Alonso sui problemi al cambio di Aston Martin “Avere scalate casuali a Monaco non sarebbe ideale”

Giu 4, 2026

Paolo D’Alessandro, Mattia De filippi

Fernando Alonso arriva a Monaco con la consapevolezza che questa gara è unica e potrebbe regalare sorprese, ma anche con un approccio molto realistico vista la posizione e le condizioni in cui si trova al momento Aston Martin. Un inizio assolutamente negativo che difficilmente potrà essere risolto solo con l’unicità del tracciato cittadino di Montecarlo. C’è però curiosità, e speranza, nello spagnolo di confermare alcuni progressi fatti da Aston Martin sotto diversi aspetti, sperando anche di aver risolto dei problemi che sarebbero molto fastidiosi a Monaco.

In Canada il tema principale è stato il sedile dell’AMR22 che ha causato diverso problemi a Fernando Alonso, che ha accusato anche dolori a causa di questo problema. Lo spagnolo ha spiegato che il team è intervenuto rapidamente per risolvere la situazione legata alla posizione di guida. Nei giorni successivi al Gran Premio del Canada sono stati effettuati diversi incontri e lavoro in fabbrica per cercare di risolvere questo problema. “Abbiamo lavorato la scorsa settimana, abbiamo provato diverse posizioni di guida e martedì sono passato per lavorarci direttamente. Abbiamo valutato quattro configurazioni differenti e alla fine siamo tornati alla posizione utilizzata nel 2025, niente più esperimenti. Ora siamo tornati a una base che conosciamo bene e sono molto tranquillo e ottimista sul fatto che il problema visto in Canada sia stato risolto”.

Secondo Alonso non si è trattato di una modifica radicale, ma di dettagli minimi che, però, in Formula 1 possono fare una differenza enorme. “Parliamo di uno o due millimetri di differenza nell’angolo del sedile o in alcuni punti di pressione nella zona del bacino. Sono dettagli che possono comprimere dei nervi e farti perdere sensibilità. A guardare i sedili degli ultimi anni sembrano praticamente identici, ma dopo 20 o 30 giri inizi a percepire le differenze“.

Lo spagnolo ha anche indicato come la mancanza di chilometri accumulati nei test pre-stagionali ha influito su questi problemi, rispondendo ad alcune domande dei vari giornalisti presenti al circuito, tra cui AutoRacer “Il long run più lungo in Bahrain è stato di otto giri. Sotto certi aspetti siamo ancora in una fase di preparazione. Se in Canada fossimo stati in lotta per i punti probabilmente avrei continuato a guidare”.

Alonso ha confermato come queste problematica siano legate anche all’approccio tecnico voluto da Adrian Newey, che spinge Aston Martin a esplorare continuamente nuove soluzioni, anche a costo di affrontare qualche difficoltà nell’immediato. Adrian vuole sempre trovare il limite e, una volta trovato, fare mezzo passo indietro. È il suo modo di lavorare. Non riguarda soltanto un’area della macchina, ma diversi aspetti del progetto. Sappiamo che tornando a soluzioni più tradizionali potremmo forse trovare prestazione immediata, ma preferiamo mantenere questa filosofia perché crediamo che possa sbloccare molto più potenziale nel prossimo futuro“.

Newey (Aston Martin)

Guardando al fine settimana monegasco, Alonso mantiene un approccio estremamente realistico. “Se guardiamo alle prime gare della stagione direi che non ci sono molte possibilità di andare a punti. I primi dieci posti sembrano occupati stabilmente dai cinque top team e quando uno di loro manca l’appuntamento c’è sempre qualcun altro che emerge, come Haas in Cina o Racing Bulls in altre occasioni. Entrare nei primi dieci è molto difficile. Noi inoltre non siamo 13imo o 14imi, ma siamo 20-21imi normalmente”.

Nonostante ciò, Monaco rappresenta una pista particolare, dove il valore del pilota e alcune caratteristiche del circuito possono aiutare a ridurre le differenze. Preferisco correre qui che a Montreal. Noi, come team, dobbiamo mettere insieme tutto. Se avessimo ancora i problemi di scalata marcia visti a Miami, qui finiremmo contro il muro alla prima frenata. Se avessimo i problemi di affidabilità di inizio stagione, non cambierebbe nulla essere a Monaco. Per questo abbiamo lavorato tantissimo nelle ultime due settimane”. Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente il team riguarda infatti il cambio, che continua a rappresentare un punto critico della vettura. “Stiamo soffrendo con il cambio da Miami. Monaco non è il posto giusto per avere una scalata casuale o un bloccaggio del posteriore. A volte inserisci una marcia e il motore reagisce in modo inatteso. È qualcosa che dobbiamo assolutamente sistemare e Monaco ci dirà se siamo sulla strada giusta”.

Per quanto riguarda il nuovo regolamento e la gestione energetica delle monoposto 2026, Alonso non si aspetta rivoluzioni particolari nel Principato. Non credo che vedremo molti sorpassi, forse uno o due in tutta la gara. Monaco resta Monaco e la qualifica sarà ancora la parte più importante del weekend. La posizione finale sarà determinata soprattutto al sabato. Anche dal punto di vista dell’energia non penso cambierà molto. Qui siamo sempre stati ricchi di energia e negli ultimi anni avevamo già un deployment quasi completo per tutto il giro”.

Il focus resta quindi sulla qualifica, dove la fiducia del pilota e la capacità di adattarsi rapidamente all’evoluzione della pista saranno decisive. “Se sei in Q3 hai una buona possibilità di fare punti. Domani dovremo lavorare con metodo, costruire fiducia e sbloccare prestazione dalla macchina. La pista cambia continuamente durante il weekend e quando arriva il momento della qualifica bisogna anche improvvisare un po’. Non sai mai esattamente quale sarà il grip, quale sarà la temperatura delle gomme e con 22 vetture il traffico sarà un fattore importante. Però sulle cose che possiamo controllare mi aspetto il miglior livello della squadra visto quest’anno”.

 

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