Piastri clamorosamente ritirato prima del via e Norris alle prese con una vettura tutt’altro che gentile con le gomme. Il mondo si è ribaltato in casa McLaren, che esce da sconfitta dopo il GP d’Australia 2026, con una MCL40 attardata anche nel passo rispetto ai rivali. Una doccia fredda per il team chiamato a difendere il doppio titolo piloti-costruttori, obbligato a risollevare la china già in Cina: “Ci sarà del duro lavoro da fare, abbiamo perso parecchio terreno rispetto ai rivali”. 
La quinta posizione raccolta da Lando Norris è il miglior risultato di giornata per la McLaren, con l’inglese abile nell’arginare la rimonta dell’arrembante Verstappen. “È un risultato decente, penso che abbiamo massimizzato quello che il pacchetto ci offriva quest’oggi”. Ma il campione del mondo non nasconde una certa amarezza: “il divario con chi ci precede è importante, chiaramente c’è parecchio lavoro da fare, ma ce lo aspettavamo. Essere riusciti a tenerci Max alle spalle, anche se aveva molto più passo, è stato positivo. La strategia è stata quella corretta”.
Dopo essersi schierato a favore dei nuovi regolamenti nel corso dei test invernali, il parere di Norris sulle vetture 2026 è poi radicalmente cambiato. “C’è decisamente troppo caos. Prima o poi succederà un brutto incidente. Non è una bella posizione in cui essere ma, per il momento, non c’è molto che possiamo fare”. Più in generale, secondo l’inglese siamo di fronte ad un “quadro molto artificiale, dove vieni superato da cinque macchine e non puoi fare nulla. Non fa davvero per me”. E, in effetti, il delta velocistico tra le monoposto nelle diverse fasi di gara è netto: “A seconda del momento in cui si trovano le altre macchine, ci sono differenze di oltre 50 km/h. Se qualcuno dovesse colpire una vettura a quella velocità finirebbe molto male”.
Piastri: “Mio errore dovuto ad erogazione anomala del motore sul cordolo. Mi prendo la responsabilità”

Decisamente più amaro il bilancio di Oscar Piastri, costretto a rinunciare alla sua corsa di casa dopo un clamoroso incidente mentre si schierava in griglia. “Sono semplicemente deluso. Un episodio del genere non dovrebbe capitare. Sono sorpreso”. Analizzando l’incidente, l’australiano ha spiegato di essersi ritrovato “in testacoda ancor prima di aver avuto il tempo per reagire. È successo tutto in modo così veloce. Ma in ogni caso finire a muro prima ancora di aver iniziato la corsa non dovrebbe succedere”.
All’origine dell’errore ci sono più fattori: “Sicuramente c’è grande responsabilità da parte mia – ammette con onestà Piastri – poi le gomme erano fredde. A sorprendermi però sono stati quasi 100 kW di potenza in più che non mi aspettavo affatto. La parte difficile da accettare è che tutto stava funzionando normalmente. È semplicemente una conseguenza di come i motori devono funzionare con queste regole. In un certo senso sarebbe quasi più facile se dicessimo solo che avevo gomme fredde ed ero troppo ottimista. Ma quando aggiungi un altro fattore come quello, diventa ancora più doloroso”.
McLaren in Australia, Stella: “Difficile ignorare cinquanta secondi di distacco”
A tracciare un bilancio sul primo weekend McLaren della stagione ci ha poi pensato il team principal Andrea Stella: “È stato di fondamentale importanza riuscire a portare a termine la corsa, anche se con una sola monoposto. Per quanto riguarda l’episodio di Oscar, si è verificata una criticità nel momento in cui è transitato sul cordolo: la nostra unità motrice ha reagito con un’erogazione di potenza piuttosto imprevista, e questo ha innescato il testacoda fatale. Concludere il Gran Premio resta un obiettivo centrato, ma non possiamo ignorare il fatto di aver tagliato il traguardo con un ritardo di cinquanta secondi rispetto ai vincitori”.
E allora l’ex Ferrari non si nasconde: “Esiste una chiara carenza di performance che siamo chiamati a colmare, specialmente nel modo in cui gestiamo l’energia del motore. Osservando i dati della Mercedes, appare evidente come loro stiano operando con un’efficacia superiore alla nostra. Dobbiamo inoltre recuperare terreno nelle curve, poiché non disponiamo ancora di un carico aerodinamico sufficiente. Un altro aspetto critico è legato alle gomme dure, che oggi hanno mostrato un graining più marcato rispetto alle medie. Direi che è una nostra tendenza storica quella di soffrire di questo fenomeno sull’asse anteriore in misura maggiore rispetto ai rivali, e il trend sembra purtroppo confermato”.



