In una stagione ricca di cambiamenti, Audi procede per gradi, senza mettersi fretta ma lavorando con pazienza. Al primo anno in Formula 1 i vertici della scuderia tedesca, nata sulle ceneri dell’ex Sauber, non si aspettavano di certo grandi risultati: nelle prime tre gare disputate, infatti, Bortoleto è stato l’unico ad andare a punti, in Australia e per ben due volte il team non è preso parte alla gara, il brasiliano in Cina e Hulkenberg all’Albert Park. La strada è in salita, ma l’obiettivo dell’Audi è quello di lottare per il campionato entro il 2030. A che punto è il team? Risponde Mattia Binotto, intervistato per F1.com: “Avrei firmato per vedere i progressi ottenuti finora“, afferma dopo Suzuka, “È anche molto facile sbagliare. Alcune squadre sono in difficoltà. Non c’è nulla di fondamentalmente sbagliato nella nostra auto e nel nostro progetto, e questa è la cosa più importante, perché quando si ha un problema di fondo, bisogna intervenire e risolverlo“. Il team principal descrive poi le problematiche derivate dalla nuova power unit e gli aggiornamenti previsti a Miami.

“IL NOSTRO DIVARIO PRESTAZIONALE E’ DOVUTO ALLA POWER UNIT”
Dopo lo shakedown a Barcellona, Audi ha portato in Bahrain un aggiornamento significativo che ha mostrato come il telaio sia uno dei punti di forza del progetto. Tra i punti deboli, invece, il nuovo motore prodotto per la prima volta in casa. “Siamo consapevoli anche che, se guardiamo alle prestazioni complessive e al divario rispetto ai migliori, il maggior margine di miglioramento risiede nella power unit stessa“, spiega Mattia Binotto, “Quindi la maggior parte del nostro divario prestazionale è dovuto alla power unit, il che non sorprende. Ce lo aspettavamo. Sappiamo quanto sia difficile costruire un motore completamente nuovo, quindi non è una cosa che ci ha sorpreso ma nemmeno una cosa che ci delude.”
La nuova concezione di power unit, dove energia termica ed elettrica hanno lo stesso peso, è una tematica che ha messo in difficoltà diverse scuderie, dalle motoriste di vecchia data a quelle nuove e non solo. Al di là della bontà del motore stesso, la difficoltà risiede anche nella capacità di team e piloti di sfruttarlo al meglio. Una nuova sfida per tutti: “Sapevamo che quella sarebbe stata la sfida più grande. Sapevamo che è lì che c’è il maggior margine di miglioramento in termini di prestazioni, perché credo che il divario sia significativo, soprattutto per quanto riguarda la power unit, ma abbiamo in programma di svilupparla.”
Motore ma non solo: anche l’affidabilità e le partenze hanno condizionato le gare corse finora dai due piloti. Sono diverse le aree che necessitano di interventi, come è normale che sia per un nuovo progetto. Per questo motivo, i vertici dell’Audi hanno fissato un obiettivo generale per il 2030, “perché sapevamo quanto tempo ci sarebbe voluto. Ci stiamo concentrando su dove siamo e su ciò che è necessario“, afferma sempre Binotto.
“Non si tratta solo di potenza“, spiega, “Si tratta di efficienza energetica, di impiego dell’energia, ma anche della guidabilità del motore stesso. Quando si parla di guidabilità, si intende anche il cambio, che al momento è piuttosto duro per noi“. Entra poi nel dettaglio: “L’auto è instabile in frenata e in accelerazione a causa della durezza del cambio. Forse la taratura dei rapporti non è corretta. La guidabilità è un aspetto fondamentale, tanto quanto le pure prestazioni. Penso che se si sommano le due cose, tra prestazioni e guidabilità, si possa guadagnare fino a un secondo al giro. Credo che per quanto riguarda la vettura in sé, dal punto di vista del telaio, abbiamo fatto un buon lavoro. La maggior parte del vantaggio deriva dalla power unit. Ce la faremo.”

“LA PAUSA DI APRILE UN’OPPORTUNITA’: A MIAMI CI SARANNO AGGIORNAMENTI”
Archiviate le prime tre gare della stagione, è tempo di una pausa inaspettata per il circus: data la cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita, sono cinque le settimane che separano il Giappone da Miami, prossimo appuntamento. Pausa che le scuderie possono sfruttare a proprio vantaggio: “Penso che sia davvero un’opportunità per noi perché, sin dai test invernali, ci siamo concentrati molto sulla risoluzione di tutti i problemi che avevamo, assicurandoci di essere preparati e di averli risolti per la gara successiva“.
Binotto continua nella spiegazione: “La preparazione per la gara ci ha assorbito moltissimo tempo. Quando si è completamente assorbiti dalla preparazione, non si riesce a sviluppare il proprio potenziale. Quindi, credo che la pausa di aprile, che ovviamente non è una vera pausa, sarà molto importante per noi per riprendere i ritmi, concentrarci sui prossimi sviluppi e assicurarci non solo di risolvere i problemi, ma anche di progredire in modo adeguato.”
La cancellazione dei due Gran Premi ha cambiato i piani di diverse scuderie, che avevano in programma di portare aggiornamenti proprio nei due weekend in Medio Oriente, oltre che a Miami. Non è improbabile, quindi, che vedremo negli Stati Uniti tanti aggiornamenti combinati in un unico pacchetto. “Ho sentito che molte squadre porteranno pacchetti di miglioramento delle prestazioni“, afferma Binotto. “Penso che sarà lo stesso anche per noi nella galleria del vento. Credo che il ritmo di sviluppo di questi nuovi regolamenti sia ancora molto elevato. Quindi sì, certamente porteremo un pacchetto, che sarà significativo rispetto a quello che abbiamo usato in passato. È una competizione relativa: non so quanto saremo più forti noi rispetto agli altri, ma sono soddisfatto di ciò che abbiamo fatto e sviluppato. Sono fiducioso che, con i pacchetti che stiamo portando avanti, potremo almeno continuare a lottare per la posizione che abbiamo raggiunto oggi.”



