Il successo di Silverstone ha restituito il sorriso a Charles Leclerc dopo un periodo complicato e ora il monegasco può affrontare con maggior tranquillità un weekend particolare. Il circuito di Spa-Francorchamps, sede del GP Belgio, evoca emozioni forti per il pilota della Ferrari. Oltre all’approccio emotivo, nel fine settimana sarà importante quello operativo, per cercare di replicare ciò che gli ha permesso di trionfare su una pista che – al pari di quella che sorge nelle Ardenne – sulla carta è più favorevole ai rivali della Mercedes. Leclerc ne ha parlato nella conferenza stampa del giovedì, dove è tornato anche sul filming day che la Ferrari ha disputato sul nuovo circuito di Madrid.
Il riscatto di Silverstone e le risposte del simulatore
La vigilia del GP Belgio si apre sulla scia dell’ottimo risultato ottenuto due settimane fa a Silverstone. Leclerc ha analizzato il percorso di crescita che gli ha permesso di ritrovare il giusto feeling a bordo della monoposto, sottolineando l’importanza di riuscire a riproporre anche nei prossimi appuntamenti questa crescita: “È stato bello vedere che il lavoro paga, soprattutto dopo le gare precedenti in cui ho faticato molto a trovare il giusto feeling con la macchina. È stato solo su una pista e ora voglio riprodurlo su piste diverse. In termini di fiducia, sono sempre fiducioso che se faccio un buon lavoro dentro la macchina allora i risultati arrivano. Ma per questo ho bisogno di lavorare. È quello che ho cercato di fare negli ultimi giorni, cercare di capire prima di tutto perché siamo andati molto meglio di quanto ci aspettassimo a Silverstone, al fine di cercare di riprodurlo più spesso in futuro” ha confidato il pilota di Maranello, evidenziando come la fiducia sia una conseguenza diretta del lavoro in pista.

Durante l’anno, in casa Ferrari si è parlato spesso dell’utilità del lavoro al simulatore, soprattutto dopo le dichiarazioni di Lewis Hamilton che aveva spiegato perché preferiva non utilizzarlo per preparare i weekend di gara. Al contrario, per Leclerc è stato utile per ottenere conferme riguardo i progressi mostrati a Silverstone tra la Sprint e le qualifiche. Il monegasco predica comunque cautela, evidenziando che il percorso di comprensione della vettura necessita ancora di ulteriori verifiche sul campo: “Il lavoro svolto al simulatore mi ha aiutato a capire perché mi sentivo più a mio agio a Silverstone. Sapevo già cosa avevamo cambiato, ma per quanto riguarda la performance globale ci sono ancora aspetti da approfondire. Abbiamo bisogno di accumulare altri giri in pista per testare alcune soluzioni” ha spiegato il ferrarista, ribadendo come il risultato dell’ultimo weekend sia stato una sorpresa per lo stesso muretto Ferrari.
Il legame emotivo con Spa e le gerarchie per il weekend
Il fine settimana sulle Ardenne rappresenta da sempre un crocevia unico nella stagione del pilota della Rossa, un circuito dove i ricordi più dolci della carriera si intrecciano indissolubilmente con un momento particolarmente tragico: “Questo è un circuito speciale per due motivi: qui ho ottenuto la mia prima vittoria in Formula 1, un momento indimenticabile, ma ho anche perso il mio amico Anthoine“ ha ricordato con emozione Leclerc, spiegando che il pensiero per Anthoine Hubert – tragicamente scomparso durante la gara di F2 disputata a Spa-Francorchamps il 31 agosto 2019 – lo accompagna in ogni occasione in cui si ritrova a correre in Belgio.
Spostando l’attenzione sul piano puramente agonistico, il monegasco ha delineato le gerarchie dei valori in campo per il fine settimana, indicando la Mercedes come il punto di riferimento assoluto su questo genere di layout. Secondo il ferrarista, i rivali partono con i favori del pronostico: “La mia posizione non cambia rispetto a prima del weekend inglese. Silverstone e Spa sono due piste che dovrebbero adattarsi molto meglio alla Mercedes. Nell’ultima gara siamo stati forti, ma anche fortunati alla domenica perché Kimi Antonelli non ha raccolto quanto ci si aspettava“ ha sottolineato Leclerc.
La sfida del budget cap e la fiducia in Vasseur
La serrata corsa agli sviluppi che sta caratterizzando la stagione 2026 solleva inevitabili interrogativi sulla gestione finanziaria delle squadre, costrette a bilanciare la produzione di nuove componenti aerodinamiche con i vincoli imposti dai regolamenti finanziari. Di fronte alle preoccupazioni sul rispetto del budget cap da parte della Ferrari, il pilota ha voluto sgomberare il campo da ogni dubbio, manifestando piena sintonia con la dirigenza del team: “Su questo aspetto mi fido di Fred più di chiunque altro“ ha dichiarato Leclerc, ponendo l’accento sulla gestione di Fred Vasseur a capo del muretto di Maranello.

La macchina organizzativa della scuderia è costretta a operare sotto forte pressione per accelerare le tempistiche di fabbricazione delle novità tecniche, un processo industriale complesso che richiede un coordinamento perfetto tra i vari reparti: : “C’è un enorme mole di lavoro da parte della squadra per spingere sulla produzione e stimolare le menti creative a Maranello, con l’obiettivo di portare aggiornamenti nel modo più rapido ed efficiente possibile. Non sono preoccupato, so che lui sa esattamente cosa fare“ ha concluso il monegasco.
Il test a Madrid e la sfida de “La Monumental”
La scorsa settimana, Leclerc ha avuto l’opportunità di valutare in anteprima il layout della pista cittadina che ospiterà il Gran Premio di Spagna a Madrid, effettuando alcuni passaggi durante il filming day che la Ferrari ha disputato sul circuito ancora in fase di allestimento. Le prime impressioni descrivono una pista impegnativa, oltre che attualmente molto polverosa per via dei lavori in corso, ma dotata di un carattere decisamente interessante: “Ho fatto qualche giro dietro a una Stelvio sul tracciato ancora in costruzione. C’era molta terra ed era difficile spingere al massimo, ma sembra un circuito cittadino davvero fantastico e molto sfidante“ – ha commentato il pilota del Cavallino.

Credit: MADRING & Ferrari
Il punto più spettacolare e discusso del futuro impianto spagnolo sarà la curva caratterizzata da una forte pendenza laterale, battezzata “La Monumental”, un passaggio che promette di diventare un punto di riferimento per l’intero mondiale e che richiederà doti di guida non comuni. A Leclerc è stato chiesto un paragone con le curve inclinate che caratterizzano il circuito di Zandvoort: “L’ultima curva di Zandvoort in realtà si fa in pieno e la curva 3 è davvero fantastica, ma è più lenta. A Madrid invece, in questo momento, la curva sopraelevata non sembra da fare in pieno. Io ero molto, molto lontano dal farla in pieno durante il test, soprattutto a causa della polvere che c’era in pista. È una curva davvero speciale dove in qualifica sarà necessario essere estremamente coraggiosi, perché si girerà davvero al limite. Credo possa diventare una delle curve più iconiche dell’intero campionato, specialmente quando saranno completate le tribune per il pubblico” ha dichiarato Leclerc.



