Mercedes, l’appello di Russell: “Regole più flessibili e steward fissi”

Nov 28, 2025

Mattia Barzaghi

Il circuito di Losail si prepara ad ospitare un il penultimo weekend stagionale di Formula Uno. Con il titolo piloti che potrebbe essere deciso già qui e la battaglia per il secondo posto nel mondiale costruttori, l’attenzione, e la curiosità di osservare lo svolgimento del fine settimana, è già massima. Prima che le monoposto scendano in pista, un altro tema caro ai piloti ha dominato il media day del giovedì: il dibattito sulle guidelines riguardanti le regole di ingaggio e il sistema di stewarding, criticato in particolar modo da George Russell.

Russell sulle regole di ingaggio seguite dagli steward: “Guardare esclusivamente le linee guida é un errore. Nel prendere una decisione conta esperienza e coerenza da occhi di un pilota”

A farsi portavoce di un malessere diffuso è stato proprio il pilota Mercedes, tra l’altro rappresentante della GPDA (Grand Prix Drivers’ Association), affiancato dalle dichiarazioni di Carlos Sainz. Il n63, ha dipinto un quadro chiaro, ovvero che le ‘driving guidelines’ attuali stanno limitando la vera essenza della competizione. É importante segnalare, infatti, che giovedì sera c’è stato proprio un incontro tra FIA e i piloti per decidere sul da farsi riguardo al 2026.

Il punto di partenza della discussione sono state le analisi post-gara condotte da ex piloti come Karun Chandhok, Jolyon Palmer e Anthony Davidson per i propri canali televisivi. Sainz ne ha lodato pubblicamente il lavoro, definendo le loro analisi spesso impeccabili nel ripartire le colpe o nel definire un semplice incidente di gara.

 

 

Russell, interpellato dai giornalisti, ha ampliato il concetto, spiegando perché quelle stesse valutazioni appaiano spesso più condivisibili delle decisioni ufficiali prese in tempo reale: “Rispetto e condivido ciò che ha detto Carlos su quelle tre persone, da un punto di vista analitico, e penso che colgano le cose in modo assolutamente preciso”, ha affermato il britannico. “Il vantaggio che hanno, rispetto agli steward, è che, primo, non sono sotto pressione, e secondo, hanno tempo a disposizione per non dover prendere una decisione in quel momento. E terzo, non stanno seguendo delle linee guida”. Quest’ultimo punto è il cuore della questione: “Stanno seguendo la loro personale visione, basata sulla loro esperienza e conoscenza delle corse”, ha proseguito l’inglese. “E, per quel che vale, penso che anche gli steward abbiano questa conoscenza, ma il loro compito non è prendere una decisione basata sulla loro personale visione. Il loro lavoro è prendere una decisione basata sulle linee guida. Ciò significa che le linee guida devono essere corrette. Se le linee guida non sono corrette, le decisioni non lo saranno”.

Il problema, secondo Russell, è l’impossibilità di regolamentare ogni possibile scenario: “Non puoi avere una linea guida per ogni circostanza. Quindi si ritorna a questo punto: io credo che uno stewarding coerente, da parte di individui che hanno esperienza di gara che possono vedere un incidente per quello che è, sia il modo in cui otterremo le penalità più corrette per un dato incidente. Ed è lì che persone come Anthony, Jolyon e Karun hanno questo vantaggio”.

La proposta di Russell: steward permanenti per le 24 gare e regolarmente retribuiti

La proposta di Russell va quindi oltre la semplice critica e sfocia in una riforma anche strutturale. Il pilota della Mercedes infatti sostiene che, data l’enorme influenza delle loro decisioni, gli steward dovrebbero essere professionisti pagati e fissi per tutte le 24 gare, non volontari a rotazione.

Non credo che dobbiamo per forza avere proprio quelle tre persone specifiche, ma penso che quelle tre sarebbero ottime”, ha precisato. “Ma qualcuno deve mettere la mano nella tasca per pagare gli steward l’importo corretto. L’obiettivo sarebbe avere uno stewarding coerente nel corso di 24 gare. Alla fine dei conti, è un lavoro. Il nostro sport comprende un giro da miliardi di dollari. Non dovremmo avere volontari che detengono un potere così grande in certi ruoli. Quindi, ai miei occhi, qualcuno deve pagare queste persone”.

Russell: “Questo weekend forse saremo più lontani, ma il mio approccio non cambia. Risolto il problema al servosterzo.”

Le dichiarazioni di Russell si inseriscono in un fine settimana già di per sé carico di significati. Il pilota britannico arriva in Qatar con l’obiettivo di consolidare, insieme al compagno Kimi Antonelli, il secondo posto della Mercedes nel mondiale costruttori (+40 sulla Red Bull, +53 sulla Ferrari). Tuttavia, ammette che questo weekend sul piano della performance, la squadra di Brackley potrebbe soffrire il confronto con McLaren e Red Bull:Sulla carta è una pista dove McLaren e Red Bull dovrebbero essere più forti di noi, ce la giocheremo con Ferrari anche se mai dire mai perché l’anno scorso non eravamo così male in qualifica”.

Inoltre, il weekend sarà caratterizzato da due elementi tecnici cruciali. Il primo è la regola dei 25 giri massimi per stint, introdotta per prevenire l’eccessiva usura degli pneumatici che l’anno scorso aveva portato a cedimenti strutturali per piloti come Hamilton e Sainz, a causa delle sollecitazioni estreme sui cordoli e le enormi forze a cui sono sottoposti quest’ultimi. Ciò imporrà necessariamente almeno due soste per tutti.

Russell, pur avendo in passato sostenuto l’idea di doppie soste obbligatorie per spettacolo, nota come qui la strategia potrebbe essere meno variabile: “In passato avevo proposto l’obbligo della doppia sosta ma di usare tutte e tre le mescole, qui invece tutte le squadre quasi sicuramente opteranno per le più dure, il che ridurrà la variabilità strategica”.

Il secondo elemento è la Sprint Race, che aggiunge un’ulteriore variabile in un weekend dove il titolo piloti potrebbe essere deciso: Lando Norris potrebbe infatti laurearsi campione del mondo se guadagnerà almeno due punti su Oscar Piastri e Max Verstappen in tutta il weekend, e per questo Mercedes e Ferrari potranno ritagliarsi un ruolo cruciale come arbitri di questa lotta al titolo.

Nonostante questo, Russell conferma il suo approccio come se fosse un normale weekend: “Il fatto che questo weekend si possa decidere il mondiale non cambierà come correrò, ovvero cercare di andare sul podio, di vincere la gara”. Il britannico ha inoltre fatto sapere che il team ha individuato la causa del problema al servosterzo riscontrato a Las Vegas.

Russell:  “Felice di abbandonare questo ciclo tecnico”

In un passaggio successivo, a Russell è stato chiesto se fosse sollevato all’idea di lasciarsi alle spalle questo ciclo regolamentare. L’inglese ha colto l’occasione per ricordare quanto fossero stati complessi i primi mesi del 2022 – raccontando anche un retroscena – quando il fenomeno del “porpoising” aveva messo in grande difficoltà la Mercedes W13 e aveva poi portato all’introduzione della famosa TD039: “Sono auto brutali, a essere sinceri. Abbiamo un simulatore che riproduce il giro simulando i movimenti delle sospensioni dal lato telaio. Nel 2022 Lewis e io volevamo far salire uno dei nostri capi progettisti su questa macchina (W13) per fargli provare un replay di Baku e mostrargli quanto fosse aggressivo il porpoising. L’addetto alla sicurezza ci disse che era troppo pericoloso. Questo la dice lunga.”

“Stai guidando per un’ora e mezza e vibri ovunque: schiena, corpo, occhi. Ricordo che il primo anno che andai a Las Vegas nel 2023 non riuscivo nemmeno a vedere i cartelli dei punti di frenata perché la macchina colpiva il suolo in modo così violento. Ho parlato con alcuni piloti e metà griglia era nella stessa situazione. Quindi sì, sono felice che ci stiamo allontanando da tutto ciò” ha concluso.

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