Il weekend di Suzuka ha rappresentato a suo modo un momento di passaggio fondamentale per il progetto Aston Martin-Honda. Per la prima volta nella stagione 2026, infatti, la AMR26 è riuscita a vedere la bandiera a scacchi di un Gran Premio grazie a Fernando Alonso che ha concluso la gara in 18ª posizione. Nonostante il risultato finale parli di un distacco di un giro dai leader e di un piazzamento alle spalle della Cadillac di Sergio Perez, il completamento della distanza di gara rappresenta il primo vero mattone su cui costruire la rincorsa del team di Silverstone e del colosso nipponico.
Alonso: “Completare la gara è un primo passo, ma dobbiamo migliorare in molti ambiti”
Per Alonso, divenuto papà alla vigilia del weekend di Suzuka, il semplice atto di tagliare il traguardo sul circuito di proprietà della Honda ha assunto un significato che va ben oltre la pura classifica. Lo spagnolo ha sottolineato come l’affidabilità fosse la priorità assoluta per iniziare a mappare il comportamento della vettura sulla lunga distanza: “Portare a termine la gara qui a Suzuka oggi dimostra un chiaro progresso per il team, e questo è un aspetto molto positivo da cui ripartire dal weekend. Anche se non avevamo il passo giusto, è stato comunque piacevole accumulare chilometri preziosi e gareggiare con Lance”.
Alonso ha poi confermato che questa “prima volta” sotto la bandiera a scacchi è un passaggio obbligato, in un quadro generale che rimane ancora molto deficitario: “Aver completato la distanza di gara ci ha fornito informazioni e dati utili da analizzare e su cui lavorare per migliorare. Il passo non c’era in nessuna sessione del weekend, e non c’era nemmeno in gara. Quindi dobbiamo migliorare in molti ambiti”. Un aspetto non secondario del Gran Premio di Alonso ha riguardato la sua tenuta fisica, messa a dura prova in Cina dalle vibrazioni eccessive della monoposto. Lo spagnolo ha registrato segnali incoraggianti sotto questo punto di vista: “È andata meglio. C’è ancora margine, ma è andata bene e mi ha permesso di completare la gara”.

Dall’altra parte del box, la domenica di Lance Stroll si è interrotta al 30° giro a causa di un problema tecnico, proprio mentre il canadese stava vivendo una fase di gara divertente in lotta con il compagno di squadra. Stroll ha commentato con rammarico la sua uscita di scena: “Mi stavo divertendo in gara, anche se non eravamo competitivi e lottavamo per le ultime posizioni. Suzuka è sempre una pista divertente, quindi è un peccato non essere riusciti ad arrivare alla fine. Dobbiamo ancora indagare, ma sembra essere stato un problema di pressione dell’acqua sul motore termico“.
L’onore di Honda: il sollievo di Watanabe e la ricerca dei cavalli mancanti
In casa Honda, la gara di casa non è mai un evento come gli altri; l’onore del marchio era in gioco davanti ai massimi dirigenti e il traguardo raggiunto da Alonso ha portato una ventata di sollievo. Koji Watanabe, presidente di Honda Racing (HRC), ha confessato candidamente la tensione vissuta nel box: “Non ho mai desiderato così tanto finire una gara. Sono sollevato, a dire il vero”.

Anche l’ingegnere capo Shintaro Orihara aveva assicurato prima del weekend che Honda avrebbe dato tutto per vedere la bandiera a scacchi. Dal punto di vista tecnico, Orihara ha delineato una strategia di sviluppo aggressiva ma realistica: “Abbiamo completato la distanza di gara, il che rappresenta un buon passo avanti in termini di affidabilità. Abbiamo anche lavorato intensamente per migliorare l’affidabilità della batteria. Nel frattempo, nello stabilimento di Sakura, stiamo lavorando intensamente anche per migliorare le prestazioni del motore, per valutare e ottimizzare la gestione dell’energia”.
Tuttavia, il divario dai motoristi di vertice resta imponente. Secondo alcune stime circolanti nel paddock riportate dalla testata spagnola Marca, la Power Unit Honda soffrirebbe di un deficit di circa 100 kW (136 CV) nelle fasi di recupero energetico. Orihara ha ammesso che sbloccare potenza dal motore a combustione interna (ICE) non sarà semplice: “Dobbiamo concentrarci sul miglioramento della gestione energetica, perché l’ICE sta già operando vicino al suo limite“. L’ingegnere giapponese ha chiarito che il focus principale sarà ora la gestione energetica e l’affinamento dei dati al banco prova, sfruttando le prossime quattro settimane che precedono la trasferta di Miami.
Non solo il motore: per Mike Krack rimane “una montagna da scalare”
Il Chief Trackside Officer di Aston Martin, Mike Krack, ha analizzato il risultato con realismo, ricordando che il percorso verso la competitività attesa da parte del team di Silverstone è ancora lunghissimo: “L’atmosfera nel team non è di festa, questo è chiaro. Qui le vetture erano pronte per correre e il nostro modesto obiettivo era quello di completare la gara con entrambe le auto. Ci siamo riusciti con una; è un piccolo passo in una lista di molti, moltissimi passi da compiere“. Il responsabile lussemburghese ha poi rivolto un appello alla compattezza dell’ambiente: “Come team, non possiamo autodistruggerci. Siamo in una situazione difficile e dobbiamo concentrarci sugli aspetti positivi degli ultimi tre mesi – ha dichiarato alla testata spagnola AS – Da gennaio non avevamo fatto molti giri, ma ora abbiamo concluso una gara. Dovrebbe essere la norma in F1; non è qualcosa da festeggiare, ma dobbiamo riconoscere che questa è la nostra situazione, dobbiamo accettarla e lavorare per uscirne. Un plauso a tutti in pista, a Sakura e a Silverstone“.

Krack ha ammesso che tutto il team sa che resta ancora un lavoro enorme da fare: “Ci rendiamo conto che dobbiamo fare passi da gigante. Non sono piccoli passi, come quelli che abbiamo fatto per l’affidabilità. Useremo questa pausa per fare il primo passo, ma abbiamo una montagna da scalare”. Le carenze della AMR26 non sono legate esclusivamente ai cavalli mancanti della Honda, ma riguardano aree fondamentali di competenza Aston Martin. Krack ha ammesso: “Non siamo bravi alle alte velocità e non abbiamo ancora raggiunto il peso minimo. Ci sono aspetti su cui dobbiamo lavorare sodo per progredire”.



