In Canada la Mercedes è tornata improvvisamente indietro di dieci anni: George Russell e Kimi Antonelli hanno infiammato la Sprint di Montreal con un duello accesissimo che ha inevitabilmente riportato alla memoria le battaglie tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg ai tempi d’oro delle Frecce d’Argento. E, ora come allora, a dover gestire i due “galli” è il team principal Toto Wolff.
Scontro con Russell, Antonelli furioso via radio: “Se dobbiamo correre così basta saperlo”
La scintilla tra i due è scoppiata già al quinto giro, quando Antonelli ha tentato un attacco molto ottimista sul compagno di box all’esterno di curva 1, finendo però lungo e tagliando la chicane. Poco dopo, in curva 8, è arrivato il contrattacco di Russell: il britannico ha difeso con decisione, costringendo il giovane italiano sull’erba e spalancando così la porta alla McLaren di Lando Norris, che si è preso la seconda posizione. Da quel momento la tensione è esplosa anche via radio. Antonelli, furibondo, ha accusato il compagno di averlo spinto deliberatamente fuori pista, chiedendo addirittura una penalità per Russell. “Quella mossa è stata scorretta, dovrebbe essere penalizzato”, ha sbottato il bolognese, sostenendo di essere già all’altezza dello specchietto della Mercedes #63.
A quel punto è intervenuto direttamente Toto Wolff, invitando Antonelli a smettere di protestare e a concentrarsi sulla guida. Ma il gelo non si è sciolto neppure dopo la bandiera a scacchi. Al termine della Sprint infatti Antonelli ha lanciato un’altra frecciata al team: “Se dobbiamo correre così, è bene saperlo”. Una frase che racconta perfettamente il clima che rischia di crearsi all’interno del box Mercedes.

A caldo, anche davanti ai media, Antonelli non ha nascosto il proprio disappunto, pur riconoscendo di essersi lasciato trascinare dalle emozioni: “Sono andato in pista per vincere, soprattutto perché sapevo di avere il passo. Credo che fossimo quasi ruota a ruota, la curva la facevo sinceramente, poi ho sentito il contatto e ho visto che George ha allargato”. L’italiano ha poi ammesso anche il proprio errore nel secondo episodio della battaglia: “Alla curva 8 ho cercato di andare all’interno, ma ho preso un bump gigantesco e ho perso la macchina. Poi non sono riuscito a frenare e sono andato dritto. Sicuramente in quei momenti è difficile restare calmi perché ci sono tante emozioni, però ora resetto tutto e penso alla qualifica”.
Più fredda invece la lettura di Russell, che ha considerato l’episodio a una normale lotta in pista: “Da parte mia è stata semplicemente una battaglia dura ma normale. Quando sei all’interno in una chicane hai il diritto di prendere la traiettoria. Non stavo cercando di fare nulla di aggressivo, ma devo ancora rivedere bene le immagini”.
Duello Mercedes, Wolff interviene: “Non voglio ripetere l’errore di Lewis e Nico”

“Mi piace vedere gare e sorpassi – ha spiegato poi Wolff nel tentativo di placare le acque – ma queste situazioni servono anche per capire come vogliamo correre in futuro. Dobbiamo decidere: i nostri piloti si trattano come fossero avversari di un altro team oppure si lasciano più spazio perché sono compagni?”.
Un tema delicatissimo, soprattutto perché Mercedes si ritrova improvvisamente con due piloti in piena lotta mondiale. E Wolff sa bene quanto possa diventare pericolosa una situazione del genere, avendo vissuto da numero uno della Stella la lotta interna tra Hamilton e Rosberg. Nonostante l’aggressività mostrata dal giovane italiano, il team principal austriaco ritiene comunque non sia ancora il momento di limitarlo: “Non voglio assolutamente trattenerlo. Deve continuare ad essere aggressivo. Non puoi pretendere di avere un leone in macchina e poi un cucciolo fuori dalla pista”. Secondo Wolff, il nodo centrale non è l’aggressività in sé, ma stabilire regole chiare prima che la situazione degeneri: “Probabilmente con Lewis e Nico affrontammo certi discorsi troppo tardi. Stavolta è meglio definire subito il modo in cui devono correre tra loro, già alla quinta gara”.



