Austin, il freddo cambia le qualifiche: Antonelli vola, Ferrari perde la finestra. La telemetria racconta cosa è successo

Ott 25, 2026

Cristiano Sponton

Antonelli conquista la pole davanti alle Red Bull, mentre Leclerc scivola dal primo tempo in Q2 alla quarta posizione. Il calo della temperatura spiega una parte della storia, ma il confronto con Hamilton e l’analisi dei giri mostrano un quadro più articolato. E per la gara Leclerc e Verstappen hanno puntato su una Soft in più, contro la Medium nuova conservata dagli avversari.

La Ferrari aveva dato l’impressione di poter lottare per la pole position fino all’ultimo. Leclerc era stato il più veloce nelle due sessioni del venerdì e aveva chiuso davanti a tutti anche il Q2. Hamilton, dopo un venerdì complicato, aveva portato la SF-26 in cima alla classifica delle FP3. Poi il quadro è cambiato. Non per un crollo improvviso di prestazione, ma per pochi decimi che ad Austin sono bastati a spostare le due Ferrari in seconda e terza fila.

Kimi Antonelli ha fermato il cronometro sull’1’34″035, precedendo Verstappen di 179 millesimi e Hadjar di 215. Leclerc si è fermato a 232 millesimi, Hamilton a 276. Quattro piloti in meno di tre decimi.

Il Q3 non è stato un miglioramento per tutti

Il dato da cui partire non è il distacco dalla pole, ma il confronto tra i migliori tempi di Q2 e Q3. Leclerc è passato da 1’34″198 a 1’34″267: 69 millesimi più lento. Russell ha perso 171 millesimi, mentre Norris, guardando soltanto i tempi validi, ha peggiorato di 510. Ma Norris aveva realizzato un 1’34″379, cancellato per track limits: sarebbe stato un miglioramento.

Nello stesso intervallo Antonelli ha guadagnato 243 millesimi, Verstappen 257, Hadjar addirittura 637. Hamilton ha migliorato di 522 millesimi, Piastri di appena 15. La pista non è diventata più lenta per tutti, neppure nella stessa squadra.

Per Leclerc il rimpianto è immediato. Ripetendo l’1’34″198 del Q2, si sarebbe qualificato secondo, davanti a Verstappen per appena 16 millesimi. La Ferrari aveva dunque il tempo per stare in prima fila. Non è riuscita a riprodurlo quando contava di più.

Leclerc sente cambiare la gomma, Hamilton no: due racconti da mettere insieme

Leclerc ha descritto una difficoltà comparsa già durante il giro di uscita dai box. Con il calo di qualche grado della temperatura dell’asfalto tra Q2 e Q3, portare le Soft nella giusta finestra è diventato più complicato. Il monegasco ha anche segnalato via radio un eccesso di carico all’anteriore: un indizio di come il bilanciamento percepito possa cambiare senza una modifica meccanica alla vettura.

Hamilton offre però un racconto diverso. Dopo il lavoro notturno, la Ferrari era diventata competitiva nelle FP3 e aveva mantenuto quella risposta in Q1 e Q2. In Q3, sostiene, la Ferrari non si è «ribaltata»: il bilanciamento era ancora buono e il suo giro gli è sembrato riuscito. Sono stati gli altri a compiere un passo in avanti.

Poi ha indicato un limite che considera ormai ricorrente: «Penso che perdiamo qualche decimo sui rettilinei, come al solito».

Non è necessariamente una contraddizione. Leclerc parla soprattutto di preparazione e risposta della gomma nel proprio ultimo tentativo. Hamilton descrive una vettura rimasta guidabile, ma non abbastanza veloce per seguire la progressione dei rivali. I loro tempi lo confermano: uno peggiora rispetto al Q2, l’altro migliora di oltre mezzo secondo. Il problema, quindi, non può essere spiegato con una singola causa valida per entrambe le Ferrari.

La telemetria: Red Bull nel veloce, Ferrari efficace in curva ma penalizzata sui rettilinei

Nell’analisi dei giri del Q3, ottenuta attraverso la classificazione geometrica delle curve e il confronto delle tracce telemetriche, emerge anzitutto la forza di Verstappen nei tratti veloci. Sulle otto porzioni di circuito classificate come curve ad alta velocità, per circa 1,8 km complessivi, la Red Bull costruisce un vantaggio cumulato di circa 180 millesimi su Leclerc e 234 su Antonelli.

La Ferrari mostra invece buoni riscontri nella parte guidata, soprattutto nelle curve lente. In quelle sezioni Leclerc riesce a recuperare terreno su Antonelli; la perdita più consistente nella compare nei rettilinei.

La SF-26 conserva qualità nelle curve, ma non trasforma quel potenziale in un giro più rapido. Antonelli, al contrario, trova il compromesso più efficace nell’arco dei 5,5 chilometri.

La pole di Antonelli e il segnale delle due Red Bull

La pole non si spiega soltanto con i limiti Ferrari. Antonelli ha saputo costruire un 1’34″035 nel momento più importante, aumentando la prestazione rispetto al Q2 mentre Russell, con l’altra Mercedes, faceva il percorso inverso. Anche a Brackley, dunque, la finestra non è stata identica per i due piloti.

Red Bull porta entrambe le vetture nelle prime tre posizioni. Verstappen manca la pole di 179 millesimi, Hadjar gli arriva a soli 36. La prestazione nelle curve veloci e la capacità di migliorare nella sessione decisiva fanno della RB22 una rivale concreta, non soltanto sul giro secco. Il passo gara sarà un altro esame.

Domenica, la differenza sarà anche nei treni rimasti

Leclerc ha richiamato l’attenzione su un dettaglio strategico che potrebbe pesare più della posizione di partenza. Il monegasco e Verstappen hanno conservato un treno di Soft in più; Hamilton e gli altri principali rivali hanno invece privilegiato una Medium nuova aggiuntiva. Non è quindi corretto parlare di una strategia unica Ferrari: i due piloti di Maranello avranno a disposizione opzioni differenti.

Ad Austin Pirelli ha portato C2 Hard, C3 Medium e C4 Soft. Il venerdì Leclerc e Verstappen hanno completato long run sulla Soft usata con medie praticamente sovrapponibili, mentre Antonelli ha lavorato sulla Medium.

La Soft supplementare può dare a Leclerc e Verstappen maggiore libertà se il degrado resterà controllabile e la gara premierà un primo stint aggressivo, oppure se una neutralizzazione offrirà l’occasione di montare la mescola più rapida. La Medium nuova può invece diventare preziosa quando conta allungare lo stint senza forzare le temperature e preservare flessibilità su una sosta. La risposta dipenderà dalla tenuta della C4 con il pieno.

Il primo bivio arriverà già alla partenza, sul lungo allungo verso la curva 1. Leclerc, quarto, dovrà cercare spazio senza consumare troppo presto quelle gomme sulle quali ha costruito buona parte della competitività del venerdì.

Austin lascia dunque due indicazioni. La prima è che pochi gradi, su queste vetture e con queste gomme, possono cambiare la gerarchia del giro secco.

Sabato Antonelli ha sfruttato meglio di tutti la finestra disponibile. Domenica Leclerc e Verstappen scommetteranno anche su una Soft in più per provare a ribaltare il risultato.

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