Stella: il pilota sarà più determinante con le nuove Power Unit

Feb 9, 2026

Mattia Barzaghi

La McLaren ha scelto il Bahrain per presentare ufficialmente la livrea della MCL40, la monoposto con cui il team di Woking affronterà il Mondiale 2026. Un luogo tutt’altro che casuale: il fondo sovrano del Bahrain detiene infatti la quota di maggioranza del gruppo McLaren, e proprio sul circuito di Sakhir, mercoledì, prenderanno il via i primi test ufficiali della nuova stagione. Solo due settimane fa, invece, la vettura aveva già assaggiato l’asfalto europeo nel breve shakedown di Barcellona, a testimonianza di una pausa invernale estremamente compressa e di un progetto entrato subito nel vivo. La presentazione è stata l’occasione per iniziare a raccontare, con Andrea Stella e Zak Brown, una nuova fase tecnica e sportiva, segnata da regolamenti completamente rinnovati e da aspettative altissime dopo gli straordinari risultati degli ultimi due anni.

Brown: “La scelta di rimanere con il colore ‘papaya’ é il proseguimento di quest’era”

Dal punto di vista estetico, la MCL40 non stravolge il linguaggio visivo recente del team. Una scelta consapevole, come ha spiegato Zak Brown, che ha voluto ribadire il valore identitario del colore simbolo della squadra:La livrea è molto simile a quella degli ultimi anni, ed è una scelta assolutamente voluta. Ci sono solo piccoli ritocchi, ma volevamo mantenere ciò che ha funzionato. Il papaya è fondamentale e sta benissimo”, ha sottolineato l’amministratore delegato di McLaren.

Per l’americano, il colore non è solo un elemento grafico, ma il filo conduttore di un’epoca che lega successi sportivi, partner commerciali e coinvolgimento dei tifosi: “Siamo decisamente nell’era papaya, ed è fantastico essere qui in Bahrain, guidati dal Principe Ereditario e da Mumtalakat, nostri azionisti di lungo corso. Il supporto che riceviamo da loro è assolutamente incredibile. In questa era papaya, che è anche l’era McLaren Mastercard Formula One, tutto ruota attorno ai tifosi: il loro coinvolgimento, la loro partecipazione al nostro team di corse”.

Stella sulla MCL40: “Positivo che siano state ridotte le dimensioni rispetto agli anni scorsi. La curva di apprendimento sarà ripidissima e chi svilupperà meglio sarà in un’ottima posizione ”

Se la livrea guarda alla continuità, dal punto di vista tecnico la MCL40 rappresenta invece una vera rottura con il passato. Andrea Stella, team principal McLaren, non ha nascosto l’entusiasmo per una vettura che interpreta in modo radicale il nuovo regolamento: “Ogni nuova generazione di monoposto porta con sé un carattere diverso, e questa macchina ha carattere. È bella, è aggressiva, ed è positivo che sia un po’ più stretta, più corta e più leggera, ha spiegato Stella. “Probabilmente con la generazione precedente eravamo andati un po’ troppo oltre con le dimensioni. Credo che queste saranno ottime vetture di Formula 1”.

L’entusiasmo, però, non cancella la complessità del progetto. Anzi, l’ingegnere di Orvieto è stato molto diretto nel descrivere quanto sarà impegnativa la prima stagione della nuova era tecnica, nonostante il titolo di campioni del mondo: “La curva di apprendimento è molto ripida. Ogni giorno è stato importante: ogni giorno abbiamo accumulato design, innovazione e prestazione, e questo continuerà per tutta la stagione”, ha ammesso. “Indipendentemente dall’ordine delle forze alla prima gara, il primo anno sarà una gara di sviluppo. Chi svilupperà meglio, probabilmente, avrà successo a fine stagione”.

Entrando più nel dettaglio delle aree di sviluppo, Stella ha indicato chiaramente quali saranno i pilastri su cui si giocherà la competitività della MCL40: “È tutto nuovo, ma alla fine la differenza la fanno sempre i fondamentali. Lo sviluppo sarà focalizzato sul raggiungere la massima efficienza aerodinamica, far lavorare la macchina nel miglior modo possibile con gli pneumatici, ottenere grip meccanico attraverso le sospensioni, e ovviamente anche sulla power unit”, ha spiegato.

Proprio la power unit rappresenta una delle grandi incognite del nuovo regolamento, anche dal punto di vista della guida per i piloti, che dovranno affinare le proprie abilità durante la stagione: “Quest’anno, più che mai, la power unit dipenderà da come i piloti interagiranno con essa. I piloti dovranno restare costantemente sintonizzati con la sua evoluzione. È qualcosa di interessante, qualcosa che vale la pena aspettarsi”, ha aggiunto l’ex Ferrari.

Il contesto in cui è nata la MCL40 rende il progetto ancora più significativo. La stagione 2025, trionfante per la scuderia di Woking, è stata seguita praticamente senza sosta dall’avvio dello sviluppo della nuova monoposto. Come ha spiegato Andrea Stella: “È stata decisamente una pausa molto breve. Lo scorso dicembre eravamo ad Abu Dhabi per l’ultima gara e per i test successivi, e già a fine gennaio stavamo provando le nuove vetture a Barcellona. Vorrei ringraziare tutto il team McLaren e i nostri partner tecnici di HPP per il grande lavoro che ha portato alla MCL40”.

McLaren MCL40

Il punto di forza di McLaren secondo Brown

Guardando al quadro generale, Zak Brown ha più volte ribadito quale sia, secondo lui, il vero punto di forza del team nell’affrontare una rivoluzione regolamentare: “Il nostro vantaggio sono le persone. Abbiamo avuto pochissimi cambiamenti e una grande stabilità. Riconoscerete tutti sul muretto dei box e in fabbrica. Sono questi uomini e donne che hanno costruito le grandi macchine da corsa degli ultimi anni”. Allo stesso tempo, Brown ha invitato alla cautela: “Stiamo comunque ripartendo da zero. Tutti hanno un foglio bianco davanti. Questo sport è incredibilmente competitivo e sarà una stagione davvero dura”.

Anche i titoli mondiali conquistati non vengono letti come un punto di arrivo. Al contrario, Stella insiste sulla necessità di mantenere un approccio critico: “Riflettere sul successo è importante, perché anche dal successo si impara. Ma dobbiamo riconoscere di non essere stati perfetti. Ci sono molte lezioni da capitalizzare”, ha spiegato. “In Formula 1 bisogna migliorare continuamente, perché tutti i concorrenti alzano l’asticella anno dopo anno”.

Infine, lo sguardo si allarga al campionato nel suo insieme. Sia Stella che Brown vedono nel 2026 l’inizio di una delle ere più affascinanti della storia recente della Formula 1: “Ci sarà tantissimo da scoprire e da capire: per i team, per i piloti e per i tifosi”, ha detto Stella. “Penso che ci sia una stagione davvero da seguire con attenzione”. Brown infine sottolinea la portata della rivoluzione tecnica: “Non c’è nemmeno un dado ruota portato dal 2025 al 2026. È un cambiamento totale. Sarà una corsa allo sviluppo, e noi abbiamo anche una coppia di piloti straordinaria: quattordici vittorie l’anno scorso, sette a testa. Non vedo l’ora di tornare a correre”.

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