Antonelli vince ancora ma rimane il nodo partenze per Mercedes, Wolff: “Inaccettabile”

Mag 9, 2026

Jacopo Moretti

Kimi Antonelli centra il tris. Pole e vittoria anche a Miami, dopo Cina e Giappone, e venti punti di vantaggio in classifica sul compagno Russell. I numeri parlano chiaro: il diciannovenne bolognese è il pilota del momento. Eppure in casa Mercedes permane la sensazione che manchi qualcosa. Tre risultati vicini alla perfezione, vero, dietro ai quali però si nasconde una problematica che fin dall’Australia attanaglia il team guidato da Toto Wolff: le partenze.

Mercedes, un copione che si ripete

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Già, perché anche al Miami International Autodrome la terza pole consecutiva di Antonelli si è trasformata in uno svantaggio alla prima curva. Leclerc e Verstappen hanno bruciato Kimi allo spegnimento dei semafori, con il bolognese che, nel tentativo di recuperare dopo il brutto start, è persino finito lungo alla prima curva. Non una novità: in ogni gran premio del 2026, la Mercedes ha perso la testa della corsa alla prima curva partendo dalla pole. Un primato negativo che Toto Wolff ha definito senza mezzi termini «inaccettabile».

Certo, a Brackley sanno di poterselo permettere, per ora, grazie al passo gara superiore e a un campionato che ha visto il gruppo sempre particolarmente compatto nelle prime fasi di gara. Ma lo svantaggio va ridotto. Man mano che i rivali introducono sviluppi e i sorpassi diventano più difficili, recuperare posizioni perse alla partenza sarà sempre meno scontato. Ed è per questo che Wolff ha alzato la voce: «I distacchi non sono abbastanza grandi da permetterci di gestire la situazione. Non possiamo sbagliare le partenze ogni volta».

Partenze Mercedes: cause diverse, stesso epilogo

A rendere il problema ancora più frustrante è il fatto che ogni volta le ragioni dietro alle cattive partenze siano state diverse. In Australia, né Russell né Antonelli avevano scaldato correttamente gli pneumatici nel giro di ricognizione, avendo raggiunto i limiti di ricarica della batteria. In Cina, Antonelli era partito con il pacco batterie scarico per una gestione sbagliata nel giro di formazione, ammettendo poi di essersi anche distratto nel cercare di difendersi dalle Ferrari. In Giappone, l’eccessiva foga di Kimi nel rilascio della frizione aveva generato troppo pattinamento, mentre Russell era stato penalizzato da un problema tecnico.

A Miami, invece, il problema è stato diverso e di natura più operativa. Il team ha fornito ad Antonelli un target di frizione basato su una stima del grip rivelatasi troppo ottimistica: l’aderenza reale era inferiore alle previsioni, e il risultato è stato ancora pattinamento. A complicare le cose si è aggiunta la circostanza che tutte le prove di partenza svolte dal bolognese fossero sul lato pulito della pista, mentre la prima casella si trovava sul lato sporco del tracciato. Per di più Kimi non ha nemmeno potuto prendere confidenza con lo stacco frizione al termine delle libere, concluse in anticipo per una problematica di natura tecnica.

Ma Wolff non cerca alibi: “La verità è che non stiamo facendo un buon lavoro, non stiamo dando ai piloti una macchina in grado di partire bene. Che si tratti di frizione o stime di grip, siamo gli unici che non riescono a sistemarlo. Dobbiamo fare di più“.

Il nodo MGU-H e la consapevolezza di Antonelli: “Devo migliorare”

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Dietro alle difficoltà della Mercedes c’è anche una componente strutturale legata alle nuove regole. L’eliminazione del MGU-H dalle power unit ha infatti reso la gestione del turbocompressore in partenza molto più complessa per tutti. Ma, al contempo, non tutti hanno sofferto allo stesso modo. La Ferrari sembra aver trovato una buona soluzione grazie ad un turbo più compatto, in grado di garantire uno spunto quasi ottimale quasi in ogni condizione. La McLaren, dopo la pausa di aprile, ha recuperato terreno in modo significativo anche per quanto riguarda lo start.

Mercedes, che a differenza dei diretti rivali non ha portato sostanziali sviluppi in Florida, è dunque chiamata ad una doppia sfida in Canada: non solo validare la bontà del nuovo pacchetto che verrà introdotto a Montreal, ma anche verificare se la squadra avrà finalmente trovato la quadra con le partenze. “A volte gli aggiornamenti non si traducono subito in prestazione – frena Wolff – ma starà a noi riuscire a dimostrare l’efficacia del nuovo pacchetto in pista“.

Anche il diretto interessato non si è nascosto dietro i risultati. «Un po’ meglio rispetto alle volte precedenti, ma non è ancora accettabile», ha spiegato Kimi dopo il successo di domenica. Il bolognese ci ha poi aggiunto una certa dose di autocritica: “anche io non sono costante, specie nel rilascio della frizione. Non ho ancora trovato la giusta confidenza e sono incerto. Si tratta sicuramente di un punto dove dovrò migliorare“.

Parole che raccontano un pilota consapevole dei propri margini di crescita, nonostante i tre successi di fila. E la stessa lucidità la si ritrova anche quando parla del campionato: “Questo è solo l’inizio. La strada è ancora lunga”. Wolff gli fa eco, invitando l’intero ambiente a non lasciarsi travolgere dall’entusiasmo: “La cosa più importante è non montarsi la testa. Kimi ha un compagno di squadra agguerrito che non era soddisfatto di questo weekend. Meglio tenere i piedi per terra“. Il Mondiale è ancora lungo, gli avversari stanno sviluppando, e in casa Mercedes c’è ancora qualcosa di importante da sistemare. Vincere nascondendo un problema non è una strategia sostenibile. E Brackley lo sa.

 

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