Caso ali reverse: l’alternativa al ban passa dai tempi di chiusura del flap

Lug 10, 2026

Rosario Giuliana

L’ipotesi di un bando delle ali posteriori “reverse” ha inevitabilmente acceso il dibattito dopo quanto accaduto a Max Verstappen sia in Austria che a Silverstone.
L’ olandese, in maniera abbastanza “brutale” , ha additato l’ala posteriore come la causa del suo testacoda che lo ha portato a finire la sua corsa insabbiandosi a Stowe.
“L’ ala posteriore non si è chiusa correttamente” – è stata la disamina tecnica di un seccato Verstappen, molto scontento della situazione, accennando anche alla propria incolumità come pilota.

“Non è lo stato un problema identico a quanto avvenuto in qualifica in Austria, ma è sempre l’ala posteriore e l’effetto è stato lo stesso”.

Il team di Milton Keynes ha di fatto rizzato le antenne della FIA sul tema sicurezza e sulle ali reverse. Come riportato da The-Race.com, la Federazione avrebbe avviato dei colloqui con i due team per ottenere sostanzialmente garanzie in termini di sicurezza.

Allo stato attuale, lo scenario di un ban delle ali reverse non è la prima opzione della FIA.

L’origine della vicenda è nota. Da qui la decisione della FIA di approfondire la questione, avviando un confronto con i responsabili tecnici dei team Ferrari e Red Bull.
L’intervento dei delegati della Federazione non nasce da evidenze che coinvolgano indistintamente tutte le ali “reverse”, bensì dall’esigenza di comprendere se i problemi accusati dalla Red Bull siano riconducibili al concetto stesso oppure a un caso specifico della RB22.

La FIA, come accade abitualmente quando emergono episodi che possono avere implicazioni sulla sicurezza, sta raccogliendo dati prima di valutare eventuali interventi regolamentari, applicando il “famigerato” articolo C.1.2 del regolamento, che prevede il riserbo dell’organo francese di poter cambiare le regole in qualunque momento quando c’è in ballo la “questione sicurezza”.

Illustrazione Rosario Giuliana

Per proprietà transitiva in questo contesto rientra anche Ferrari, il cui progetto è stato sottoposto all’attenzione della Federazione da tempi non sospetti a inizio anno, perché rappresenta, seppur non in maniera identica a Red Bull, una interpretazione del concetto di ala rotante.
L’ala studiata a Maranello non ha mai mostrato alcuna criticità sotto il profilo della sicurezza, motivo per il quale il team di Frederic Vassuer può farsi manforte (politicamente), opponendosi a eventuali richieste di ban.
Anche perché un eventuale bando avrebbe conseguenze sportive molto importanti, dopo che è stato già posto in divieto l’utilizzo del sistema “Flick Tail Mode” a partire dal 2027.

red bull miami hadjar

C’è l’ipotesi limite più severo sui tempi di chiusura, ma Ferrari non sarebbe aperta a cambiamenti

Attualmente Ferrari e Red Bull dispongono già di una soluzione “reverse” pienamente funzionante, mentre McLaren è nelle fasi finali dello sviluppo e punta a introdurla nel corso della seconda parte di stagione.

Tutti e tre i team hanno avuto non poche difficoltà a implementarle, soprattutto in termini di integrazione aerodinamica nei transitori (apertura e chiusura).

La FIA tenderebbe a evitare interventi che eliminino improvvisamente soluzioni già approvate, salvo che emergano rischi concreti e dimostrabili per la sicurezza.

Molto più plausibile apparirebbe invece un affinamento del regolamento tecnico se la questione restasse calda. L’attenzione della Federazione sarebbe infatti rivolta soprattutto alla fase di transizione tra configurazione da rettilineo e configurazione da curva. Oggi il regolamento impone che il sistema completi il movimento entro 400 millisecondi.

Illustrazione Rosario Giuliana

Qualora dall’analisi emergesse la necessità di aumentare il margine di sicurezza, la FIA potrebbe decidere di ridurre ulteriormente il tempo massimo consentito, imponendo una chiusura ancora più rapida dell’ala, questione più legata al problema avuto da Verstappen in Austria, che a Silverstone.

Una strada concretamente percorribile alla quale comunque Ferrari non darebbe un benestare, essendo la “macarena” della SF-26 non oggetto di instabilità dell’auto. Modificare il regolamento comporterebbe direttamente andare a mettere mano a una soluzione già collaudata che non ha mostrato criticità.

La riduzione ulteriore del tempo limite di 4 decimi di secondo sarebbe una sfida non banale da affrontare per tutti.

Verstappen Austria

Bandire le “reverse” scelta drastica…  che può piacere a Mercedes?

Mercedes, invece, rappresenta il top team che sulla carta potrebbe avere un vantaggio derivante da un eventuale messa al bando della soluzione.

Una modifica di questo tipo non colpirebbe esclusivamente le ali “reverse”. Trattandosi di un parametro regolamentare relativo al funzionamento del sistema mobile, il nuovo limite si applicherebbe indistintamente a tutte le monoposto, comprese quelle dotate di un cinematismo tradizionale.

Mercedes è l’unico dei tre top team a non disporre ancora di un’ala reverse pronta per il 2026, anche se con l’avvicinamento di Ferrari il team di Brackley sta guardando con attenzione ogni compromesso. È chiaro che per il 2027 potrebbe esserci una convergenza sull’avere ali rotanti – non solo per Mercedes – ed è questo soprattutto che la FIA sta anche valutando. Ecco, la Federazione vuole anzitempo valutare cosa fare in termini di aerodinamica attiva.

 

 

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