Tra poco, al partire della Sprint Race, Pierre Gasly scatterà dalla pit lane dopo la deludente Qualifica Sprint di ieri. I tecnici Alpine ne approfittano per mettere mano al setup della monoposto e sfruttare i giri della Sprint Race per imparare nuove cose sulla monoposto, soprattutto in vista di Qualifica e gara principale. Ieri il francese era però molto deluso dal risultato, anche visto il buon tempo di Franco Colapinto che è riuscito ad agguantare la SQ2 e terminare 13°. Sul finale della prima frazione delle Qualifiche, Pierre Gasly ha preso bandiera a scacchi, vanificando il suo ultimo tentativo, ma il problema principalmente è stato non aver massimizzato il potenziale nel giro prima. A fregare il francese però, non è stato un errore, bensì la complessità di queste nuove Power Unit.
Gasly frustrato dall’harvesting delle Power Unit, Norris ritiene i giri di lancio troppo complessi
Riassumendo un po’ la situazione denunciata a più riprese dai piloti: oramai il giro di preparazione è divenuto ancor più importante del giro di qualifica stesso. In parte avveniva anche lo scorso anno per un tema di preparazione delle gomme, adesso le complessità sono aumentate. I piloti non possono nemmeno più focalizzarsi sulla preparazione del giro perfetto poiché, oltre a dover in qualche modo portare a temperatura gli pneumatici, devono gestire l’energia elettrica a disposizione. Questi due temi sono in parte collegati tra loro poiché per scaldare le gomme servirebbe spingere nel giro di lancio in alcuni tratti di pista, ma questo è controproducente per la batteria. Dunque non puoi spingere troppo altrimenti consumi l’energia per il giro buono, ma spingendo poco è più complesso portare in temperature le gomme.

Nella giornata di ieri questo fattore è costato molto caro a Pierre Gasly, ma non solo. Nell’ultimo tentativo di SQ1, preoccupati dalla bandiera a scacchi, dopo il periodo di pausa causato dalla bandiera rossa, molti dei piloti tornati in pista hanno dovuto spingere nel giro di lancio e questo gli ha impedito una preparazione ottimale. Non è un caso che nell’ultimo tentativo praticamente quasi nessuno di quelli tornati in pista si sia poi effettivamente migliorato. Il rammarico del pilota Alpine tutto riconducibile alla gestione che è stata fatta nel giro di lancio “abbiamo perso più di 1 secondo solo in rettilineo perché ho iniziato il giro con il 40% della batteria”. ha spiegato a Canal+. Subito dopo il termine della SQ1 è stato evidente la sua frustrazione, via radio, dove si è lamentato di “questo fastidioso harvesting”, edulcorando il suo concetto a caldo.
Prendendo anche come esempio il giro completato da Gasly, seppur dopo aver preso bandiera a scacchi (lui ha continuato a spingere), nel tentativo di avere ancora un tentativo, il suo giro di lancio è stato circa 6-7 secondi più veloce di quello di Hamilton e Russell, che lo hanno completato, nel run precedente, in una condizione ottimale. Questo è costato a Gasly perdite in rettilineo non indifferenti che avrebbero reso inutile il giro, anche fosse stato valido. Il tutto è frutto della natura di queste nuove Power Unit, temi che ovviamente non erano caldi negli anni passati “Chiaramente, queste sono cose che non accadevano prima con le vetture che avevamo”

A ‘denunciare’ questa situazione è stato anche Lando Norris nel post Qualifica, sottolineando una situazione che sta diventando per i piloti sempre più complessa ed insostenibile. “Se vai troppo piano o se vai troppo veloce, sei comunque penalizzato. E’ difficile. Durante il giro passiamo il tempo a controllare chi c’è intorno a noi, le bandiere ma dobbiamo anche guardare sempre il display per assicurarci di essere nel delta giusto. Se andiamo troppo veloci, abbiamo problemi con l’energia, rischi una brutta uscita dalla curva e così ti si scarica la batteria. Al contrario, se vai troppo piano, la batteria non si ricarica e i problemi aumentano. Se ci sono le bandiere blu devi rallentare, ma poi quando acceleri consumi di nuovo la batteria.”
La situazione insomma sta diventando un grattacapo infinito – non a caso ci sono discussioni per modifiche importanti già nel 2027, anche se la situazione è meno facile e tranquilla del previsto – che i piloti devono affrontare in pista, mentre vorrebbe solamente poter spingere come si faceva fino a pochi mesi fa. “Non dovrebbero chiederci questo tipo di cose. Per fare un giro perfetto ora devi essere piuttosto bravo anche in questo.”



