La rimonta di Verstappen dal rientro dalle vacanza ha distolto l’attenzione da quella che, al momento, rimane la principale battaglia per il Mondiale: alla vigilia del GP ad Austin, Norris arriva con 22 punti in meno di Piastri ma il trend da inizio estate premia l’inglese specialmente nel confronto in gara. In particolare, dal problema tecnico di Zandvoort, Norris ha recuperato 12 punti in tre gare su Piastri, ma il calo di competitività non ha permesso di andare oltre: Norris non vince da metà estate a Budapest e con la MCL39 di nuovo in lotta per la vittoria i punti recuperati potranno essere molti di più. La tappa americana segna un importante passo anche nella stagione di Verstappen, che dovrà recuperare 63 punti a Piastri e affidarsi ad alcuni colpi di scena a suo favore. In Texas torna il formato Sprint, che finora ha visto tre vincitori diversi nelle prime occasioni, mentre alla domenica ha sempre vinto McLaren. Il ritorno a un circuito ‘vero’ dovrebbe aiutare la causa papaya insieme alle temperature alte attese nel corso del weekend americano: sono attese massime tra i 30 e 35°C. Per Mercedes un buon risultato ad Austin significherebbe aver ritrovato la competitività a 360° dopo un periodo nero tra Imola e Monza; Ferrari è ancora aggrappata al secondo posto in classifica (-27) ma serve trovare qualcosa in più nelle ultime sei gare.
GP Austin: Piastri e Norris vicinissimi in qualifica, la sospensione di Montreal ha aiutato l’inglese
Gli errori pesanti di Lando Norris a inizio campionato – per la precisione quattro nelle prime cinque e cinque nelle prime dieci gare – hanno consentito a Oscar Piastri di aprire l’estate con un vantaggio di 22 punti grazie a cinque vittorie e otto podi dopo il GP del Canada. L’errore del numero 81 nella gara inaugurale è stato alleviato da quelli del compagno di box a Sakhir, Jeddah e Montreal. È stato proprio quest’ultima una delle tappe più importanti del calendario per ciò che è successo in pista, ma soprattutto fuori: a mesi di distanza possiamo certificare che la nuova sospensione anteriore, introdotta dalla squadra di Andrea Stella con l’obiettivo di garantire una migliore sensibilità dell’anteriore a Norris, ha dato i risultati sperati e ha migliorato il feeling tra pilota e monoposto negli ultimi mesi. Lo certificano non solo il confronto diretto con il rivale per il Mondiale, ma soprattutto la ridotta presenza di errori nelle fasi cruciali del sabato: due qualifiche ‘negative’ (Montreal e Baku) negli ultimi nove appuntamenti non raggiungono standard da top in griglia, ma si tratta di un passo in avanti importante che ha consentito a Norris di rimanere aggrappato al Mondiale nonostante il pesante zero di Zandvoort. Adesso all’inglese manca una vittoria, e qui è spesso andato in difficoltà nell’esecuzione degli ultimi dettagli: specialmente se McLaren sarà la prima forza, sarà fondamentale riuscire a battere Piastri.

Nelle ultime sette qualifiche, per sei volte i papaya sono stati divisi da meno di un decimo: al terzo anno, Piastri è riuscito a ridurre al minimo le difficoltà su determinate tipologie di tracciati e fare pronostici è impossibile perché è l’esecuzione a fare la differenza. Questo ha tolto importanza al sabato rispetto alla prima parte di stagione, quando chi era davanti dopo le qualifiche quasi sicuramente finiva davanti al compagno in gara. È qui che Norris sta facendo valere la sua maggiore esperienza e qualche picco in positivo in più, un fattore che è sempre stato dalla sua parte rispetto alla maggiore costanza del compagno – messo alla prova da una grande quantità di pressione sulle spalle. L’inglese si è stabilizzato dal punto di vista delle prestazioni pure e dal Canada il vantaggio sul compagno si aggira intorno al mezzo decimo, in qualifica così come in gara. L’ultimo step dovrà farlo al venerdì: nelle Sprint Shootout, dove Piastri lo ha battuto 3/3 quest’anno, e in un campionato così tirato sarà cruciale ogni singolo punto. Nel GP di Austin tornerà il formato Sprint, protagonista anche in Brasile e Qatar da qui alla fine dell’anno: è importante ricordare che McLaren ha vinto solo in una delle prime tre occasioni tra Shanghai, Miami e Spa nonostante le tre vittorie nella gara principale.
Il weekend del GP d’America segnerà una tappa fondamentale nel cammino di Verstappen e Red Bull: il precedente trittico di gare ha rimesso in carreggiata il campione del mondo in carica, ma la prossima gara in Texas darà una sentenza importante perché recuperare 63 punti in sei tappe richiede grandi colpi di scena oltre che una superiorità in pista. Le ultime due tappe hanno giocato a favore di Milton Keynes grazie a una natura stop&go che non premia interamente le caratteristiche positive della MCL39; ad Austin si torna su un tracciato “vero” e più completo, che richiederà una coperta più lunga per essere competitivi nei diversi tratti di pista. Il confronto con Monza da prova di una maggiore presenza di tratti a media e bassa velocità nel circuito delle Americhe, insieme a una velocità di punta 20 km/h inferiore rispetto al Tempio della Velocità: questi fattori sono tutti a favore della monoposto di Woking, e non sarà da sottovalutare l’impatto delle alte temperature previste nel weekend. Quest’ultimo fattore sarà oggetto di attenzione da parte di Mercedes, molto sensibile ai picchi di temperatura in particolare quando si innalza lo stress laterale, molto presente nel GP d’America. Sulla carta W16 è SF-25 saranno più vicine questo weekend; in Ferrari si crede che una parte della perdita di competitività nelle ultime gare resta nell’esecuzione del weekend, qualcosa che a Baku e Singapore non è stata perfetta.

GP Austin: Pirelli prova a mischiare le carte con il salto di mescola, C1-C3-C4 sono a disposizione
Come a Spa-Francorchamps, la gamma di pneumatici scelti per il GP ad Austin è caratterizzata da un salto di mescola per provare a mescolare le carte in vista della gara: la strategia a una sosta sarà la più gettonata, vista la perdita di 21/22 secondi con il pit stop, perciò la domanda riguarda la scelta degli pneumatici. C3 e C4 difficilmente riusciranno a gestire l’intera durata del Gran Premio e, con il formato Sprint a ridurre i dati a disposizione, probabilmente le squadre eviteranno l’utilizzo della soft anche per via delle temperature elevate. Nella Sprint Race, l’anno scorso la mescola C3 aveva svolto un buon lavoro nonostante un degrado non trascurabile nell’ultimo terzo di gara: con tutta probabilità anche qui sarà evitata la C4. Come già evidenziato, le forze sugli pneumatici sono bilanciate tra i due assi, ma predominano le sollecitazioni laterali rispetto a quelle longitudinali per via della presenza di molte curve ad alta velocità e di rapidi cambi di direzione, in particolare nel primo settore. La varietà delle curve richiede assetti versatili capaci di approfittare delle velocità di punta, pur garantendo stabilità nelle sezioni più guidate e un buon bilanciamento meccanico nell’ultimo settore dove è fondamentale la gestione degli pneumatici anche nel giro di qualifica. Il degrado è solitamente di natura termica, ed è influenzato anche dalle temperature ambientali elevate in questo periodo dell’anno.



