Il GP del Qatar è una gara molto importante poiché Max Verstappen ha visto all’improvviso aumentare le proprie speranze mondiali anche se Lando Norris ha conservato comunque un prezioso vantaggio, che gli permetterà di vincere il mondiale tra pochi giorni chiudendo il weekend (Sprint e Gara) con 2 punti in più dei suoi rivali. Il pilota inglese potrebbe comunque terminare terzo dietro l’olandese ed Oscar Piastri in entrambi gli ultimi due appuntamenti, Sprint compresa, e laurearsi campione del mondo. Un traguardo quindi più vicino, salvo l’imponderabile come incidenti e problemi tecnici dato che ora Verstappen è a meno di 25 punti e quindi uno zero di Norris gli permetterebbe di superarlo (con una vittoria). Questa è la vera svolta rispetto al pre Las Vegas, un qualcosa che alzerà chiaramente la tensione del pilota inglese della McLaren. Ora nessuno potrà più sbagliare, non solo i piloti ma anche la McLaren o tantomeno la Red Bull.
Come Red Bull ha ‘ripreso’ McLaren: programma di sviluppi aggressivo e continuo
Sono passati pochi mesi, da quando si parlava di una MCL39 ancora dominante e che si stava avviando alla conquista anche del titolo mondiale piloti con un confronto solamente interno tra Lando Norris ed Oscar Piastri. L’inserimento di Max Verstappen era più una speranza di appassionati e addetti ai lavori. Eppure adesso le probabilità sono diventate certamente più concrete, seppur comunque basse, ma soprattutto sono diverse gare che la situazione sembra essere cambiata in modo importante dal punto di vista tecnico, con un Max Verstappen capace di reggere il confronto e stare anche davanti al duo McLaren su diversi layout e condizioni. Cosa è cambiato? Le macchine. L’ultimo sviluppo apportato dal team di Andrea Stella risale a Silverstone, utilizzato poi in pianta stabile dal GP del Belgio dello scorso fine luglio. Lì il team Papaya sembrava aver fatto il passo in avanti definitivo, essendo anche l’ultima stagione di questi regolamenti con tutti i team più spostati sullo sviluppo della vetture 2026, tuttavia, a Milton Keynes non si sono fatti cogliere di sorpresa.

Oltre all’importante lavoro sui cestelli dei freni portato avanti nel corso dell’anno, insieme ad una migliore comprensione della vettura e un diverso metodo di lavoro portato da Laurent Mekies, i tecnici di Pierre Waché hanno continuato a sfornare sviluppi per ampliare la finestra di utilizzo della RB21 e migliorarne le prestazioni. Uno sviluppo efficiente sotto i tutti punti di vista, anche economico, tenendo sotto controllo il cost cap e non togliendo ore e personale al lavoro in atto sulla monoposto 2026. A Monza è poi arrivata la vera svolta con una nuova specifica di fondo, seguita poi in Messico da un secondo esemplare, sviluppato solamente tramite CFD, che però non ha dato i risultati sperati ed è stato accantonato. In più sono arrivate due rivisitazioni dell’ala anteriore per circuiti da bassissimo carico (Monza e Las Vegas) ed una per quelli da alto carico (Singapore), oltre a varie modifiche di adattamento alla pista. Non secondario con queste vetture, anche il lavoro ai rear corner fatto per il GP di Baku, in un’area sensibile e utile anche per una più corretta gestione degli pneumatici. In questo stesso lasso di tempo, in McLaren si sono limitati a modifiche di adattamento alla pista in quei circuiti da basso carico (Monza e Las Vegas) dove si erano palesati importanti punti ‘deboli’ sulla vettura dello scorso anno.
La Red Bull ha colto di sorpresa McLaren, che ora è costretta a spingersi al limite per tenere il passo della RB21
Gli uomini di Andrea Stella non si attendevano un ritmo di sviluppo così consistente ed efficace da parte dei principali rivali, con il gap di vantaggio della MCL39 che si è così drasticamente ridotto e se prima vi era un ‘cuscinetto’ di qualche decimo di secondo, in questo momento si può dire che Norris e Piastri possono contare su una monoposto che gli può garantire mediamente solo un piccolo vantaggio, con l’esigenza quindi di spingere al limite sugli assetti e sulle impostazioni, potendo anche incorrere in aspetti negativi. E’ il caso del Brasile ma soprattutto di Las Vegas e l’estremizzazione nel setup della MCL39 è uno dei motivi che ha contribuito alla crisi di Piastri, alle prese con una monoposto più ‘al limite’ su tanti fattori.

Lo scrivevamo poco più di un mese fa: l’obiettivo della Red Bull era quello di confermarsi molto più vicina alla McLaren rispetto alle gare di inizio estate, poi “c’è il fattore Max” come ha più volte detto Helmut Marko. Così è stato. E se la macchina permette al quattro volte campione del mondo di esprimersi al meglio, lui può sopperire a quel piccolo gap che gli rimane in alcune piste o addirittura aprire un certo gap nelle piste più favorevoli alla RB21. Da Monza in poi, Max Verstappen ha conquistato 161 punti contro i 115 di Lando Norris ed i soli 57 di Oscar Piastri (dietro anche George Russell, Charles Leclerc e Kimi Antonelli). Le quattro vittorie per il pilota olandese contro le due di Lando Norris e le 0 di Oscar Piastri certificano gli importanti passi in avanti tecnici a tutto tondo effettuati dalla Red Bull.

Ed ora arriva il Qatar, un weekend che sarà sicuramente teso e che potrà riservare diverse sorprese e, in vari modi, essere decisivo. La pista è dominata da curve di media e alta velocità, gli allunghi sono molto brevi ed uno dei fattori importanti in gara poteva essere la gestione delle coperture su una pista molto stressante per gli importanti carichi laterali. Il fattore ‘degrado’ potrebbe essere però contenuto dalla decisione Pirelli di limitare il numero di giri effettuabili in ogni stint, per motivi di sicurezza. Ciò potrebbe andare incontro più alla Red Bull, che però dovrà mettere in pista fin da subito una vettura molto competitiva e non come quella vista nella garetta di Interlagos, pena rischiare di perdere il mondiale già al sabato. Andrea Stella confida sul fatto che quella del Qatar sia una pista più McLaren che Red Bull, tuttavia, in casa Mercedes non sono così d’accordo. “La Red Bull ha dimostrato di andare forte nelle curve veloci, si è visto a Suzuka e Silverstone, per questo li vedo favoriti” ha detto George Russell a Las Vegas. C’è però da sottolineare che quelli furono anche due appuntamenti particolari con tanto umido e freddo a Suzuka mentre in UK la Red Bull utilizzò un assetto molto aggressivo in qualifica, che però in gara non pagò vista la pioggia.

Non bisogna nemmeno dimenticare di come le monoposto siano cambiate nel corso di queste gare per via degli sviluppi. La RB21 ha guadagnato molta prestazione nel lento, riuscendo a tenere costanti le buoni doti nel medio-veloce. Questo l’ha fatta migliorare molto su circuiti con curve lente e allunghi, come Baku ed appunto Las Vegas. Al contrario McLaren potrà andare forte nelle curve di media velocità e sfruttare la capacità di gestione degli pneumatici, se servirà. Tuttavia, il team di Woking non avrà più alcun jolly da giocarsi per quanto riguarda il consumo del plank anche se l’asfalto del circuito di Losail è generalmente liscio e questo potrà andare incontro ad una parziale estremizzazione nelle impostazioni della MCL39. E poi ci sarà il fatto mentale: mentre Oscar Piastri e Max Verstappen non hanno ormai più nulla da perdere, con l’olandese che si esalta in queste situazioni, Lando Norris dovrà saper gestire la pressione dimostrando, come da Monza in avanti, di aver fatto quello switch mentale necessario per meritarsi il titolo di campione del mondo.



