Alonso non si illude dopo il nono posto di Zandvoort: “A Monza nessuna possibilità di andare a punti”

Ago 28, 2026

Luca Manacorda

Tra i protagonisti del GP Olanda c’è senza dubbio Fernando Alonso, in grado di entrare in zona punti per la seconda volta in questa difficile stagione dell’Aston Martin. A differenza del decimo posto di Monte Carlo, però, a Zandvoort lo spagnolo ha chiuso in nona posizione senza usufruire di penalizzazioni o ritiri altrui, ma lottando con i team di centro classifica e sopperendo alle lacune di prestazione con un incredibile primo stint su gomma morbida. Il weekend ha dato indicazioni positive sui benefici portati dal grande pacchetto di aggiornamento della AMR26 che aveva debuttato a Budapest, ma il due volte iridato ha sottolineato come ci sia ancora molto da fare per quanto riguarda la Power Unit Honda.

Strategia e progresso del telaio AMR26

I due punti conquistati sul tracciato olandese rappresentano un’iniezione di fiducia dopo una prima metà di stagione estremamente complessa e sono frutto di una gestione intelligente delle gomme che ha permesso di compensare i deficit di velocità di punta, chiudendo con un solo pit stop effettuato dopo la prima ripartenza: “È fantastico finire in zona punti qui a Zandvoort. Non me lo aspettavo, quindi va dato merito alla squadra per aver massimizzato tutto ciò che avevamo a disposizione ha dichiarato Alonso.

Fondamentale per il risultato finale è stato lo stint iniziale su gomma Soft, allungato fino a ben 34 giri per ovviare alle difficoltà di sorpasso in pista: “È stato un fine settimana difficile anche per via della guidabilità del motore. All’inizio della gara è stato complicato contro piloti come Ocon e Albon, che hanno vetture spettacolari in rettilineo e sono rimasto bloccato dietro per molti giri. Alla fine Ocon si è fermato, io e Albon abbiamo proseguito per altri otto o dieci giri, poi Albon è rientrato e io ho potuto spingere per altre sei o sette tornate. Abbiamo cercato di fare una sosta in meno.

Nonostante il risultato positivo, Alonso mantiene i piedi per terra riguardo alla costanza di rendimento nelle prossime uscite, promuovendo però gli aggiornamenti portati sulla vettura: “I punti non saranno una possibilità reale a partire da ora in poi in automatico. Credo che qui abbiamo portato più pezzi, abbiamo migliorato la macchina e il telaio, ed è un altro passo avanti in questo senso. In gara, quando le gomme si consumano e non dipendi più solo dall’aderenza del pneumatico, si vede la vera qualità delle macchine e l’Aston Martin li spicca un po’. Quindi siamo contenti della direzione presa con il telaio”.

Le criticità della Power Unit Honda e il lavoro verso le prossime gare

Il punto critico del pacchetto tecnico risiede nella Power Unit fornita da Honda, che ha mostrato delle lacune sul fronte della guidabilità e del cambio: Con il motore bisogna aspettare di più. Non credo che questo fine settimana abbia dato il risultato che ci aspettavamo. Non abbiamo quella guidabilità, quel cambio marcia, tutto quello che avevamo migliorato con la prima versione della Power Unit. Siamo tornati un po’ alla casella di partenza con questo secondo motore, quindi abbiamo due o tre gare davanti a noi per ottimizzarlo”.

La panoramica sulle prossime tappe evidenzia weekend sulla carta molto differenti, a partire dalla gara di casa della Ferrari a Monza: “Nel resto dell’anno ci saranno circuiti in cui andremo meglio e altri peggio. Monza sarà uno dei peggiori e non ci sarà alcuna possibilità di andare a punti, ma cercheremo di migliorare questo aspetto della guidabilità. Se fossimo arrivati qui con questo pacchetto e avessimo visto di non andare bene in curva, sarebbe stato preoccupante. Avendo ora una direzione chiara, si tratta solo di ottimizzare e lavorare a fondo su questo pacchetto. Tutti nel team sono molto motivati adesso. Questo risultato serve anche a far sì che entrambe le fabbriche domani alle otto siano pronte a timbrare l’ingresso, perché tutti vogliono di più”.

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