McLaren ritrova Piastri a Baku, Norris in difficoltà: “Perdiamo troppo in rettilineo da Mercedes”

Set 26, 2026

Jacopo Moretti

La McLaren salute le qualifiche del GP d’Azerbaijan con sentimenti contrastanti. Da una parte c’è il buon terzo posto di Oscar Piastri, arrivato a un solo millesimo dalla prima fila dopo un inizio di weekend tutt’altro che in discesa. Dall’altra la quinta posizione di Lando Norris, condizionata da un errore in curva 3 nell’ultimo tentativo di Q3 e da una velocità sul dritto che continua a rappresentare un limite evidente per la MCL40.

Il quadro tracciato da Andrea Stella al termine della sessione è quindi quello di una vettura che ha confermato parte del proprio potenziale, ma che a Baku si è trovata a correre in una delle condizioni meno favorevoli alle sue caratteristiche. Le nuove pance e il fondo completamente riprogettato hanno dato riscontri positivi, ma non hanno modificato il punto debole principale del pacchetto: l’efficienza aerodinamica sui lunghi rettilinei. “Gli aggiornamenti hanno funzionato bene. Si notavano parecchio visivamente, perché includevano la forma delle pance e un nuovo fondo. In termini di impatto puro sulla prestazione l’incremento è stato un po’ inferiore a quello degli aggiornamenti portati in Ungheria, ma siamo felici dei dati misurati e del rendimento”.

Il Team Principal McLaren ha poi sottolineato come Baku fosse una pista particolarmente delicata per la MCL40: poca percorrenza nelle curve medio-veloci e lunghissimi rettilinei mettono infatti in evidenza proprio gli aspetti sui quali la monoposto di Woking è meno competitiva. “Sapevamo che Baku sarebbe stata difficile per noi: una ragione riguarda la velocità in rettilineo, che non è il nostro forte, l’altra è la mancanza di curve a media e alta velocità. Lavoriamo in una finestra in cui la vettura non esprime le sue qualità migliori, e gli aggiornamenti aggiungono carico ma non cambiano questo aspetto fondamentale”, ha ammesso Stella.

McLaren: “Mercedes usa il motore meglio di noi, perdiamo troppo nel dritto”

McLaren Baku

Il confronto con la Mercedes di George Russell, autore della pole position, ha confermato la differenza in termini di velocità massima. Un deficit che lo stesso Stella non ha nascosto, ipotizzando che la Mercedes possa riuscire a sfruttare meglio il potenziale della stessa Power Unit grazie all’efficienza complessiva del pacchetto.

“I dati confermano che perdevamo tempo nei rettilinei rispetto alla Mercedes. A parità di Power Unit, il loro pacchetto complessivo – telaio, rapporti e la gestione stessa della PU – sembra più efficace nel generare velocità massima, forse grazie a una minore resistenza aerodinamica”.

Un problema che sulla monoposto di Norris è stato addirittura più evidente. Nel corso delle qualifiche, infatti, la McLaren ha riscontrato anche un deficit di potenza specifico sulla vettura del britannico, apparentemente legato al comportamento dell’iniezione del carburante. “Sulla macchina di Lando, nello specifico, abbiamo riscontrato un deficit di potenza su cui stiamo indagando. Sembra legato al comportamento dell’iniezione del carburante, un fenomeno isolato che i sistemi adattivi dovrebbero sistemare per la gara”, ha spiegato Stella.

Il quadro trova conferma nelle parole dello stesso Norris, che ha individuato proprio nella velocità di punta il principale limite della sua MCL40 a Baku. “Rispetto a ieri c’è una macchina davanti: siamo staccati di otto decimi dalla pole position. Un distacco pesante ma, rispetto al resto della griglia, è un risultato in linea con le aspettative quando si gira con poco carburante. Ad essere sincero, gran parte del gap dai primi lo accumuliamo nei rettilinei, quindi non c’era molto altro che potessi fare. Mi sono sentito a mio agio sulla macchina per tutto il weekend. Nell’ultimo tentativo lanciato ho commesso un errore e l’ho pagato caro, ma mi trovo in un momento del campionato in cui devo rischiare il tutto per tutto: tentare la pole o fallire ci sta, oggi ho spinto troppo ed è andata così”, ha spiegato il britannico.

Ma Norris ha evidenziato anche una differenza ancora più significativa rispetto alla Mercedes, che sulla sua vettura si è manifestata in modo persino più marcato rispetto a quella di Piastri. “I ragazzi del team dicono che gli aggiornamenti funzionano come previsto, ma vedere un distacco di otto decimi dalla vetta fa comunque male. Come detto, perdiamo quasi tutto nei rettilinei ed è un aspetto su cui dobbiamo lavorare subito: rispetto alla Mercedes siamo nettamente indietro su ogni parametro legato alla velocità di punta. Per qualche motivo, sulla mia vettura la situazione è persino peggiore rispetto a quella di Oscar, e questo mi complica parecchio la vita: devo spingere più di lui nei tratti guidati solo per provare a compensare quello che perdo nei rettilinei”, ha aggiunto Norris.

A complicare ulteriormente il lavoro della McLaren ci ha poi pensato anche il vento, particolarmente incisivo sul tracciato cittadino azero. Le raffiche hanno modificato il comportamento della vettura soprattutto in curva, rendendo ancora più difficile mantenere un riferimento stabile durante il giro lanciato.

Proprio il vento ha rischiato di compromettere subito la qualifica di Norris, protagonista di un improvviso bloccaggio all’anteriore in Q1. “Non avevamo una comprensione immediata del perché la vettura avesse perso improvvisamente così tanto grip. È stata una di quelle situazioni legate al vento: abbiamo visto nei dati una grande raffica proprio in quel momento”, ha spiegato Stella.

Piastri e il cambio di approccio

La vera notizia positiva del sabato McLaren è però rappresentata da Oscar Piastri. Il terzo posto arriva infatti dopo un inizio di weekend tutt’altro che semplice, con i problemi al fondo emersi nelle prove libere e una vettura che aveva richiesto interventi strutturali per rinforzare l’accoppiamento tra fondo e telaio.

“Giovedì avevamo perfino le fascette da elettricista sulla macchina, il che non è mai un gran segno”, ha scherzato Piastri, sottolineando quanto fosse complicata la situazione iniziale. Eppure, quando la vettura ha iniziato a funzionare, l’australiano è riuscito a sfruttarla nel momento decisivo, conquistando la seconda fila e sfiorando la prima per appena un millesimo.

Secondo Stella, però, dietro questa prestazione non c’è soltanto un miglioramento tecnico della MCL40. C’è soprattutto un diverso approccio alla guida che Piastri sta progressivamente assimilando sulle monoposto della nuova generazione. “Con queste vetture devi costantemente lottare. Non appena cerchi di metterti comodo, il tempo sul giro scompare. Per i nostri piloti la mentalità deve essere quella di spingere e combattere la macchina, accettando di non avere il bilanciamento perfetto pur di non perdere ritmo”.

Ed è proprio questo il passaggio che sembra aver fatto la differenza per Piastri. “Oscar sta assimilando questa mentalità: quando è veloce, i suoi dati sono puliti e bellissimi da vedere, ma con queste regole non puoi essere troppo ‘gentile’ con la macchina. Devi continuare a spingere e combatterla”.

Un concetto che Piastri ha confermato indirettamente, raccontando di aver alternato momenti molto forti ad altri meno convincenti nel corso del weekend, prima di trovare in qualifica una MCL40 finalmente più facile da portare al limite. “In qualifica la vettura prende un po’ più di vita, tutto diventa un po’ più semplice ed è più facile per noi tirare fuori il passo. A livello personale sento che stiamo costruendo bene e sì, ero parecchio contento del mio giro in Q3”.

McLaren non sbaglia le scie: passo avanti rispetto a Monza

Un altro elemento positivo segnalato da Stella riguarda la gestione delle scie e del posizionamento in pista, aspetto sul quale la McLaren ha lavorato dopo i problemi emersi a Monza. A Baku il team ha studiato diversi scenari e preparato con maggiore precisione le uscite dai box, riuscendo a portare entrambe le vetture nella posizione desiderata per l’ultimo tentativo.

“Rispetto a Monza abbiamo operato con molta più precisione. Qui eravamo più preparati, avevamo studiato vari scenari e il piano di uscite ci ha favorito. Peccato solo che Lando non abbia potuto completare il suo ultimo giro”, ha sottolineato Stella. Il motivo è legato ancora una volta alla particolare conformazione della pista e al peso della scia sulle prestazioni. “Quest’anno l’effetto scia è un fattore dominante, forse ancora più spiccato rispetto alla precedente generazione di monoposto”, ha concluso.

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