Niente Formula Uno? No grazie. La pausa forzata del calendario di Formula 1, determinata dalla cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, ha aperto una finestra di lavoro preziosa per i team in vista del ritorno in pista a Miami. E allora le squadre stanno sfruttando queste settimane per portare avanti i propri programmi di sviluppo tra test Pirelli, sessioni TPC e Filming Day.
Ferrari in pista con la SF-26
Tra le scuderie più attive c’è la Ferrari. Come anticipato, domani e venerdì la SF-26 sarà impegnata a Fiorano nei test Pirelli dedicati allo sviluppo delle gomme da bagnato. Un’indicazione importante, perché conferma che la Scuderia utilizzerà la monoposto attuale in una fase della stagione in cui ogni chilometro può rivelarsi utile per approfondire la conoscenza della vettura in condizioni particolari.
Guardando ai test, si tratta di prove alle quali le squadre partecipano su base volontaria per supportare Pirelli nella raccolta dati. Un’attività che, almeno formalmente, non comporta vantaggi competitivi diretti sul piano prestazionale, perché il focus resta sullo sviluppo degli pneumatici. Ma è chiaro che, per le squadre, un ritorno indiretto esiste eccome.

Le sessioni di sviluppo gomme rappresentano infatti un tassello fondamentale nella costruzione della finestra operativa degli pneumatici, soprattutto in condizioni critiche come quelle di bagnato intenso o intermedio. Pirelli utilizza questi test per affinare mescole, carcasse e comportamento termico, raccogliendo dati in scenari difficilmente replicabili durante i weekend di gara. Per i team, invece, l’utilità sta soprattutto nella possibilità di accumulare chilometraggio, lavorare sulla correlazione tra simulatore e pista reale e osservare la monoposto in condizioni particolari.
Nel caso specifico della Ferrari, il lavoro sulla pista di proprietà di Fiorano offrirà una possibilità ulteriore: far girare la SF-26 in condizioni di bagnato controllato, uno scenario che fin qui non è stato realmente esplorato durante la stagione. Pur non trattandosi di un vantaggio competitivo immediato, l’acquisizione di dati in queste condizioni potrebbe rivelarsi utile più avanti. In caso di weekend di gara segnati dalla pioggia, una conoscenza più approfondita del comportamento della monoposto su pista umida potrebbe contribuire a ottimizzare assetti, gestione gomme e strategie operative.
Fiorano, Mugello, Monza: il mese chiave della Ferrari
Il test Pirelli di Fiorano non va letto come un episodio isolato, ma come parte di un programma più ampio che la Ferrari sta costruendo per arrivare pronta al ritorno in pista. Il punto centrale è che a Maranello si sta lavorando al grande pacchetto evolutivo previsto per Miami, un insieme di aggiornamenti che dovrebbe incidere in modo importante sulla vettura.
Prima ancora di Fiorano, la Ferrari ha già sfruttato il Mugello per una sessione privata rientrante nella categoria TPC, vale a dire test effettuati con monoposto di stagioni precedenti. In questo caso, la scelta è ricaduta sulla SF-25, la vettura del 2025, resa utilizzabile anche grazie alla maggiore flessibilità regolamentare introdotta con il nuovo ciclo tecnico della Formula 1. In pista non c’erano i due titolari ma i piloti di riserva e sviluppo della Scuderia: Antonio Giovinazzi, Arthur Leclerc e Antonio Fuoco.
Il passaggio chiave arriverà con il filming day da 200 km previsto a Monza, quando la Scuderia comincerà a verificare in pista il pacchetto destinato alla trasferta americana.

Tutto lascia pensare che gli aggiornamenti andranno nella direzione di un miglioramento dell’efficienza aerodinamica, mantenendo però la buona base di deportanza già mostrata dalla SF-26. In questo contesto, uno degli elementi più attesi è la cosiddetta ala reverse “Macarena”, considerata particolarmente importante per ridurre il drag dell’ala attuale nelle zone di allungo e restituire alla monoposto maggiore velocità.
La Ferrari, in sostanza, sta usando aprile per costruire Miami. E il lavoro di Fiorano, per quanto formalmente legato agli pneumatici Pirelli, finisce inevitabilmente per inserirsi dentro questo processo più ampio: raccogliere dati, capire meglio la vettura, rifinire la correlazione tra pista e simulazioni e preparare il terreno al primo vero salto tecnico della stagione.
Il fatto che a Maranello si stia spingendo forte sullo sviluppo non deve comunque sorprendere. La SF-26 ha mostrato una base interessante, ma ha anche evidenziato aree in cui serve un passo avanti, a partire proprio dall’efficienza e dal contenimento del drag. Per questo il lavoro dell’ufficio tecnico è particolarmente intenso, anche sul fronte della riduzione del peso minimo e della deliberazione finale delle nuove componenti.
In questo senso, il lavoro di aprile ha anche un valore simbolico interno: mantenere alta la pressione, accelerare la produzione degli aggiornamenti e dare continuità allo sforzo della fabbrica. Non a caso, dopo l’ultimo weekend di gara in Giappone, il team principal Frédéric Vasseur aveva sottolineato quanto fosse importante mantenere un’elevata concentrazione anche in assenza di attività in pista.
Anche gli altri si muovono: McLaren, Mercedes e Fornaroli

Naturalmente la Ferrari non sarà l’unica a sfruttare la pausa. McLaren e Mercedes saranno infatti impegnate al Nurburgring in altri test organizzati da Pirelli. In questo caso, meteo permettendo, il focus dovrebbe essere sulle gomme da asciutto. Si tratta di una notizia significativa anche dal punto di vista simbolico, perché la due giorni segnerà il ritorno di monoposto di Formula 1 sull’impianto tedesco pur per i soli test dedicati allo sviluppo gomme.
Per McLaren, questa fase comprende anche il lavoro sui propri giovani. In questi giorni il team di Woking ha infatti rimesso in pista Leonardo Fornaroli a Silverstone con la MCL60 del 2023, per il suo secondo test di Formula 1.
Se il debutto di Barcellona aveva rappresentato soprattutto il primo vero contatto con una F1, la giornata di Silverstone ha avuto un significato diverso per il pilota piacentino: non più soltanto prendere confidenza con la vettura, ma iniziare a lavorare su aspetti più raffinati della guida e della comprensione tecnica del mezzo.
Il programma predisposto da McLaren, infatti, è stato costruito come un’evoluzione del precedente test. Fornaroli ha potuto affrontare run più lunghi, lavorare con diversi livelli di carburante e provare setup differenti, alternando inoltre gomme Hard e Soft. Un’attività che gli ha permesso di ampliare ulteriormente il proprio bagaglio di sensazioni al volante e di affinare la lettura del comportamento della vettura in scenari differenti.
A confermarlo è stato lo stesso Leonardo, che ha sottolineato come il lavoro svolto a Silverstone sia stato un passo ulteriore nel suo processo di adattamento alla Formula 1: «Un’altra bella giornata in pista: è stato fantastico tornare sulla MCL60. Silverstone è uno dei miei circuiti preferiti, quindi sono grato a McLaren per l’opportunità di rimettermi al volante di una Formula 1 proprio lì».
Fornaroli ha poi spiegato nel dettaglio in che cosa questo secondo test sia stato differente rispetto al primo: «Essendo il mio secondo test, il programma era più avanzato, quindi ho potuto provare assetti differenti e girare con diversi livelli di carburante, continuando così a sviluppare la mia comprensione della guida di una Formula 1».



