La 12 Ore di Sebring 2026 ha sicuramente lasciato il segno, offrendo due storie in particolare tra quanto accaduto in Porsche Penske ed il successo Ferrari-AF Corse in GTD. Le 963 LMDh hanno sostanzialmente dominato la gara, ma la doppietta del Team Penske è stata macchiata dalla polemica nata nell’ultima ora, quando Nasr ha superato Estre violando l’ordine di mantenere le posizioni imposto dal muretto. Ferrari e AF Corse, invece, hanno vinto tra penalità e battaglie, con un Antonio Fuoco showman in tutto e per tutto.
IL DOMINIO PORSCHE PENSKE NON NASCONDE LE POLEMICHE
Per la 20esima volta nella storia Porsche ha apposto la firma sulla 12 Ore di Sebring, per l’occasione teatro del secondo round dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship. Le 963 LMDh, vestite di una livrea speciale per rendere onore alla partnership con Mobil 1 e, di conseguenza, alla 911 GT1 del 1996, hanno sostanzialmente dominato la gara, come l’anno scorso, lasciando poco spazio a Cadillac, BMW e Acura. Il successo di Felipe Nasr, Julien Andlauer e Laurin Heinrich, già vincitori a Daytona, ha però lasciato il segno non solo nei libri di storia, ma anche nel box del Team Penske. Ordini di scuderia a quanto pare non rispettati nel duello tra Felipe Nasr e Kevin Estre hanno creato molte tensioni e lo stesso francese, accompagnato da Laurens Vanthoor e Matt Campbell, ha evidenziato la spaccatura sui social.
NASR VIOLA L’ORDINE E PASSA ESTRE
Dei 343 giri completati nello storico e tortuoso circuito di Sebring la maggior parte ha visto le Porsche del Team Penske in cima alla classifica. Lasciata sfogare la Cadillac Action Express Racing di Jack Aitken (poleman), Frederik Vesti ed Earl Bamber, le GTP della squadra tedesca hanno piano piano preso il controllo della corsa, alternandosi al primo e secondo posto fino all’arrivo della notte. In occasione dell’ultimo pit stop la Porsche #7 è entrata in pit road appena davanti alla #6, la cui sosta più veloce ha permesso a Estre, appena subentrato a Campbell, di guadagnare la prima posizione.
A circa un’ora dalla fine il muretto box presidiato da Jonathan Diuguid, Presidente del Team Penske, ha chiesto a Estre e Nasr di mantenere le posizioni, ma il brasiliano ha risposto a tono, affermando che “facendo così nessuna Porsche vincerà la gara”. Pochi istanti dopo il vincitore delle ultime tre 24 Ore di Daytona ha rotto gli schemi, lanciandosi sull’auto gemella alla Sunset, l’ultima curva, per involarsi verso una testa della corsa mantenuta fino al trionfale arrivo sotto la bandiera a scacchi.
ESTRE DOPO LA GARA: “QUALCUNO NON HA RISPETTATO GLI ORDINI. SIAMO FRUSTRATI”
Questa la reazione di Kevin Estre nella conferenza post-gara: “eravamo su strategie simili, ci siamo fermati più o meno nello stesso momento, solo che in alcuni frangenti abbiamo montato pneumatici con chilometraggi diversi. Siamo stati sia avanti e che dietro, ma a un certo punto è arrivata una comunicazione dal muretto che dall’altra parte non è stata rispettata.
Stavo guidando la macchina rispettando quanto ci eravamo detti con il muretto, cercando di ottimizzare la nostra strategia e di arrivare fino in fondo perché dovevamo risparmiare carburante (nel caso in cui fosse arrivata una caution, ndr). Felipe ha fatto qualcosa di diverso ed è lì che è avvenuto il sorpasso. Verso la fine aveva aria pulita ed era abbastanza veloce da non permettermi di attaccare. Ci avrei sicuramente provato, ma non c’è stata occasione. A un’ora dalla fine è successo qualcosa che dal mio punto di vista non è stato molto corretto. Ecco perché siamo tutti molto frustrati e non è bello. Ma è così.”
Visualizza questo post su Instagram
NASR RISPONDE: “SONO QUI PER VINCERE, LA SQUADRA HA OTTENUTO COMUNQUE UNA DOPPIETTA”
Per difendersi Nasr si è appellato al concetto di squadra: “sono entrato in questo programma perché credo nel fatto di poter vincere per la squadra. I miei compagni oggi hanno fatto tutto alla perfezione. Abbiamo costruito attentamente la gara e abbiamo fatto tutto ciò che serviva per essere sempre davanti.
“Onestamente non credo di avere molto da dire. Sono qui per vincere e ho vinto anche per la squadra. Alla fine parliamo comunque di una doppietta e questa è una giornata molto importante per tutti noi.”
Pubblicamente, Diuguid non ha preso posizione, concentrandosi sulla doppietta portata a casa. Di sicuro parliamo di una situazione tutt’altro che tranquilla in casa Porsche Penske, da sistemare quanto prima per evitare ripercussioni che rischino di influenzare anche il rendimento in pista.”
ANTONIO FUOCO SHOW: PRIMA VITTORIA DA CINEMA PER LA FERRARI 296 EVO
Dall’infelice esito in GTD-Pro, categoria in cui la #62 di Risi ha sofferto il ritiro al giro 76 per un incidente multiplo all’ultima curva, al successo in GTD: il sabato di Sebring è stato da montagne russe per Ferrari. Incredibile, quasi holliwoodiana, la gara di AF Corse, prima al traguardo con Antonio Fuoco, Simon Mann e Lilou Wadoux.
Parliamo di corsa da cinema perché proprio Fuoco ha accusato ben tre penalità nelle ultime tre ore di gara. La prima per un contatto con la Ford di Ben Barker, la seconda per un’infrazione ai box per troppo personale al di là del muro e, infine, per una sportellata con la Ferrari #033 di Triarsi, in gara nella classe GTD-Pro, episodio in cui Miguel Molina ha avuto la peggio uscendo di pista.
In sintesi, dal settimo posto, nell’ultima mezz’ora Fuoco ha recuperato con un ritmo indemoniato e, raggiunta la coda dell’Aston Martin di Tom Gamble, le ha provate tutte per artigliare il primo posto nei minuti decisivi.
All’inizio dell’ultimo giro la Ferrari di AF Corse sembrava troppo lontana, ma ecco il colpo di scena. In curva 10 Gamble ha perso il posteriore della Vantage targata Heart of Racing e, senza esitare, Fuoco ha preso il binario giusto per la leadership, bissando il successo ottenuto a Sebring con Cetilar nel 2022. Quello di Sebring è il primo sigillo della 296 GT3 Evo, intascato alla chiusura di una giornata in cui la Ferrari #21 è stata protagonista di un continuo saliscendi, facendo il bello ed il cattivo tempo per poi strappare la vittoria ad appena due km e mezzo dalla fine.





