Aston Martin arriva a Zandvoort con l’obiettivo di continuare i progressi visti con il grosso pacchetto di Budapest, a cui saranno aggiunti qui ulteriori novità, non solo aerodinamiche. Le novità principali in Olanda riguardano infatti la Honda che introduce la nuova specifica di power unit dopo il test effettuato in Ungheria, dopo il Gran Premio, prima della pausa estiva. Un percorso di sviluppo che guarda non soltanto alla stagione in corso, ma anche al progetto 2027-2028.
Aggiornamenti: piccoli passi avanti dopo l’Ungheria
Dopo il corposo pacchetto introdotto in Ungheria, Aston Martin porta a Zandvoort ulteriori modifiche, frutto delle informazioni raccolte durante il precedente appuntamento. Mike Krack ha spiegato che si tratta di interventi mirati, senza aspettarsi un salto prestazionale come quello di Budapest. “Ci sono un paio di modifiche. Dal punto di vista aerodinamico, le dichiareremo domani, sul fondo e sull’ala anteriore. Tutto deriva dagli dati raccolti a Budapest. Penso che porteranno un piccolo passo avanti.”
La priorità del weekend, tuttavia, sarà soprattutto legata alla nuova power unit Honda. Per questo motivo il lavoro aerodinamico dovrà essere gestito con maggiore cautela, considerando anche il rischio legato alle condizioni meteorologiche.

Ala anteriore Aston Martin, Budapest – Credit: Tomasz Mroz
“Non possiamo fare grandi test aerodinamici domani, perché l’attenzione è concentrata sul mettere a punto il motore. Abbiamo una sola sessione e non dobbiamo dimenticare il rischio legato al meteo. Dobbiamo essere il più possibile di supporto per far funzionare tutto correttamente e introdurre le nostre nuove componenti.” Ha detto Mike Krack. Anche Shintaro Orihara, responsabile Honda presente in pista, vede negli aggiornamenti un’occasione per recuperare parte del terreno perso dalla squadra. Senza aspettarsi soluzioni miracolose, il giapponese sottolinea quanto anche pochi millesimi possano diventare importanti nella lotta a centro gruppo.
“Non posso dire quanto del distacco riusciremo a ridurre con questo aggiornamento. Come ho detto, in Formula 1 dobbiamo essere realistici: non possiamo portare un aggiornamento magico. Crediamo però di poter fare un buon passo avanti. Abbiamo ancora del distacco da recuperare, ma in Ungheria Aston Martin ha portato grandi aggiornamenti e siamo tornati a essere più vicini al gruppo. Ogni 15 millisecondi o 100 millisecondi sono molto importanti per migliorare la nostra posizione e credo che i nostri aggiornamenti possano portare questo tipo di miglioramento sui tempi sul giro.”
La nuova Power Unit ha debuttato nel test di Ungheria in preparazione a Zandvoort
Il vero elemento centrale del weekend di Zandvoort sarà però la nuova specifica della power unit Honda. Il costruttore giapponese ha sfruttato il test successivo al Gran Premio d’Ungheria per effettuare le prime verifiche sul nuovo motore installato sulla vettura Aston Martin. “Il programma di lavoro era limitato, ma possiamo sempre trovare qualcosa dalle prove in pista. È stata la prima volta che abbiamo introdotto la nuova specifica del motore sul telaio e abbiamo confermato che la potenza funziona come previsto sul nuovo telaio. Questo è un punto positivo.”

Il test ha inoltre permesso a Honda di raccogliere dati importanti sulla guidabilità. Alcune differenze nelle caratteristiche della combustione hanno richiesto un ulteriore lavoro di ottimizzazione, poi trasferito al banco prova in vista dell’appuntamento olandese. “Abbiamo trovato anche dati interessanti in termini di guidabilità. Abbiamo portato questi dati al banco prova e ottimizzato le nostre impostazioni per Zandvoort. È stato un buon progresso per noi. Un altro aspetto positivo è che abbiamo completato tutto il programma di apprendimento senza problemi.”
La nuova unità non comporterà penalità in griglia. Honda ha inoltre lavorato sulla componente affidabilistica prima di portare il motore in pista. “Non abbiamo alcuna penalità. Abbiamo riscontrato una differenza significativa nelle caratteristiche della combustione e questo ha avuto un effetto anche sulla guidabilità. Dobbiamo quindi ottimizzare la guidabilità con questo motore.” L’obiettivo principale resta il miglioramento della prestazione pura, in particolare attraverso l’evoluzione delle caratteristiche di combustione. “Il nostro punto debole, credo, sia la potenza del motore. Per questo ci stiamo concentrando sul miglioramento delle prestazioni della power unit, soprattutto sulle caratteristiche della combustione.”
Orihara ha invece confermato che al momento non emergono particolari preoccupazioni riguardo il ritorno di vibrazioni: “Al momento non abbiamo alcuna preoccupazione legata alle vibrazioni e siamo fiduciosi sotto questo aspetto.”
Zandvoort come banco di prova
L’appuntamento olandese rappresenterà quindi un passaggio importante per capire quanto il nuovo motore possa funzionare in condizioni reali. Honda non ha modificato la parte relativa alla batteria o all’MGU-K, ma il miglioramento della performance del motore termico potrebbe avere conseguenze anche sulla gestione dell’energia. “Non abbiamo cambiato nulla sul lato batteria o MGU-K. Tuttavia, il miglioramento delle prestazioni del motore aiuta anche l’erogazione. Controlleremo quindi come funziona la nostra gestione dell’energia con il nuovo motore e verificheremo anche l’affidabilità.”

Il lavoro di calibrazione dell’energia continuerà direttamente durante le sessioni, con Honda pronta a intervenire sui parametri in base ai dati raccolti dalla pista. La priorità sarà capire se la direzione intrapresa è quella corretta, sia sul piano delle prestazioni sia su quello della durata. “È molto importante vedere come funziona questa power unit a Zandvoort, non solo dal punto di vista delle prestazioni ma anche dell’affidabilità. Questo ci darà fiducia sul fatto che la nostra direzione sia corretta.”
Il progetto, infatti, non si limita al 2026. Honda sta già lavorando sulle generazioni successive della propria power unit. “Abbiamo un piano di sviluppo per migliorare le nostre prestazioni in futuro, per il 2027 e il 2028. Non stiamo dicendo che diventeremo subito dei protagonisti nel 2027, ma porteremo alcuni grandi passi avanti. Stiamo cercando di fare un grande passo per il 2027 e questo evento fa parte del nostro modello di sviluppo.”
La nuova specifica rappresenta quindi anche un tassello del percorso che porterà alle prossime stagioni: “Non possiamo dire quale sarà il nostro obiettivo per il 2027 o il 2028, ma il nostro obiettivo è completare questi passaggi uno dopo l’altro.”
Orihara ha inoltre spiegato che questa sarà la principale evoluzione della power unit Honda prevista per il 2026, lasciando tuttavia aperta la possibilità di interventi minori: “Questo è il nostro unico grande aggiornamento per quest’anno. Se troveremo guadagni per migliorare le prestazioni attraverso una piccola modifica, potrà essere presa in considerazione.”
Aston Martin e Fernando Alonso: attesa per la decisione
Sul fronte piloti, Mike Krack ha infine fatto il punto sulla situazione di Fernando Alonso. Il futuro dello spagnolo rimane ancora da definire, con il team che continua però a manifestare la volontà di proseguire il rapporto. “Fernando ha sempre detto che avrebbe preso una decisione intorno all’estate e penso che vedremo una decisione nelle prossime settimane. Stiamo aspettando la sua decisione e poi vedremo.” La posizione di Aston Martin resta chiara: continuare con Alonso è la priorità, pur lasciando al due volte campione del mondo il tempo necessario per valutare il proprio futuro.

“Abbiamo sempre detto che l’obiettivo è continuare con Fernando e, come ho detto, siamo abbastanza fiduciosi che raggiungeremo un buon risultato. D’altra parte, dobbiamo rispettare Fernando e lasciargli prendere la decisione, quindi dobbiamo aspettare.” Nel frattempo, Krack invita a valutare il percorso della squadra su un arco temporale più ampio. Dopo un avvio di stagione complicato, Aston Martin ha registrato progressi sul fronte dell’affidabilità, della guidabilità e delle prestazioni.
“Se ci si allontana un po’ e si guarda da dove siamo partiti, Bahrain, Melbourne, Shanghai, era tutto molto, molto difficile. Abbiamo visto molti progressi in termini di affidabilità, guidabilità e prestazioni. Dobbiamo procedere passo dopo passo, continuare a migliorare da qui alla fine della stagione e mantenere questa direzione positiva.”
Il quadro competitivo, tuttavia, resta variabile: “Ci saranno anche delle battute d’arresto. Ci saranno eventi in cui faremo molta più fatica rispetto ad altri, per le caratteristiche del circuito e anche per la concorrenza. Gli altri porteranno aggiornamenti qua e là, quindi potremo avere un calo o un picco. Nel complesso, però, la cosa più importante è vedere progressi durante la stagione.”
L’obiettivo di Aston Martin non è quindi necessariamente quello di imporsi stabilmente nel midfield, ma di costruire occasioni in cui poter essere competitiva. “Ci saranno circuiti in cui saremo abbastanza a posto, come è successo a Budapest, dove la prestazione in gara è stata piuttosto forte. Ma ci saranno anche gare in cui soffriremo di più. Se prendiamo una media, non saremo davanti a tutto il midfield, ma sicuramente ci saranno occasioni in cui non saremo lontani.”



