L’interazione tra monoposto e gli pneumatici è un aspetto a tutti gli effetti fondamentale e lo si è notato soprattutto nel corso di questi anni dove ha vinto chi ha saputo sfruttare al meglio questa particolare combinazione. Pirelli ha studiato molto gli pneumatici per questo nuovo cambiamento regolamentare ed effettuato molti test nel corso del 2025, quando tutte le squadre hanno provato le nuove mescole attraverso l’utilizzo di mule car livelli di carico aerodinamico di Monza per simulare i carichi di queste monoposto. A Barcellona hanno debuttato gli pneumatici ufficiali, C1 (hard), C2 (medium) e C3 (soft), da asciutto. E poi le intermedie e le full-wet per condizioni da bagnato. Tutti i top team hanno optato per scelte differenti in base alle necessità emerse con i rispettivi programmi di lavoro prestabiliti, con in particolare Ferrari che ha scelto 4 mescole hard, 12 medium e 3 soft, che sono state sfruttate proprio nel corso dell’ultima giornata di Shakedown e con le quali Hamilton ha messo a segno il giro più veloce della settimana di Barcellona. Prima dell’inizio dei test prestagionali di Barcellona sono state fatte delle stime sulle nuove vetture, di cui ha parlato Mario Isola dopo il termine dello Shakedown e che in alcuni casi sono anche state superate.

“Con la shakedown week di Barcellona è iniziata una nuova era per la Formula 1. La settimana di test in pista che precede il debutto ufficiale in Bahrain è stata utile alle scuderie e ai piloti soprattutto per valutare l’affidabilità delle power unit e prendere confidenza con la gestione dell’energia della batteria, destinata ad avere un ruolo centrale. Il bilancio complessivo è senz’altro positivo. Le monoposto hanno completato un numero elevato di giri, forse superiore alle aspettative della vigilia, dimostrando una buona affidabilità dei motori”. In effetti ci si aspettava di avere più problematiche da questo punto di vista soprattutto considerando che si è discusso molto della questione power-unit prima dell’inizio della stagione e le stime in merito non erano molto positive. Lo stesso Max Verstappen pensava che a Barcellona le vetture avessero presentato molti problemi dal punto di vista motoristico e di conseguenza ci sarebbe stata poca attività in pista, ma per fortuna di cose non è stato così e le nuove PU sono dunque promosse, almeno sino a quanto visto a Barcellona.

Mentre invece per quanto riguarda i nuovi pneumatici Pirelli: “Le tre mescole slick più dure che abbiamo messo a disposizione dei team hanno funzionato come previsto, garantendo prestazioni convincenti nonostante le temperature rigide. Solo la C3, la più morbida, ha mostrato un po’ di graining sull’anteriore sinistra, un fenomeno conosciuto qui a Barcellona e comunque legato principalmente al freddo. Pensando proprio a fine settimana caratterizzati da temperature basse, o su piste poco severe, sarà interessante capire quanto la necessità di preservare la carica della batteria influenzerà l’approccio dei piloti nell’out lap, fase in cui è fondamentale portare le gomme in temperatura. Abbiamo infatti notato un atteggiamento più conservativo in favore dell’ERS, che potrebbe modificare anche il modo in cui i piloti preparano il giro lanciato in qualifica. I dati che raccoglieremo in Bahrain saranno sicuramente più rappresentativi, anche perché le monoposto saranno più vicine a quanto vedremo a Melbourne e le temperature saranno più simili a quelle delle gare. Rispetto alle simulazioni, infatti, notiamo ancora discrepanze a livello di prestazioni e carichi.” Ovviamente la situazione non è ancora chiara al 100% e si avranno sicuramente ulteriori dati da analizzare nel corso di questi giorni e poi soprattutto durante i prossimi test in Bahrain, dove i team e Pirelli troveranno delle condizioni totalmente differenti rispetto a quelle di Barcellona. Siamo solamente all’inizio della fase di studio, dunque, di questo nuovo ciclo regolamentare e che sicuramente ci regalerà molte sorprese in tutti i sensi.



