Il GP Ungheria doveva rappresentare la miglior occasione per la Ferrari in quest’ultima parte di calendario prima della sosta estiva, ma la scuderia di Maranello va invece in vacanza dopo una domenica senza neppure una vettura sul podio. Un risultato deludente dopo gli exploit di Silverstone e Spa, pista che invece sembravano meno favorevoli, che lascia molte domande aperte. Dopo il quarto posto ottenuto anche grazie alla penalità inflitta a Lewis Hamilton, Charles Leclerc si è soffermato a lungo su questa difficoltà di interpretazione della SF-26 nella sua analisi dopo la gara disputata all’Hungaroring.
La partenza complicata e l’avvio di gara in salita
L’avvio della gara di Budapest ha condizionato in maniera determinante la prestazione di Leclerc, scattato dalla prima fila ma scivolato indietro dopo pochi metri dallo spegnimento dei semafori: “Molto semplicemente, quando ho eseguito la procedura di partenza e ho rilasciato la frizione, c’era molto meno grip di quanto ci aspettassimo e ho avuto un pattinamento piuttosto accentuato. Poi in curva 1 sono stato un po’ stretto tra Hamilton e Verstappen e ho dovuto alzare il piede. Da quel momento ci siamo ritrovati in quinta posizione ed è diventato estremamente difficile rimontare” ha spiegato il pilota della Ferrari, ripercorrendo i momenti chiave delle prime fasi di gara.

Le difficoltà nel trovare la giusta continuità di rendimento si sono ripresentate durante le varie fasi dello stint, evidenziando una risposta imprevedibile da parte delle coperture: “È difficile da capire perché non è qualcosa che riguarda solo noi, ma forse ci colpisce più degli altri: tutto è molto incostante. Lo stint sulle morbide non è stato male e il primo passaggio sulle dure è stato in realtà piuttosto buono. Nel secondo stint con le dure, invece, non avevo alcun feeling con la macchina ed è stato estremamente difficile capire cosa stesse succedendo con le gomme. Poi le morbide alla fine andavano di nuovo bene, ma a quel punto eravamo su una strategia sfalsata rispetto agli altri ed è difficile fare un confronto diretto. È semplicemente molto difficile trovare costanza con questa vettura” ha analizzato il monegasco.
L’enigma del bilanciamento e l’inversione delle aspettative
Il confronto tra le prestazioni attese alla vigilia e i riscontri effettivi emersi dal tracciato magiaro lascia aperti diversi interrogativi in vista della ripresa del campionato: “Ci sono dei punti interrogativi. È molto strano che su due piste dove ci aspettavamo di faticare, come Silverstone e Spa, torniamo con una vittoria e un secondo posto, mentre su una pista come questa, dove sulla carta ci aspettavamo un weekend migliore, non lo è stato. È stato così venerdì, ma la Mercedes e la Red Bull giravano con i motori abbastanza giù. Arrivati al sabato abbiamo capito che avremmo fatto più fatica: dobbiamo capire perché c’è qualcosa non in linea con le nostre aspettative“ ha sottolineato il classe ’97.

La complessità nell’interpretazione delle monoposto attuali rappresenta la principale sfida tecnica per la squadra di Maranello in vista della seconda metà di stagione: “È chiaro che la cosa davvero strana è il fatto che sia l’opposto di quanto ci aspettavamo in base alle ultime tre gare. Le due gare in cui pensavamo di faticare davvero le abbiamo chiuse al primo e al secondo posto, mentre quella in cui ci aspettavamo di essere competitivi l’abbiamo chiusa in quarta e quinta posizione. Ma questo riassume abbastanza bene queste vetture in generale: penso siano difficile per tutti da capire, noi dobbiamo solo essere più bravi degli altri a decifrarle. Continuerò a lavorare per capire cosa causa questa incostanza con la macchina e perché gli stessi set di gomme, facendo più o meno le stesse cose, possano dare sensazioni completamente diverse da uno stint all’altro” ha concluso Leclerc.



