo punto della stagione i miglioramenti saranno più piccoli e questo significa che bisogna essere molto cauti, leggermente e molto precisi. Però finora tutto ha funzionato e spero che continui così fino alla fine.”

Il deficit di potenza e la convergenza delle prestazioni

Una delle variabili che continua a condizionare la Ferrari è il deficit sul fronte della power unit, particolarmente evidente sui circuiti caratterizzati da lunghi rettilinei. “Eravamo un po’ indietro a livello di prestazioni motore all’inizio della stagione, stiamo cercando di compensare, ma siamo ancora un pochino dietro.”

Il divario non ha però lo stesso peso su tutti i circuiti: “Questo divario prestazionale è un pochino più grande a Monza, Spa, Silverstone rispetto a Budapest o Monaco, però ci sono altri parametri legati alle prestazioni. La gestione delle gomme, l’assetto, la configurazione della vettura, le caratteristiche della vettura.” Secondo Vasseur, il primo anno del nuovo regolamento rende inoltre difficile stabilire gerarchie definitive: A un certo punto ci sarà una convergenza delle prestazioni e a quel punto credo che sarà molto più semplice prevedere i valori. Probabilmente nelle ultime 6-7 gare riusciremo a prevedere bene le prestazioni.”

Hamilton e l’adattamento alla Ferrari

Vasseur ha poi analizzato la crescita di Lewis Hamilton, spiegando di aver inizialmente sottovalutato quanto potesse essere complesso per un pilota abituato per decenni allo stesso ambiente adattarsi a una nuova squadra. “Io mi aspettavo un Hamilton forte fin dall’inizio, ma credo che l’anno scorso io personalmente ho commesso un errore perché ho sottovalutato la difficoltà di un nuovo pilota di ambientarsi a un nuovo team.”

Il passaggio alla Ferrari ha richiesto a Hamilton di modificare metodologie e strumenti consolidati nel corso della sua lunga esperienza: “Lewis aveva passato 7 anni alla McLaren e poi 12 anni alla Mercedes e questo significa che aveva vissuto 20 anni all’interno del team McLaren-Mercedes. Arrivare alla Ferrari in un ambiente diverso, anche se riesci a portare la macchina allo stesso decimo, devi usare strumenti diversi, diverse metodologie per raggiungere quell’obiettivo e per un pilota essere in controllo di tutto ciò è una sfida.” Vasseur considera quindi quella difficoltà iniziale anche come un proprio errore di valutazione: “Io ho sottostimato questo aspetto, è stato un mio errore, però siamo riusciti anche a reagire molto tranquillamente anche a livello di carattere.”

Le differenze tra Hamilton e Leclerc possono diventare un vantaggio

Il confronto tra Hamilton e Leclerc ha inoltre permesso alla Ferrari di comprendere meglio le differenti esigenze dei due piloti. “Io non credo tanto nello stile di guida, ma è quello che a un pilota piace e di cui ha bisogno per essere veloce e se guardiamo Lewis e Charles sembra che abbiano preferenze piuttosto diverse in termini di guida.”

Per Vasseur, tuttavia, avere due piloti con caratteristiche differenti non rappresenta necessariamente un problema. Al contrario, può offrire alla squadra prospettive diverse: “Le prestazioni possono arrivare anche dalle differenze perché questo può anche aiutare il team ad avere due tipi di preferenze diverse.”

Una situazione che oggi la Ferrari considera maggiormente sotto controllo rispetto al passato: “Ora siamo in controllo di questo perché non è più un grosso problema per noi. Era probabilmente più un problema all’inizio dell’anno scorso quando dovevamo scoprirlo ed eravamo un pochino più sorpresi del fatto che magari non fosse lo stesso bilanciamento, però alla fine penso che si stia rivelando un vantaggio.”

Ferrari e l’esperienza proveniente dagli altri team

Sul fronte della struttura tecnica, Vasseur ha poi aperto alla possibilità di continuare ad acquisire esperienza anche attraverso l’arrivo di tecnici provenienti da altre squadre. “Dobbiamo spendere il nostro tempo cercando di identificare dove migliorare e come migliorare, assumendo nuove persone e via dicendo.” Il punto, secondo il francese, non riguarda la nazionalità dei tecnici, ma la possibilità di importare competenze maturate in altri ambienti: Non è una questione di passaporto, ma di persone che portino l’esperienza di altri team perché il trasferimento di tecnologia credo sia un buon modo per migliorare.”

Una peculiarità della Ferrari è infatti la sua posizione geografica rispetto alla maggior parte delle altre squadre: “Una delle caratteristiche della Ferrari è anche che siamo un po’ isolati mentre ci sono sette team nel Regno Unito. Si può passare ad esempio da Mercedes a Red Bull mantenendo la stessa abitazione e la stessa scuola per i bambini, per noi questo non vale. Abbiamo fatto un passo avanti in questa direzione ma dobbiamo continuare a crescere in ogni ambito.”

Il ricordo più forte: Monza 2024

Infine, Vasseur ha ricordato uno dei momenti più emozionanti vissuti alla guida della Ferrari, tornando alla vittoria di Charles Leclerc a Monza nel 2024, arrivata dopo la pole position conquistata da Carlos Sainz nel 2023.

“Penso che la più grande emozione nella mia vita, a livello emotivo, è stata quando abbiamo fatto la pole position con Carlos e abbiamo vinto a Monza con Charles perché è stato il primo momento nella mia vita in cui ho sentito questa fusione con i fan, con i tifosi.” Un ricordo legato soprattutto alla reazione del pubblico italiano: “Quando Charles ha tagliato il traguardo nel 2024 è stato qualcosa di incredibile. Vedere poi il rettilineo pieno di tifosi fino alle 8 di sera è qualcosa che bisogna vivere anche per una persona con tutta l’esperienza.”

E quella connessione, secondo Vasseur, è qualcosa che si percepisce anche dall’interno del box: “Nel nostro ambiente siamo un pochino distanti dai fan, non è come il calcio perché con il rumore delle vetture, con le radio, si è un po’ sconnesso. Ma persino con il rumore e con le radio questo è qualcosa che percepisci. Credo che quando Carlos ha fatto la pole ho capito il tempo per la reazione dei fan ancora prima che lo vedessi sullo schermo.”

Autore

RIPRODUZIONE VIETATA. I trasgressori saranno perseguibili a norma di legge

Condividi l'articolo

SEGUICI SU
PODCAST