Red Bull alla ricerca di una finestra migliore per la RB22. Penalità per Verstappen e Lawson per il contatto in FP2.

Ott 31, 2026

Jacopo Moretti

Non è stato un venerdì particolarmente tranquillo per Max Verstappen sul circuito di Città del Messico. Il quattro volte campione del mondo ha infatti dovuto fare i conti con una Red Bull non ancora nella finestra di funzionamento ideale e con un episodio decisamente acceso insieme a Liam Lawson, culminato in un contatto durante la seconda sessione di prove libere. Un duello tutt’altro che necessario, come riconosciuto dagli stessi protagonisti, che ha finito per compromettere il lavoro di entrambi e attirare l’attenzione dei commissari FIA.

L’episodio si è verificato nei primi minuti della FP2, all’ingresso del settore dello stadio. Verstappen, impegnato in un giro di preparazione ma costretto a spingere per alcuni problemi riscontrati in precedenza, ha tentato il sorpasso all’interno di curva 12 sulla Racing Bulls del neozelandese, che stava completando un giro di raffreddamento in vista di un nuovo tentativo. Lawson ha mantenuto la propria posizione, con i due che si sono ritrovati affiancati anche nelle curve successive. La manovra è proseguita fino a curva 14, dove le monoposto sono entrate in contatto.

Red Bull

Ad avere la peggio è stata soprattutto la Red Bull di Verstappen, che ha riportato la rottura di una del bargeboard sul lato sinistro, con alcuni detriti finiti in pista e la conseguente esposizione della bandiera rossa. Un danno non trascurabile, considerando la funzione aerodinamica di questi elementi, che ha costretto l’olandese a proseguire la sessione con una vettura non più nelle condizioni ottimali.

Il giudizio di Max sull’accaduto è stato piuttosto netto. «Ero in un giro di lancio veloce perché avevo qualche piccolo problema, quindi stavo spingendo parecchio. Lui andava davvero piano, così mi sono detto: “Ok, andiamo”. Ma non appena mi ha visto arrivare, ha iniziato ad accelerare anche lui. Sinceramente non so cosa gli sia passato per la testa in quel tornantino, dove ha cercato di mandarmi fuori pista», ha raccontato il quattro volte iridato, senza risparmiare una frecciata al rivale: «Per me non è un comportamento molto intelligente, soprattutto nella sua posizione, mettersi a litigare con me».

Un riferimento tutt’altro che casuale alla situazione contrattuale di Lawson, il cui futuro in Racing Bulls per il 2027 non è ancora stato definito. Verstappen ha poi ribadito il concetto anche ai microfoni di Sky Sports: «Alla fine non cambierà il mio weekend, ma se fossi al suo posto mi comporterei in maniera un po’ più intelligente. Quando stai lottando per il tuo sedile, non è un comportamento molto intelligente».

Verstappen e Lawson penalizzati

La vicenda non si è chiusa con le dichiarazioni nel paddock. Entrambi i piloti sono stati convocati dai commissari, che hanno deciso di intervenire con una penalità di una posizione sulla griglia di partenza del Gran Premio di domenica e un punto di penalità sulla Superlicenza per ciascuno.

Nella motivazione, la FIA ha giudicato inaccettabile il comportamento di entrambi i piloti, soprattutto alla luce dell’avvertimento già rivolto alle squadre durante la riunione dei team manager nella giornata di venerdì. Verstappen e Lawson hanno riconosciuto che le rispettive manovre fossero state «goffe» e non necessarie. Proprio la volontà dei commissari di inasprire il metro di giudizio rispetto a episodi analoghi verificatisi in precedenza ha portato alla sanzione in griglia, anziché a un semplice richiamo.

Una decisione che finisce per penalizzare entrambe le squadre, al termine di un episodio che il team principal di Racing Bulls, Alan Permane, ha definito sostanzialmente inutile. Secondo il britannico, le particolari condizioni del circuito messicano e la necessità di mantenere le gomme nella corretta finestra di utilizzo, soprattutto nell’ultimo settore, hanno contribuito a creare la situazione. «Se dovessi descriverlo con una parola, direi semplicemente non necessario».

Red Bull, Mekies: «Dobbiamo mettere le vetture in una finestra migliore»

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Sul fronte delle prestazioni, il venerdì di Verstappen ha restituito indicazioni ancora parziali. Il contatto con Lawson ha inevitabilmente condizionato il lavoro del campione olandese, che ha chiuso la FP2 in quinta posizione, a 311 millesimi dal miglior tempo di Charles Leclerc. ì

«Ci siamo ritrovati con la paratia, o come la volete chiamare, completamente spezzata. Ovviamente perdere un elemento del genere significa perdere carico aerodinamico», ha spiegato Verstappen. «Il passo non è stato male, ma ci sono ancora diverse cose che voglio migliorare. Ho avuto a disposizione una sola sessione pulita e penso che per nessuno sia fantastico guidare in queste condizioni di aderenza. Devo solo trovare un po’ più di ritmo nella nostra macchina per fare quel piccolo salto in avanti».

Anche il team principal Red Bull Laurent Mekies ha confermato le difficoltà incontrate dalla squadra, sottolineando come il contatto abbia inevitabilmente complicato il programma di lavoro: «Max ha avuto una sessione non lineare, ovviamente per via del contatto con Liam. La macchina ha riportato diversi danni ed è un peccato, perché abbiamo dovuto continuare in quelle condizioni. L’obiettivo è mettere entrambe le vetture in una finestra di funzionamento migliore per domani».

Il team principal francese ha inoltre definito l’episodio «molto, molto inutile», ricordando come nessuno dei due piloti fosse impegnato in un giro veloce. La priorità, adesso, sarà recuperare il tempo perso e sistemare le monoposto in vista delle qualifiche.

 

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