Ferrari, Hamilton: “Se a fine anno restassimo fra i primi tre, sarebbe un risultato eccezionale”

Set 23, 2026

Luca Manacorda

Lo aveva detto già dopo Monza e il ritiro di Madrid, il primo dell’anno, non ha fatto che rafforzare quella convinzione: Lewis Hamilton ha ormai accantonato ogni sogno di lottare per il mondiale 2026 di Formula 1 e punta a un finale di stagione in cui l’obiettivo è provare a battere George Russell e chiudere in seconda posizione nel mondiale Piloti, un traguardo che metterebbe maggiormente in luce i progressi suoi e della Ferrari rispetto al 2025. Nel giovedì di Baku, il sette volte iridato ha anche affrontato i temi caldi delle ultime settimane, dal calendario alle novità previste per il 2027, con giudizi spesso negativi rispetto alle decisioni prese dai vertici della categoria.

Hamilton: “Bisogna riconoscere quanto di buono abbiamo realizzato”

Gli ultimi gran premi hanno cambiato la prospettiva di Hamilton verso il finale di campionato, un po’ come per chiunque non si chiami Kimi Antonelli a dire il vero. Secondo il sette volte iridato, la Ferrari non deve dimenticare i progressi fatti rispetto al 2025 e puntare a chiudere la stagione con un risultati che confermi i passi in avanti: “Kimi ha 101 punti di vantaggio su di me. In sole due gare ha guadagnato qualcosa come 40 punti abbondanti, mentre noi abbiamo lavorato duramente durante l’anno per guadagnarne appena un paio qua e là. La strada è ancora lunga e credo che l’obiettivo per me sia mantenere il secondo posto o, chissà, magari raggiungere la Mercedes. Per il campionato costruttori sarebbe un risultato straordinario”.

Alla vigilia del GP Azerbaijan, Hamilton ha poi aggiunto: “Credo che basti pensare a dove eravamo l’anno scorso e ai progressi fatti quest’anno: anche se a volte la situazione può sembrare cupa, bisogna guardare agli aspetti positivi. Abbiamo lottato, ottenuto vittorie e podi; la squadra ha fatto un lavoro incredibile introducendo aggiornamenti, quindi bisogna davvero riconoscere quanto di buono abbiamo realizzato quest’anno. So che in molti si concentrano sugli aspetti negativi. Per quanto mi riguarda, se riuscissi a lottare con George (Russell) e magari a stargli davanti, impresa molto difficile, dato che la Mercedes è al comando, e se a fine anno riuscissimo a restare tra i primi tre, o magari secondi, credo che sarebbe un risultato eccezionale per noi come squadra”.

Le opinioni sulla parte finale di calendario: bentornata Malesia e il sogno Medio Oriente

La Formula 1 è ormai a pochi giorni dalla decisione definitiva sulle sedi degli ultimi gran premi dell’anno. Qatar e Abu Dhabi restano a forte rischio per le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, ma Hamilton spera che questi appuntamenti rimangano in programma: “Personalmente voglio andarci. Amo andare in Medio Oriente. Da quello che ho letto, la situazione laggiù sembra tranquilla. Ma, ripeto, non ho tutte le informazioni, quindi non conosco i livelli di rischio. Tuttavia, confido che Stefano (Domenicali) prenda la decisione giusta per lo sport. Spero davvero che riusciremo ad andarci”.

Se venissero mantenute queste gare, sfumerebbe l’ipotesi di terminare la stagione con una gara a Imola. Hamilton ha spiegato perché preferirebbe il programma originale: “Concludere la stagione a Imola in pieno inverno potrebbe non essere l’ideale dal punto di vista meteorologico; è un circuito bellissimo, ma non è certo una pista che favorisce i sorpassi. Per quanto mi riguarda, più gare ci sono, meglio è”.

Hamilton (Ferrari)

Il sette volte iridato si è invece detto molto felice di tornare a Sepang, dove la prossima settimana si terrà il GP Bahrain che non si è potuto disputare a Sakhir sempre a causa della situazione nell’area mediorientale: “Ho sempre amato andare a Kuala Lumpur. Ho vissuto grandi esperienze lì con la mia precedente scuderia. La pista è fantastica ed è un circuito che regala belle gare. Quando si tratta di decidere quali piste inserire nel calendario stagionale, questo aspetto dovrebbe essere preso in considerazione. Vogliamo belle gare per i tifosi, non quelle in cui non si vede alcun sorpasso. Quindi accolgo con grande favore l’idea. Non vedo l’ora. È un circuito caldissimo. Sarà una gara fisicamente molto impegnativa, quindi attendo con impazienza questa sfida”.

Verso il 2027: la bocciatura alle gare più corte e il nodo Montecarlo

Come anticipato da AutoRacer.it e confermato questa settimana dalla FIA, il prossimo anno le gare saranno leggermente accorciate, passando dagli attuali 305 km a 290 in virtù delle modifiche alle Power Unit che aumenteranno il peso della componente termica: “Non ne so praticamente nulla, né conosco le motivazioni alla base di questa proposta – ha ammesso Hamilton – Credo che le gare dovrebbero essere più lunghe, dato che oggi sono fisicamente meno impegnative rispetto al passato. Quindi, accorciarle non credo abbia molto senso. Se pensiamo a questo weekend, abbiamo a disposizione le mescole C3, C4 e C5, che possono praticamente coprire l’intera distanza di gara”.

Non considerando l’aspetto relativo alla dimensione del serbatoio e al consumo di benzina, la contrarietà di Hamilton si basa principalmente proprio sull’uniformità delle strategie in gara: “Affrontiamo molte gare che prevedono un solo pit-stop. Non è una sfida particolarmente impegnativa. Stanno producendo gomme che sembrano durare più a lungo. Quindi, per quanto mi riguarda, ci sono state molte gare in cui avrei voluto avere più giri a disposizione. A dire il vero, la cosa che chiederei è l’opposto: gare più lunghe”.

FP1 Monaco – Ferrari, Lewis Hamilton

Il pilota della Ferrari si è poi ricollegato a quanto espresso parlando del ritorno di Sepang: “Questo dovrebbe essere lo sport più impegnativo sia fisicamente che mentalmente; ci sono gare caratterizzate da un caldo estremo in cui si è davvero al limite. Prendiamo Singapore: è incredibilmente calda e impegnativa. La Malesia quest’anno sarà pazzesca. Ma è proprio in queste situazioni che vuoi vedere gli atleti al limite, no? Al limite delle loro prestazioni, costretti a spingere il proprio corpo oltre i confini abituali, perché è proprio questo il senso di questo sport: alzare l’asticella e superare i limiti. Quindi, accorciare le gare per me non ha assolutamente senso”.

Una bocciatura da parte del britannico è arrivata anche nei confronti della scelta di inserire il prossimo anno una gara Sprint a Monte Carlo. Secondo Hamilton, è una soluzione che non affronta il vero problema delle gare nel Principato: “Per me non ha senso, anche se ovviamente non sono io a prendere le decisioni. Un aspetto positivo è che forse avremo un’altra sessione di qualifiche, il che è interessante. Tuttavia, ho sempre sostenuto che Monaco richieda qualcosa di diverso. Non credo debba seguire la stessa formula di gara prevista altrove; serve qualcosa di diverso. Abbiamo già introdotto le gare sprint, che a mio avviso hanno portato una ventata di novità nello sport, ma penso che per un luogo del genere si debba trovare un’idea nuova. È un posto splendido, un Paese bellissimo e un circuito incredibile da guidare, ma la gara è di una noia mortale. Non so quale sia la soluzione, ma di certo non lo è la gara Sprint”.

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