McLaren, Norris e il 2026 sottotono: “Non è un fallimento, sapevamo che avremmo pagato un prezzo”

Ott 30, 2026

Luca Manacorda

Alla vigilia del Gran Premio del Messico, in casa McLaren è tempo di bilanci e analisi. Dopo un 2025 culminato con la conquista del titolo mondiale, il campionato 2026 ha riservato alla scuderia di Woking sfide ben più complesse, complice la rivoluzione regolamentare e uno sviluppo iniziato con comprensibile ritardo dopo essersi concentrati fino all’ultimo sulla sfida iridata contro la Red Bull di Max Verstappen. Sia Lando Norris sia Oscar Piastri hanno fatto il punto sulle difficoltà riscontrate con la monoposto attuale, respingendo l’etichetta di stagione fallimentare e spiegando come il lavoro odierno sia del tutto proiettato verso il riscatto nel 2027.

Il bilancio del 2026: tra il prezzo del titolo 2025 e un’auto imprevedibile

Lando Norris ha risposto con fermezza a chi definisce deludente la stagione in corso della McLaren, ricordando il prezzo da pagare sul piano dello sviluppo per aver lottato fino all’ultimo nel 2025 per la conquista dei campionati: “Non considero affatto quest’anno come un fallimento. Penso che sia una mentalità del tutto errata da avere, soprattutto se si considera quanto abbiamo dovuto lavorare l’anno scorso per vincere il mondiale. Sapevamo che avremmo pagato un prezzo, specialmente di fronte al cambio regolamentare più grande di sempre nella storia della F1. Quando vorresti poter mollare tutto e dedicare più tempo al nuovo progetto, noi non potevamo farlo perché avevamo un titolo Piloti e uno Costruttori da vincere. Sono più che felice del sacrificio che abbiamo fatto per l’anno scorso“.

Il britannico ha poi rimarcato le ulteriori complicazioni nell’essere un team cliente Mercedes e l’impatto degli sviluppi portati dai rivali nella seconda metà di stagione, dopo l’illusione delle due vittorie consecutive a cavallo della sosta estiva: “Iniziare la stagione non nel migliore dei modi rende la prima gara molto dura. Da team cliente Mercedes, questo ha reso le cose ancora più difficili: anche se avessimo avuto la stessa macchina, ci avrebbero battuto per l’integrazione del pacchetto. Ciò che fa un po’ male è l’essersi allontanati dalla vetta dopo le due vittorie stagionali, più che altro perché gli altri team hanno portato aggiornamenti importanti e sono migliorati meglio di noi negli ultimi mesi. Ma per come eravamo partiti, vincere delle gare è stato un grande traguardo e ciò che abbiamo imparato sulla vettura attuale sarà fondamentale per la prossima stagione“.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche Oscar Piastri, focalizzandosi sulle criticità tecniche e sulla finestra d’utilizzo estremamente ridotta della vettura: “Devo guidare in modo molto diverso rispetto al passato ed è stata una sfida notevole. La macchina è sensibile a molti fattori, non solo agli avvallamenti: la finestra di funzionamento è molto stretta e specifica, quindi quando subentrano elementi esterni come vento o sconnessioni, la sfida diventa ancora più grande. Credo sia una combinazione di fattori: il minor carico aerodinamico non aiuta, e così anche le gomme. In generale, le gare quest’anno hanno richiesto uno stile di guida più aggressivo, quasi da qualifica, e trovare il giusto limite è davvero complicato“.

Obiettivo finale di stagione e sguardo al 2027

Nonostante le criticità, entrambi i piloti mantengono alta la concentrazione per il finale di campionato, cercando risposte utili da trasferire sulla monoposto del prossimo anno per tornare a lottare stabilmente per il vertice. Piastri ha sottolineato l’importanza di difendere la posizione nel mondiale Costruttori e di sfruttare ogni sessione come laboratorio per il futuro: “Ovviamente vogliamo cercare di rimanere davanti alla Red Bull nel Campionato Costruttori, ma oltre a questo l’obiettivo principale è imparare il più possibile per il prossimo anno. Un podio o una vittoria prima della fine della stagione sarebbero fantastici, ma per me la cosa più importante è comprendere i problemi riscontrati quest’anno. Non stiamo lottando esattamente dove vorremmo, ma sono fiducioso che l’anno prossimo potremo tornare a giocarci entrambi i campionati. Voglio arrivare al 2027 con quante più risposte e strumenti possibili nel mio arsenale“.

Un’analisi condivisa pienamente da Norris, convinto che le basi poste durante questa complessa annata di transizione si riveleranno decisive: “Ottenere successi quest’anno con la concorrenza che abbiamo e partendo dalla situazione dello scorso anno rendeva quasi impossibile sognare di difendere il titolo. È dura da accettare, ma è la realtà. Considero comunque un successo alcuni dei risultati ottenuti e la comprensione che abbiamo raggiunto su questa vettura in vista della prossima stagione. Rispetto alla mancanza di preparazione con cui avevamo iniziato l’anno, penso che alla fine abbiamo fatto un ottimo lavoro“.

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