A Monte Carlo, l’Aston Martin è stata protagonista di un altro weekend negativo. Fernando Alonso ha visto sfumare i primi, meritatissimi, punti stagionali a causa di un problema al motore che lo ha costretto a parcheggiare la sua AMR25 a metà gara, mentre Lance Stroll ha compromesso il suo fine settimana ricevendo una retrocessione di 4 posizioni sulla griglia di partenza, 3 per un impeding ai danni di Pierre Gasly in qualifica e una per l’incidente con Charles Leclerc durante le FP1. Il 2025 della scuderia di Lawrence Stroll appare sempre più come una lunga via Crucis in attesa del 2026 e, proprio guardando alla prossima stagione, ha raccolto molte attenzioni la presenza di Adrian Newey nel Principato.
Newey: “Ho discusso sulle idee per la AMR25, proponendone alcune”
Il geniale progettista inglese ha iniziato a lavorare con l’Aston Martin lo scorso mese di marzo e quella monegasca è stata la sua prima presenza a un gran premio dell’attuale stagione: “È la prima volta che vedo queste auto – ha dichiarato in un’intervista al sito ufficiale della F1 – “E in realtà non ho nemmeno passato molto tempo a studiarne le fotografie. Quindi, per me, è interessante vedere cosa hanno combinato tutti durante l’inverno nelle prime gare e vedere come i team hanno cambiato le loro auto rispetto all’anno scorso“.

Come ribadito più volte, Newey non sta intervenendo sull’attuale monoposto, anche se non è del tutto estraneo alle mosse del team riguardo la AMR25: “Mi sono concentrato molto sulla vettura del 2026 ma, c’è un piccolo gruppo che sta lavorando alla vettura del 2025 e lo farà ancora per qualche mese. Avremo un aggiornamento più o meno intorno a Silverstone. Ho appena fatto due chiacchiere a pranzo per capire cosa stanno facendo, discutendo idee, proponendone alcune e vedremo dove arriveremo“.
Newey: “Aston Martin ha bisogno di stabilizzarsi e sistemare la struttura organizzativa”
Le dichiarazioni più interessanti rilasciate da Newey riguardano però la sfida del 2026 quando, complice l’introduzione del nuovo regolamento tecnico, l’Aston Martin punta a fare un deciso balzo in avanti, diventando una seria candidata per i titoli iridati. Il progettista ha ammesso di aver notato delle criticità in questi primi mesi di lavoro: “È giusto dire che alcuni dei nostri strumenti hanno delle debolezze. In particolare, il simulatore ha bisogno di molto lavoro perché al momento non è affatto correlato, mentre è uno strumento di ricerca fondamentale“.

Queste difficoltà non hanno sorpreso Newey, soprattutto ripensando alla storia recente del team di Silverstone: “Penso che l’Aston Martin si sia trasformata da quando era un piccolo team, e si chiamava Jordan, Force India e infine Racing Point, dalle prestazioni elevate. È cresciuta enormemente in un lasso di tempo molto breve fino a diventare quello che è ora. E ora abbiamo davvero bisogno di stabilizzarci e di sistemare un po’ meglio la struttura organizzativa, capire come lavorare tutti insieme nel modo più efficace possibile e sviluppare gli strumenti di simulazione, perché questo è uno dei settori in cui direi che siamo piuttosto deboli“.
Date queste premesse, Newey ritiene che il salto di qualità atteso da Stroll per il suo team non possa essere una cosa immediata: “Purtroppo no, ma è una sfida molto piacevole. Penso di essere molto fortunato a iniziare con Andy Cowell, che conosco da moltissimi anni, così possiamo dividerci le responsabilità ed entrambi continuare a svolgere i rispettivi compiti. Definire un piano per arrivare dove serve, in realtà, è probabilmente un progetto di due anni“.
La risposta di Cowell: “Tutti hanno problemi di correlazione”
Le considerazioni di Newey hanno ovviamente avuto grande eco, tanto che il team principal Cowell ha dovuto fare delle precisazioni per circoscrivere le criticità evidenziate dal connazionale: “Ogni volta che si crea una nuova attrezzatura, ci vuole un po’ di tempo per metterla in funzione e poi capire quanto il simulatore o la galleria del vento siano correlati con la realtà. Quindi è necessario apportare degli aggiornamenti, portare il tutto in pista, vedere come si integra. Questa è la correlazione e anche i team più esperti hanno problemi di correlazione. Lo si sente in tutta la pit lane. La cosa grandiosa di Adrian è che arriva e dice cosa è fantastico, stabilisce un livello ottimo e quindi dobbiamo elevarlo. È qualcosa su cui stavamo già lavorando, ma Adrian ci aiuta semplicemente a perfezionare la lista dei lavori“.

Cowell ha anche minimizzato la tempistica di due anni indicata da Newey: “Adrian ha trascorso gli ultimi due mesi con noi concentrandosi solo sull’architettura della vettura del 2026. Non riesco a pensare a nessuno migliore di lui nel settore per leggere un regolamento, analizzare gli aspetti più complessi e posizionare tutti i componenti chiave nella posizione corretta. Quindi siamo molto fortunati in questo. Sappiamo anche che abbiamo bisogno di tutti gli strumenti di simulazione per perfezionare il tutto e definire l’obiettivo generale. Ma sarà un lavoro continuo. Non credo che diremo mai che il nostro set di strumenti è perfetto. Ci saranno sempre aree su cui dovremo lavorare. Adrian ha detto che ci vorranno un paio d’anni, ma penso che per noi sarà solo un lavoro continuo, alla ricerca e al miglioramento costante di ogni singolo set di strumenti“.



